Serbatoi pieni, pance vuote?

Alla vigilia della 40° Riunione annuale del Comitato sulla Sicurezza Alimentare (CSA), che si terrà a Roma dal 7 all’11 ottobre, Oxfam chiede ai governi di anteporre il diritto al cibo agli interessi commerciali di breve termine: le politiche sui biocarburanti non devono più essere causa di land grabbing, vale a dire accaparramento di terre ai danni delle comunità locali, e aumento dei prezzi alimentari per i piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo.


Il CSA è il primo forum dell’ONU a discutere la questione dei biocarburanti in maniera approfondita e l’obiettivo dovrà essere concordare un’azione collettiva per garantire che le politiche e gli investimenti sui biocarburanti non causino land-grabbing o aumenti dei prezzi alimentari. Il CSA è l’organismo in cui i governi, la società civile, le istituzioni internazionali e il settore privato possono formalmente negoziare e coordinare misure per garantire a tutti la sicurezza alimentare.

Nel corso della riunione ministeriale della FAO, che si terrà durante il CSA, i governi potranno farsi promotori dell’importante impegno di eliminare gradualmente gli incentivi ai biocarburanti che hanno un impatto negativo sulla sicurezza alimentare.

Luca Chinotti, Food and agricolture advisor di Oxfam ha detto:
“La situazione è molto chiara: Europa e Stati Uniti in particolare hanno contribuito ad innescare una corsa globale ai biocarburanti che ha provocato fenomeni di land grabbing, e provocato l’aumento dei prezzi alimentari, mentre le grandi aziende accumulano profitti”.
Si calcola che entro il 2020 le politiche sui biocarburanti dell’Unione europea da sole potrebbero spingere al rialzo i prezzi dell’olio vegetale fino al 36% in più, quelli del mais fino al 22% e fino al 21% quelli dello zucchero. Basti pensare che i prodotti della terra utilizzati dall’Europa per produrre biocarburanti nel solo 2008 avrebbero potuto sfamare 127 milioni di persone, riducendo la fame nel mondo di quasi il 15%.

“Il CSA offre un’opportunità unica ai paesi di andare oltre gli interessi economici di corto respiro, e mettere il cibo e le persone al primo posto”, ha detto ancora Chinotti. “I governi devono decidere se dare priorità al settore dei biocarburanti o se ascoltare la società civile, le organizzazioni internazionali come FAO, IFAD, PAM e Banca Mondiale, oltre che le aziende alimentari che chiedono un radicale cambiamento nell’ambito delle politiche sui biocarburanti.
“I governi dovrebbero accettare di eliminare tutti i mandati, le tariffe e i sussidi per i biocarburanti che hanno un impatto negativo sulla sicurezza alimentare, generando volatilità dei prezzi e land grabbing”.

Oxfam chiede inoltre ai governi di rendere esecutive, secondo un programma con specifiche scadenze, le Linee Guida Volontarie sulla Terra, adottate a maggio 2012, al termine di un processo di negoziazione che ha coinvolto anche la società civile, le organizzazioni internazionali e il settore privato. Se attuate, le Linee Guida contribuiranno ad assicurare ai piccoli produttori di cibo l’accesso e il controllo sulla terra e sulle risorse naturali.

Il CSA può inoltre favorire gli investimenti in agricoltura a vantaggio dei piccoli agricoltori e per uno sviluppo dei principi di investimento agricolo responsabile. Oxfam chiede ancora agli stati membri di riconoscere il ruolo chiave dei piccoli agricoltori, come principali investitori nel settore, e impegnarsi a rimuovere le difficoltà croniche in cui si trovano i piccoli agricoltori, adottando strategie paese che favoriscano lo sviluppo dell’agricoltura di piccola scala.