Tanzania. Christine Mandalu ha raccolto l'acqua dalla pompa installata da Oxfam. Credits: Amy Vitale/Oxfam

Specchiamoci nelle nostre abitudini

Oxfam Italia aderisce alla campagna referendaria “Due sì per l’acqua pubblica” per il referendum del 12 giugno.
Oxfam Italia riconosce l’acqua come “bene comune”, sostiene  il diritto di tutte le persone all’accesso all’acqua potabile necessaria per la vita e rivendica una gestione efficace, democratica e partecipata della risorsa idrica. I due quesiti referendari sottoposti al giudizio dei cittadini, se approvati, vanno in questa direzione.
Con il primo quesito, rispondendo Sì, viene abrogata la legge che obbliga i Comuni alla privatizzazione della distribuzione dell’acqua potabile, restituendo così agli Enti locali rappresentativi delle popolazioni il diritto di scegliere le forme con cui gestire questa fondamentale risorsa.
Con il secondo quesito, rispondendo Sì, viene impedito che sulla tariffa che i cittadini italiani pagano per l’acqua potabile, venga caricato anche il “profitto” delle eventuali imprese private gestrici del servizio, sottraendo così l’acqua necessaria per vivere al ruolo di “merce” da scambiare secondo regole di mercato.
La vittoria dei due Sì nel referendum del 12  giugno è auspicabile e costituisce un importante e valido contributo per affermare in Italia politiche nuove in fatto di gestione dei “beni comuni”.


Anche sul referendum del nucleare Oxfam Italia aderisce al comitato promotore dei due quesiti referendari sul nucleare e invita a votare SI’ per impedire che in Italia siano installate centrali nucleari. Il rischio di contaminazione, come dimostrano gli incidenti avvenuti negli ultimi decenni, è troppo grande per l’ambiente e per le future generazioni. La strada giusta da percorrere appare oggi quella della riduzione dei consumi energetici e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili; anche in questo caso la vittoria del SI’ può spingere la politica italiana verso scelte più responsabili.