Sabina Orellana, Ministra delle Culture, della Decolonizzazione e Depatriarcalizzazione

17 Dicembre 2020
Sabina Orellana, Ministra delle Culture, della Decolonizzazione e Depatriarcalizzazione

Sabina Orellana, Ministra della Cultura, la Decolonizzazione e la Depatriarcalizzazione. Foto: Resumen Latinoamericano

Bolivia: Sabina Orellana, una femminista indigena a capo del Ministero per la Cultura, la Decolonizzazione e la Depatriarcalizzazione.

 

Lo scorso novembre il governo boliviano ha creato per la prima volta nella storia il Ministero della Cultura, della Decolonizzazione e della Depatriarcalizzazione. Questo ministero sarà guidato da Sabrina Orellana Cruz, donna indigena d’etnia quechua, femminista e storica attivista della Confederación Nacional de Mujeres Campesinas Indígenas Originarias de Bolivia “Bartolina Sisa”. Sabina Orellana è stata, inoltre, tecnica della Escuela de Gestión Pública Plurinacional (l’ente che forma i funzionari pubblici in Bolivia) e ha collaborato anche con la Segreteria per lo Sviluppo Umano Integrale nel Governo del Dipartimento di Cochabamba, dove ha anche ricoperto il ruolo di deputata dal 2006 al 2009.

 

Bolivia. Ministra Sabina Orellana,. Foto: Resumen Latinoamericano

Sabina Orellana. Ministra della Cultura, la Decolonizzazione e la Depatriarcalizzazione. Foto: Resumen Latinoamericano

Una scelta storica quella di dedicare un ministero alla decolonizzazione e alla depatriarcalizzazione e affidarlo alla guida di una donna come Sabina Orellana, specialmente in un paese dove ancora oggi persone e comunità indigene vivono in situazioni di marginalità e di sfruttamento, con fenomeni di discriminazione che, in ambienti patriarcali, diventa ancora più grave per le donne, doppiamente escluse, sia per etnia che per sesso.

Per questo crediamo che sia la decolonizzazione sia la depatriarcalizzazione siano processi fondamentali verso un futuro più giusto ed equo; e la scelta di dedicare un ministero alla decolonizzazione e la depatriarcalizzazione ci sembrano molto positive, e al di là dell’enorme valore simbolico, siamo sicuri che avrà presto positivi effetti pratici nel paese andino, anche perché conosciamo le capacità di Sabina Orellana e delle sue collaboratrici e collaboratori.

Oxfam in Bolivia

La Bolivia è un paese ricco di diversità culturale e risorse naturali, che riconosce 36 gruppi indigeni su una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti. I significativi progressi compiuti negli ultimi anni nella riduzione della povertà estrema e nella costruzione di un nuovo Stato Plurinazionale lasciano ancora in sospeso compiti per affrontare le disuguaglianze strutturali e la vulnerabilità sociale, economica e climatica di gran parte della popolazione, fattori che costituiscono il filo conduttore dell’impegno di Oxfam nel paese.

Siamo in Bolivia dal 1988, assieme a vari partner locali:organizzazioni sociali, ONG, reti e diversi livelli del governo boliviano.

E lavoriamo affinché le boliviane e i boliviani superino le condizioni di vulnerabilità in cui vivono promuovendo l’uso sostenibile delle risorse naturali, l’azione politica e l’aumento delle loro capacità produttive; promuoviamo la creazione di una società più giusta facilitando la mobilitazione della società civile; e realizziamo progetti di sviluppo a lungo termine che mirano a ridurre i rischi e aumentare la resilienza.

 

Settori sociali e geografici prioritari

  • Rafforziamo la capacità della popolazione indigena, contadina e giovanile di influenzare politiche pubbliche redistributive, efficienti e trasparenti.
  • Lavoriamo con organizzazioni femminili e miste per ridurre la violenza, responsabilizzarle e promuovere migliori opportunità economiche.
  • Appoggiamo la gestione del territorio, l’accesso ai benefici delle risorse naturali, la riduzione dei rischi e l’adattamento delle comunità indigene e contadine.
  • Nelle zone orientali (“tierras bajas”) sosteniamo il superamento delle condizioni di vulnerabilità, esclusione e discriminazione delle popolazioni indigene e delle comunità contadine.
  • Lavoriamo con donne, giovani e indigeni nella partecipazione, adattamento e gestione del territorio e del rischio nelle città più grandi del paese (La Paz, El Alto, Cochabamba, Santa Cruz) e in quelle in rapida crescita nella regione amazzonica (Trinidad e Riberalta).