L'iniziativa per la commemorazione dei 20 anni dell'assedio di Sarajevo.

La red line a Sarajevo

Il 6 aprile Sarajevo commemora i 20 anni dall’inizio dell’assedio.
Lo fa con una lunga linea rossa, composta da 11.541 sedie, 800 metri da Alipasina Dzamija alla fiamma eterna, a ricordare le 11.541 vittime di un assedio durato 1.425 giorni.
Anonime sedie rosse, allineate, a ricordare che le vittime avrebbero potuto essere chiunque, senza distinzioni di appartenenza, età, sesso, professione.
Su un maxi schermo scorrono i nomi delle vittime, a volte intere famiglie.
Su molte delle circa 1000 sedie più piccole dedicate ai bambini morti durante l’assedio, alcuni fiori, a volte giocattoli.

Gli occhi si posano sul vuoto di quelle sedie, il pensiero va a chi non c’è più.

Ma il pensiero va anche al vuoto che tante persone intorno a me si portano dentro, ogni giorno dall’inizio della guerra, a quelle ferite del corpo e dell’anima che è più difficile curare.

Tutto attorno la città continua a vivere
, nei caffè bar e fast food oggi senza musica e lungo le strade affollate dove le nonne continuano ad arrangiarsi vendendo ricami ed erbe mediche.
Uno specchio perfetto della Bosnia Erzegovina di oggi, dove la vita scorre e guarda avanti mentre le ferite del passato continuano a essere un fardello pesante.
Almeno oggi agli occhi del mondo un po’ meno invisibile.

Altri racconteranno meglio di me, le foto che vi mando sono in prestito, penso che vedrete queste immagini nei giornali e telegiornali italiani o, per chi non potrà e ne avrà voglia, qui. Ma avevo voglia e bisogno di condividere con voi questa grande commozione.

Daria Antenucci, Oxfam Italia