27 Febbraio 2026

Spose bambine: matrimoni forzati e diritti negati

 

Il matrimonio dovrebbe essere una scelta libera, consapevole e adulta. Per milioni di bambine nel mondo, invece, è un destino imposto. I matrimoni precoci e forzati continuano a privare ragazze e adolescenti della possibilità di decidere sul proprio futuro, interrompendo l’istruzione, mettendo a rischio la salute e consolidando disuguaglianze di genere profonde.

Negli ultimi decenni si sono registrati progressi nella riduzione del fenomeno, ma questi risultati restano fragili. Conflitti, crisi economiche, emergenze climatiche e povertà estrema stanno rallentando, e in alcuni contesti invertendo, il percorso verso l’eliminazione dei matrimoni infantili. In altre parole, la crescita di situazioni umanitarie critiche aumenta la possibilità che questo tipo di abuso continui ad essere diffuso e praticato. Capire cosa si intende davvero per “spose bambine” e perché il fenomeno persiste è essenziale per affrontarlo in modo efficace.

Credit: Loliwe Phiri/Oxfam
Credit: Loliwe Phiri/Oxfam

Cosa si intende per “spose bambine”

Con l’espressione “spose bambine” si fa riferimento a matrimoni precoci e forzati che coinvolgono minori, nella stragrande maggioranza dei casi bambine e ragazze. La definizione “matrimoni precoci” non è neutra: il fenomeno è profondamente legato alle disuguaglianze di genere e colpisce in modo sproporzionato le femmine.
Anche quando il matrimonio avviene con un’apparente forma di consenso, non può essere considerato una scelta libera. L’età, la pressione familiare, le norme sociali e la mancanza di alternative rendono impossibile parlare di autodeterminazione. Per questo le organizzazioni internazionali riconoscono i matrimoni precoci come una violazione dei diritti umani delle minori.

Dove è più diffuso il fenomeno e perché

A livello globale, il matrimonio infantile femminile è più diffuso in alcune aree dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale. Secondo UNICEF, milioni di ragazze si sposano ancora prima dei 18 anni, nonostante le tendenze globali mostrino una lenta diminuzione rispetto al passato.
Secondo UNICEF, nonostante una riduzione graduale dei matrimoni infantili negli ultimi decenni, il mondo non è attualmente sulla traiettoria per porre fine al fenomeno entro il 2030, soprattutto a causa di crisi multiple che colpiscono i Paesi più vulnerabili.

All’interno di questo quadro, il Sud Sudan rappresenta un caso emblematico. Qui il matrimonio precoce non è il risultato di una singola causa, ma l’esito di una combinazione di fattori: conflitto prolungato, povertà estrema, insicurezza alimentare, assenza di servizi essenziali e norme sociali che limitano fortemente il ruolo delle ragazze. In contesti di crisi, il matrimonio venga percepito dalle famiglie come una strategia di sopravvivenza, piuttosto che come una scelta per il benessere delle bambine.

Credit: Mark Wahwai/ Oxfam
Credit: Mark Wahwai/ Oxfam

Povertà, crisi e disuguaglianze di genere

Il legame tra matrimoni precoci e povertà è diretto. In molte comunità, sposare una figlia significa ridurre il numero di persone da sostenere economicamente o ottenere una dote. In contesti segnati da conflitti e sfollamenti, il matrimonio viene talvolta visto come una forma di “protezione”, anche se nella realtà espone le bambine a nuovi rischi. Queste dinamiche si innestano su disuguaglianze di genere radicate, che attribuiscono alle ragazze un valore principalmente legato al matrimonio e alla maternità. La mancanza di accesso all’istruzione e a opportunità economiche rafforza un circolo vizioso che rende il matrimonio precoce una delle poche opzioni disponibili.

Le conseguenze su salute, istruzione e diritti

Le conseguenze dei matrimoni precoci sono gravi e durature. Le bambine sposate hanno maggiori probabilità di affrontare gravidanze precoci, con rischi elevati per la salute materna e infantile. L’abbandono scolastico è quasi inevitabile, compromettendo l’accesso all’istruzione e alle opportunità future.

Dal punto di vista dei diritti, il matrimonio precoce limita l’autonomia personale, aumenta l’esposizione alla violenza domestica e riduce drasticamente la possibilità di partecipare alla vita sociale ed economica. Non si tratta solo di un problema individuale, ma di un ostacolo allo sviluppo delle comunità nel loro complesso.

Credit: Nana Kofi Acquah / Oxfam
Credit: Nana Kofi Acquah / Oxfam

L’impegno di Oxfam per fermare i matrimoni precoci

Contrastare i matrimoni infantili richiede interventi di lungo periodo. Oxfam lavora per affrontare le cause strutturali del fenomeno, sostenendo le famiglie più vulnerabili, promuovendo l’accesso all’istruzione e rafforzando il ruolo delle ragazze all’interno delle comunità.

In Paesi come il Sud Sudan, l’approccio combina supporto economico, sensibilizzazione comunitaria e collaborazione con leader locali, affinché il cambiamento sia condiviso e duraturo. Fermare i matrimoni precoci non significa imporre soluzioni dall’esterno, ma creare le condizioni perché le bambine possano crescere serenamente e vivere con pieni diritti.

Scopri cosa facciamo per la giustizia di genere.

Condividi l’articolo:
oxfam facebook oxfam Twitter oxfam Linkedin

Articoli correlati