Servizi per i richiedenti asilo

Offriamo ai richiedenti asilo i seguenti servizi:

Assistenza legale

Seguiamo il richiedente asilo in tutte le procedure burocratiche e amministrative necessarie, dall’informativa legale al primo ingresso nel centro (per rendere consapevole l’ancora migrante dei diritti-doveri e del percorso che lo attende) alla preparazione, con colloqui ad hoc condotti da operatore legale, fino all’audizione in commissione territoriale per determinare la richiesta di asilo, garantendo supporto in caso di ricorso. Forniamo inoltre supporto nell’ottenimento dei documenti in caso di riconoscimento della protezione e informativa post sullo status acquisito limiti-diritti e dovere.

Assistenza sociosanitaria

Provvediamo inoltre all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, all’assegnazione del medico curante, e predisponiamo l’orientamento circa i servizi sociali e del territorio. Laddove necessario, ci adoperiamo perché venga fornito sostegno socio psicologico, assistendo inizialmente la persona nelle eventuali visite mediche.

Abitazione

Ospitiamo i richiedenti asilo – in prevalenza uomini adulti – in strutture da un minimo di 6 a un massimo di 30 persone, rispettando comunque la separazione laddove necessario tra donne, uomini adulti, minori e famiglie, e cercando di prediligere la comunanza di origine o linguistica. Le strutture consistono prevalentemente in appartamenti non lontani dal centro abitato, distanti tra di loro e situati preferibilmente in piccoli centri e non grandi città. Questo perché è dimostrato che, nonostante una prima diffidenza iniziale, nei piccoli centri il processo di integrazione è molto più veloce, così come è più facile garantire supporto e assistenza agli ospiti.
Le abitazioni sono arredate, e ci occupiamo del pagamento dell’affitto – a prezzo di mercato – e delle utenze.

Vitto e beni di prima necessità

I richiedenti asilo ricevono inizialmente buoni del valore di 5 € al giorno, spendibili in esercizi commerciali convenzionati.  In questo modo possono acquistare cibo e prodotti per l’igiene personale che preferiscono, e sono anche incentivati a cucinare insieme, interagendo tra loro e prendendo decisioni comuni.

Il fare la spesa diviene anche un momento importante di interazione con la popolazione locale, e un’occasione per praticare la lingua.

I prodotti per la pulizia delle abitazioni vengono forniti a ciascun ospite su base mensile. I richiedenti asilo si recano nel nostro magazzino per prelevare direttamente ciò di cui hanno bisogno, previa autorizzazione e con controllo da parte del nostro personale per evitare sprechi.
Al momento dell’arrivo, ciascuno riceve calzature e un cambio completo, quindi gli abiti vengono forniti in base alle esigenze, provvedendo anche a raccoglierli da singoli che vogliono donarli per questo scopo.
Ciascuno riceve anche su base mensile un pocket money pari a 2,50€ al giorno, calcolato in base ai giorni di presenza, inizialmente in contanti poi attraverso una carta prepagata.

Apprendimento della lingua italiana

Per quanto riguarda l’apprendimento della lingua italiana, ricorriamo a insegnanti professionisti e retribuiti: questo non è un obbligo, ma per noi è una garanzia di maggior serietà e qualità. Più precisamente, ci avvaliamo dei servizi di una cooperativa in partenariato, LiMo, (Linguaggi in movimento) che impiega insegnanti in possesso di certificazione Ditals o equivalente.

I richiedenti asilo vengono affiancati da mediatori culturali

Mediazione linguistico culturale

I richiedenti asilo vengono affiancati da mediatori culturali fino a che non hanno acquisito una conoscenza della lingua, degli usi e delle leggi italiane tale da permettere loro di interagire in autonomia. Il mediatore culturale assiste la persona nelle relazioni con le istituzioni, nei colloqui di orientamento e ascolto, negli accompagnamenti sanitari, in occasione dell’audizione per la richiesta di asilo in Questura. Abbiamo esperienza più che decennale nel campo della mediazione e mettiamo a disposizione uno staff di oltre 20 mediatori di comprovata esperienza che coprono oltre alle lingue veicolari un ampio spettro di lingue tra cui urdu, arabo, pular, mandinka. Crediamo e sostieniamo anche a livello istituzionale il riconoscimento della figura del mediatore culturale.

Spostamenti

Provvediamo inoltre al pagamento dell’abbonamento mensile ai mezzi pubblici, in modo da favorire la mobilità delle persone all’interno del centro abitato, se in città, o tra questo e la città principale, se si risiede in un piccolo centro.

Formazione professionale, avviamento al lavoro e volontariato

Ci adoperiamo per offrire corsi di formazione professionale e supporto per svolgere attività di volontariato sul territorio. Queste attività di volontariato, che definiamo “formativo”, sono mirate all’acquisizione di strumenti e competenze spendibili nel mondo del lavoro.

Dopo due mesi dal ricevimento del permesso di soggiorno, i richiedenti asilo possono infatti lavorare, e noi li assistiamo nell’orientamento al lavoro, nell’iscrizione ai centri per l’impiego, nella preparazione del cv e nella valutazione delle competenze. Alcuni richiedenti asilo hanno effettivamente avuto esperienze lavorative come operai agricoli, imbianchini, giardinieri, camerieri.

Per quanto riguarda i corsi professionalizzanti, questi vengono svolti in collaborazione con gli enti del territorio; sono stati attivati ad esempio corsi di cucina, per pizzaiolo, panificatore, per la potatura degli olivi, di informatica, per muratore.

Le attività di volontariato vengono portate avanti in collaborazione con altri enti del territorio, come Auser, Misericordia, Arci, Acli, Mani Tese, LegaAmbiente, ecc. Tra esse vi sono ad esempio l’accompagnamento di bambini a scuola, la manutenzione delle aree verdi, l’accompagnamento degli anziani con difficoltà di mobilità, la ristorazione. Alcune persone sono inoltre coinvolte nella gestione degli orti sociali. Queste attività vengono svolte da chi ha in generale acquisito sufficiente padronanza delle lingua, e rappresentano una delle modalità per favorire l’integrazione, dal momento che si offrono servizi al territorio ospitante, oltre a costituire un’occasione per acquisire competenze.

Sport e attività ludiche

I richiedenti asilo vengono quindi coinvolti quanto più possibile, sulla base dei propri interessi, in attività ludiche e sportive, quali laboratori teatrali, coro, cineforum. Molti suonano uno strumento o giocano a calcio in alcune squadre locali, autorganizzate o anche miste. In alcuni casi sono stati avviati rapporti di collaborazione con le scuole del territorio per attività interculturali di scambio e conoscenza.

Monitoraggio, ricerca e valutazione

Ci occupiamo anche della raccolta dei dati qualitativi e quantitativi relativi ai nostri programmi, per migliorare la qualità dei nostri servizi, e ottenere così un miglioramento dei progetti e delle attività. Questo monitoraggio viene proposto anche a altri soggetti.

Categorie vulnerabili

Dedichiamo alle categorie vulnerabili, come minori stranieri non accompagnati, donne sole e donne con bambini, una attenzione e un accompagnamento mirato. In tutti i servizi offerti diamo un focus particolare, procedure e supporto e calibrato sui bisogni di questi soggetti.

Es. Accompagnamento sanitario (visite ginecologiche), Insegnamento ItalianoL2, supporto inserimento scolastico (bambini)

Rendicontazione spese

Prefettura Arezzo

Prefettura Livorno

Prefettura Siena

Immigrazione: fortezza Europa schiaccia i più deboli

Alla vigilia del Consiglio europeo in programma a Bruxelles il 20 e 21 ottobre, abbiamo lanciato un appello attraverso il rapporto Fortezza Europa, l’inadeguatezza della risposta europea alla crisi migratoria. Un documento che rende conto delle condizioni di vita degradanti a cui sono costrette migliaia di uomini, donne e bambini, a cui oggi è negata anche la sola speranza di un futuro libero dalla paura.

balcan-route

La risposta dell’Unione europea all’arrivo dei migranti sul proprio territorio sta provocando troppe sofferenze inutili alle migliaia di persone bloccate lungo la rotta balcanica o in fuga attraverso il Mediterraneo alla ricerca di un rifugio sicuro. Per questo motivo è prioritario che i leader europei cambino radicalmente il loro approccio alla gestione di questo fenomeno, sostituendo l’attuale modello incentrato sulla difesa della Fortezza Europa con una politica basata prima di tutto sul rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. Per questo è importante sostenere la nostra campagna Stand as one a fianco di chi fugge da guerra e violenza, DONA QUI

Vogliamo denunciare le condizioni di sfruttamento a cui sono esposti migliaia di persone lungo la “rotta balcanica”: oltre 5 mila persone bloccate in Serbia, viaggi moltiplicati attraverso “rotte illegali” e i casi di abusi sulle donne da parte dei trafficanti.

Elisa Bacciotti, direttrice delle nostre campagne, afferma: “La chiusura dei confini europei di fronte alle migliaia di persone in fuga da guerre e persecuzioni, le costringe a percorrere le rotte più pericolose e spesso a cadere nelle mani dei trafficanti di esseri umani. L’Europa deve intervenire al più presto non solo per garantire vie sicure e legali, ma anche per costruire un sistema di asilo degno di questo nome”.

Con i nostri partner abbiamo raccolto sul campo testimonianze di abusi subiti dalle donne costrette a prostituirsi per sopravvivere o per ottenere riparo, cibo o la prosecuzione del viaggio. Una ragazza diciassettenne arrivata dalla Siria ha descritto così il trattamento riservato alle donne che viaggiavano con lei: “In Macedonia, abbiamo provato a entrare in contatto con dei trafficanti, ma non avevamo abbastanza denaro. Allora hanno proposto di portarci in Serbia in cambio di sesso con le donne del nostro gruppo. Eravamo terrorizzate, perché erano armati”.

balcan-route-3Le procedure d’asilo e di ricongiungimento familiare in Grecia sono spesso inefficienti e molto lente. Sono migliaia i richiedenti asilo che, senza indicazioni chiare sui passaggi da seguire, attendono per mesi di ricevere risposte riguardanti il loro status legale, trovandosi spesso costretti a sopravvivere in condizioni terribili. L’assistenza legale è pressoché inesistente, i ricongiungimenti familiari spesso impossibili anche se si hanno effettivamente parenti in altri paesi europei. Nei campi sempre più spesso scoppiano tensioni tra migranti bloccati a tempo indeterminato, che perdono la speranza di veder migliorare le proprie condizioni.  Da qui la necessità di intervenire quanto prima per garantire ai 60.000 profughi presenti nel paese (secondo le stime) assistenza sanitaria, istruzione per i minori e sostegno psicologico soprattutto verso le donne, più a rischio di violenze e abusi.

In Italia: 28 minori al giorno scompaiono dal sistema di accoglienza

Sono già 19.429 i bambini e i ragazzi non accompagnati arrivati in Europa attraverso l’Italia quest’anno, contro i 12.360 arrivati nel 2015. Un significativo aumento che trova però il sistema di accoglienza italiano inadeguato a rispondere ai loro bisogni, anche i più essenziali, e rispettare i loro diritti. Solo nei primi sei mesi del 2016, 5.222 minori non accompagnati sono stati dichiarati “scomparsi” dai centri di accoglienza: ragazzi che diventano così invisibili e conseguentemente ancor più vulnerabili a fenomeni di abuso, violenza e sfruttamento.

Attraverso gli accordi che si sono succeduti negli ultimi mesi (Conferenza de La Valletta che ha dato vita all’EU Trust Fund for Africa, accordo UE-Turchia, Partnership Framework, accordo UE-Afghanistan) è evidente che, con la promessa di stanziamenti di fondi, l’UE sta esternalizzando il controllo dei propri confini, di fatto attuando una politica estera il cui solo obiettivo è porre un freno ai flussi migratori e procedere con i rimpatri.

Per quanto riguarda le dinamiche interne all’Unione, la procedura di ricollocamento (relocation), messa a punto ufficialmente per condividere la responsabilità dell’accoglienza e alleggerire il peso dei paesi frontalieri, non è mai realmente partita. A settembre di quest’anno soltanto una minima parte dei ricollocamenti promessi sono stati attuati: su un totale di 66.400 persone da ricollocare, soltanto 4.455 persone dalla Grecia e 1.196 dall’Italia sono state trasferite verso altri paesi europei.

Per questo è importante il tuo aiuto,  sostieni la risposta di Oxfam a fianco di chi fugge da guerra e violenza, DONA ORA

 

Dove avviene il cambiamento

La governance locale per affrontare la povertà multidimensionale e l’ineguaglianza

Oggi l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile rappresenta il quadro di riferimento della maggioranza delle iniziative di sviluppo per affrontare la povertà multidimensionale e l’ineguaglianza. Tuttavia, la strategia operativa per rendere effettiva la nuova agenda è caratterizzata da un’ampia discussione in diversi ambiti.

L’obiettivo del presente paper è di descrivere la posizione di Oxfam e ARCO su come i processi di governance locale giochino un ruolo determinante per l’implementazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Rafforzare la governance locale significa fare affidamento sul dialogo e l’interazione fra enti locali, cittadini e altri portatori di interesse nelle comunità allo scopo di identificare soluzioni strategiche per lo Sviluppo Umano Sostenibile a livello locale. Inoltre, una prospettiva territoriale rende possibile disegnare politiche innovative che possono influenzare anche i processi di cambiamento a livello nazionale ed internazionale

Crediamo, pertanto, che sia urgentemente necessario avere una comune comprensione e un quadro condiviso sulla governance locale allo scopo di costruire strategie e azioni di sviluppo più coerenti ed efficaci attraverso il coinvolgimento delle comunità locali.

Questo documento è stato scritto e coordinato da Mario Biggeri (Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa, Università degli Studi di Firenze), Andrea Ferrannini (ARCO Lab – Action Research for CO-development c/o PIN S.c.r.l.) e Lorenzo Paoli (Oxfam Italia).

Data di pubblicazione: 26 Settembre 2016

  • Per scaricare la sintesi del documento “Dove avviene il cambiamento” (versione in Italiano) clicca qui
  • Per leggere la versione completa del documento “Dove avviene il cambiamento” in lingua inglese e la relativa sintesi clicca qui 

Per consultare l’appendice al documento “Dove avviene il cambiamento”, contattare lorenzo.paoli@oxfam.it

Parole chiave: governance locale, obiettivi sviluppo sostenibile, SDGs, sviluppo umano sostenibile, enti locali, cittadinanza attiva, società civile, diritti umani

Migranti: il nuovo piano Ue mette a rischio i diritti umani

Il nuovo “Migration Partnership Framework” annunciato oggi dalla Commissione Europea rischia di delegare a paesi terzi il controllo delle frontiere europee, lasciando decine di migliaia di uomini, donne e bambini in fuga da guerra, persecuzioni e fame senza la tutela e la protezione di cui hanno bisogno.

“Dopo l’accordo UE-Turchia dello scorso marzo, l’Europa sta ancora una volta rischiando di imboccare una strada pericolosa: con il solo obiettivo di impedire alle persone di arrivare in Europa, si affida a paesi che, in molti casi, non appaiono assolutamente in grado di gestire un normale percorso di accoglienza e tutela dei diritti umani fondamentali di persone che non hanno più nulla”, afferma la direttrice delle Campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti.

Un aumento degli investimenti nei Paesi in via di sviluppo è necessario e benvenuto quando a beneficiarne sono le persone, in particolare le persone più vulnerabili. – continua Bacciotti-  Tuttavia abbiamo la seria preoccupazione che le misure contenute nel Migration Compact possano diventare un mezzo per convincere i paesi poveri a gestire l’emergenza migranti al posto della Ue, facendo affidamento, in alcuni casi, su paesi retti da regimi dittatoriali in cui abusi e repressione sono all’ordine del giorno”.

“Chiediamo che l’Europa non utilizzi i fondi stanziati per gli aiuti per finanziare la difesa o la sicurezza, ma per lo sviluppo e la difesa dei diritti umani. In questa direzione, è necessario che l’Italia si faccia promotrice di questo approccio all’interno Unione Europea e negli altri forum globali di cui è parte”, conclude Bacciotti.