Report “DAL FALLIMENTO ALLA GIUSTIZIA” – La crisi in Palestina a 26 anni dagli accordi Oslo

Roma, 14/11/2019_In un momento particolarmente critico del conflitto israelo-palestinese in cui l’escalation di violenza sui civili non accenna a fermarsi, qualsiasi nuovo passo in avanti nel processo di pace, compresa la proposta USA, sembra destinato a fallire, se gli attori in campo non apprenderanno dai gravissimi errori commessi nell’ultimo quarto di secolo.

E’ l’allarme lanciato oggi da Oxfam, attraverso un nuovo rapporto che a 26 anni dalla firma degli accordi di Oslo, raccoglie le testimonianze di tanti che hanno vissuto sulla propria pelle gli effetti del fallimento di un processo di pace, che sarebbe dovuto durare cinque anni, ma che si è trasformato in una situazione di stallo, compromettendo il presente e il futuro di intere generazioni. Un dossier che fotografa quindi gli errori commessi e le possibili strade da intraprendere per raggiungere una pace duratura.

Report “DAL FALLIMENTO ALLA GIUSTIZIA” – La crisi in Palestina a 26 anni dagli accordi Oslo

Report Fondo Globale per il Clima

A livello globale, solo nel 2018, gli investimenti in energia da fonti fossili come petrolio, gas e carbone hanno superato i 933 milioni di dollari, ossia circa 100 volte la quota che i paesi più ricchi dovrebbero destinare per supportare i processi di gestione del rischio e adattamento ai cambiamenti climatici che si abbattono sempre più devastanti, sulle comunità nei paesi più poveri.

È l’allarme lanciato oggi da Oxfam, con un nuovo report, pubblicato in occasione dell’apertura del summit di Parigi sul Fondo Globale per il Clima, che fotografa gli impegni insufficienti e le promesse non mantenute dai paesi più ricchi per sostenere l’adattamento alla crisi climatica dei paesi in via di sviluppo. Un impegno di stanziamento che al momento è fermo a 7,5 miliardi di euro di finanziamenti nei prossimi quattro anni, ossia a poco più della metà di quanto Oxfam stima necessario a sostenere le oltre 300 azioni e progetti, già in cantiere, che potrebbero essere messe in campo nei paesi più poveri, per mitigare la crisi climatica al fianco delle comunità più vulnerabili.

LESVOS BULLETIN – Oxfam’s update on the EU ‘hotspot’ of Moria

Roma, 14_10_2019_Tra agosto e settembre oltre 18 mila persone, soprattutto famiglie siriane e afghane, sono arrivate nelle isole greche, più del doppio di quelle arrivate nello stesso periodo un anno fa. Un numero record dal 2016, che va ad aggiungersi agli oltre 35 mila migranti respinti nello stesso periodo alla autorità greche e turche lungo la rotta del Mar Egeo. Una situazione esplosiva e prossima al collasso (come dimostrano i tragici episodi delle ultime settimane) soprattutto in campi come quello di Moria a Lesbo, dove in questo momento a fronte di una capienza di 3.000 posti sono costrette a sopravvivere in condizioni disumane oltre 13 mila persone, per il 42% minori tra i 7 e 12 anni, tra cui quasi 1.000 bambini e ragazzi arrivati da soli.

E’ l’allarme lanciato oggi da Oxfam con un nuovo report, che fotografa una situazione umanitaria disastrosa a oltre 3 anni e mezzo da quell’accordo tra Ue e Turchia, che sta intrappolando nelle isole greche, nel cuore dell’Europa, oltre 30 mila persone che ogni giorno continuano a vedersi negati i propri diritti fondamentali.

Report_NON RUBATECI IL FUTURO

Report_”Who takes the heat?”

Roma, 23/9/2019_La sopravvivenza di decine di milioni di persone in tutto il mondo – soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, e in particolare in Africadipende già oggi e dipenderà sempre di più nel prossimo futuro dalla capacità di adattarsi e resistere all’impatto del cambiamento climatico e di eventi sempre più estremi, come siccità prolungate e durissime, alluvioni, cicloni e uragani. Tuttavia nei paesi più poveri del pianeta ogni persona, esposta ad un rischio continuo, riceve in media circa 3 dollari l’anno in aiuti utili a mettere in sicurezza sé stessi e le proprie famiglie dalla perdita di raccolti, allevamenti e tutte quelle risorse essenziali da cui ne dipende la sopravvivenza..I 48 Paesi più poveri del pianeta ricevono da 2,4 a 3,4 miliardi di dollari  l’anno in aiuti e finanziamenti diretti a ridurre l’impatto della crisi climatica. Una cifra irrisoria che equivale a meno di 1 centesimo di dollaro al giorno.

 

E l’allarme lanciato oggi da Oxfam, organizzazione che lotta contro le disuguaglianze, in occasione dell’inizio del Climate Summit delle Nazioni Unite a New York, attraverso un nuovo rapporto che pone l’accento in particolare sulla catastrofe climatica che sta devastando il Mozambico e il Corno d’Africa. Un‘area già poverissima dove milioni di persone subiscono l’alternarsi e le conseguenze di siccità prolungate e cicloni distruttivi.

Report integrale “The power of education to fight inequality”

Roma,18/9/2019_In un mondo sempre più disuguale sono le nuove generazioni a pagare il prezzo più alto in termini di opportunità, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. In media i bambini nati in famiglie povere hanno infatti 7 volte meno probabilità di terminare la scuola rispetto ai loro coetanei nati in famiglie ricche o benestanti. È l’allarme lanciato oggi da Oxfam attraverso un nuovo rapporto pubblicato oggi.

 

Summary_report “THE POWER OF EDUCATION TO FIGHT INEQUALITY”

Roma,18/9/2019_In un mondo sempre più disuguale sono le nuove generazioni a pagare il prezzo più alto in termini di opportunità, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. In media i bambini nati in famiglie povere hanno infatti 7 volte meno probabilità di terminare la scuola rispetto ai loro coetanei nati in famiglie ricche o benestanti. È l’allarme lanciato oggi da Oxfam attraverso un nuovo rapporto pubblicato oggi.

 

Report “The G7’s Deadly Sins”

La definizione di misure efficaci e coordinate di contrasto alle disuguaglianze non è più rimandabile. E’ l’allarme lanciato da Oxfam alla vigilia del vertice di Biarritz (24-26 agosto) dei capi di Stato e di Governo del G7.  

 

Il contrasto alle disuguaglianze, figura tra gli ambiti prioritari di lavoro della Presidenza francese del G7, ma, alla vigilia del summit, il rischio che il tema rimanga confinato a mere dichiarazioni di intenti, non tradotte in azioni concrete, appare elevato. D’altronde, anche nel 2017 il meritorio lavoro della Presidenza italiana ha portato alla stesura di un “compendio di buone politiche” di contrasto ai divari socio-economici, il Manifesto di Bari per la Crescita Inclusiva, senza però ispirare una vera e propria road map del G7, contro le disuguaglianze.

Per questo motivo, il richiamo di Oxfam, contenuto in un nuovo rapporto pubblicato oggi, fa leva sulle responsabilità che i Paesi del G7 stanno avendo nell’alimentare la crisi della disuguaglianza su scala nazionale e globale.