Vite da rifugiati

25 Giugno 2015

Demba, Abu, Nosa e Qadeer sono quattro dei circa 78 mila migranti oggi accolti oggi in Italia. Vengono da Mali, Gambia,  Nigeria e Kahmir ed in comune hanno prima di tutto l’essere stati costretti a lasciarsi un’intera vita alle spalle per sfuggire alla guerra, alla povertà, alle persecuzioni o “semplicemente” per poter ricevere cure mediche adeguate. Hanno età diverse, ma tutti loro sono arrivati da soli sulle coste siciliane dopo tragici e pericolosissimi viaggi, a volte durati anni, per raggiungere prima la Libia e poi via mare l’Italia.


Nel viaggio hanno perso familiari e, a volte, qualsiasi contatto con la loro vita precedente. Nosa che di anni ne ha 29, dopo essere scappato dalla violenza in Nigeria,  ha visto scomparire  sua moglie incinta di 6 mesi nelle acque al largo delle coste libiche. Demba, che oggi ha 30 anni, dopo aver assistito impotente al massacro di una parte della propria famiglia, ha visto morire le due sorelline più piccole nel deserto e adesso sta cercando di rimettersi in contatto con la moglie e la figlia che sono scappate in Mauritania. Abu invece a 36 anni è arrivato in Italia dal Gambia per cercare di salvare la sua gamba affetta da osteomielite: una malattia cronica e dolorosissima che risultava pressoché incurabile nel suo paese di origine. Qadeer a 52 anni spera ogni giorno di poter riabbracciare sua moglie e i suoi 6 figli, che ancora rischiano la vita sotto le bombe in Kashmir.


Tutti loro, hanno fatto domanda di asilo nel nostro Paese per motivi umanitari, e adesso vivono in Toscana accolti da Oxfam Italia tra Firenze e Arezzo, secondo quel modello di accoglienza diffusa che mira prima di tutto all’integrazione. Ogni giorno frequentano corsi di italiano, corsi di formazione lavorativa e vengono seguiti a livello socio-sanitario. Nei loro sguardi, nelle loro parole, prima di tutto la voglia di pace, di ricostruirsi una vita normale.  Una gratitudine che diviene quasi imbarazzo, se gli chiedi come si sentono nell’attesa di ottenere quei documenti, che gli consentiranno di ritrovare finalmente un lavoro normale.

La storia di Demba Doukara

Demba, 30 anni, dopo aver assistito impotente al massacro di una parte della propria famiglia, ha visto morire le due sorelline più piccole nel deserto e adesso sta cercando di rimettersi in contatto con la moglie e la figlia che sono scappate in Mauritania.

La storia di Abu Chamb

Abu è arrivato in Italia dal Gambia per cercare di salvare la sua gamba affetta da osteomielite: una malattia cronica e dolorosissima che risultava pressoché incurabile nel suo paese di origine.

La storia di Nosa Samson

Nosa dopo essere scappato dalla violenza in Nigeria,  ha visto scomparire  sua moglie incinta di 6 mesi nelle acque al largo delle coste libiche.

La storia di Mohammad Qaader

Qadeer a 52 anni spera ogni giorno di poter riabbracciare sua moglie e i suoi 6 figli, che ancora rischiano la vita sotto le bombe in Kashmir.