Ipaishe

Forti precipitazioni ed acquazzoni sono sempre più difficili da predire nello Zimbabwe e per questo è difficile per agricoltori come Ipaishe capire il momento più adatto per la semina.


Ipaishe ha forza e passione, così come le altre donne della sua comunità. Tutte insieme fanno parte di un progetto di irrigazione , che punta ad adattare le tecniche di coltivazione ai cambiamenti climatici, così che gli agricoltori dello Zimbawe possano produrre abbastanza cibo per sfamarsi, a prescindere dalle condizioni climatiche.

A Gutu sopravviviamo grazie all’agricoltura, è l’unico mezzo di sostentamento che abbiamo. Il cibo che produciamo ci permette di restare in salute e di essere forti. Se produciamo più cibo, lo possiamo vendere per pagare rette scolastiche e medicine.
Negli ultimi dieci anni il clima è cambiato. Le piogge sono diminuite troppo e questo pesa sul nostro stile di vita. Anche se piove più del necessario, tuttavia, le nostre vite vengono condizionate. C’è stato un periodo in cui le piogge erano troppe e distruggevano tutti i nostri raccolti, perciò non potevamo raccogliere niente. Altre volte le precipitazioni duravano troppo poco ed il raccolto moriva a causa del surriscaldamento.

Se guardiamo il cielo e ci accorgiamo che non pioverà abbastanza, abbiamo paura di non aver cibo per tutti. Se diminuiamo troppo le porzioni , questo avrà ripercussioni sulla vita e la salute dei nostri figli.
Ci sentiamo sfruttati. Sentiamo che i ricchi riescono sempre ad avere una vita migliore ed usano i nostri soldi per sopraffarci.

Osservando i problemi che stiamo affrontando, dobbiamo accorgerci che la responsabilità è di tutti. Parte da noi agricoltori, che dovremo smettere ad esempio di tagliare e bruciare alberi. Una volta fatto ciò saremo in grado di condividere le nostre preoccupazioni con chi è al potere, così che possano iniziare a risolvere i nostri problemi. Siamo noi, per primi, che dobbiamo portare alla ribalta i problemi.
Il mio messaggio a coloro che non hanno ancora vissuto i cambiamenti climatici sulla propria pelle è di uscire ed unirsi a noi per capire come questo fenomeno sta cambiando le nostre vite. Se l’uomo rimane in casa, allora il nostro problema resterà per sempre nascosto.
Dobbiamo unirci agli altri  e capire cosa comportano davvero i cambiamenti climatici”.


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