Dopo soli 3 mesi dall'invasione di perforatrici, ruspe e uomini con l'elmetto giallo in testa, i fiumi erano pieni di petrolio e non si trovava più acqua limpida per bere e lavarsi. Credits: Nicola Demoli Crivelli

Il petrolio ha distrutto le fonti di acqua potabile

Chevron pagherà 8.6 miliardi di danni ambientali in Amazzonia: il colosso petrolifero è stato condannato da un tribunale ecuadoregno. È uno dei risarcimenti per danni all’ambiente più grandi della storia. I giudici hanno dato ragione ai 30.000 indigeni e coloni della provincia ecuadoriana di Sucumbios che hanno denunciato la compagnia e riconosciuto che la Texaco (oggi della Chevron) ha riversato nell’ambiente più di 68.000 milioni di litri (18.000 milioni di galloni) di rifiuti tossici nei fiumi amazzonici e ha abbandonato nella foresta almeno 900 pozze piene di residui delle estrazioni petrolifere.  Leggi tutto l’articolo di repubblica.it


La nostra posizione é sempre stata quella di appoggiare, per quanto possibile, le comunitá nei confronti delle imprese petrolifere.
Il caso che piú ci ha impegnato é stato l’appoggio alla comunitá di Playas de Cuyabeno quando Petroecuador é entrata a perforare nel suo territorio.

Questo è quello che successe, nelle parole di Andrea Cianferoni, coordinatore del progetto di Oxfam sulla Riserva del Cuyabeno.

Il 18 Agosto 2006 si verificò una fuoriuscita di petrolio greggio da un oleodotto della Petroecuador sulla strada a Puerto el Carmen nella Provincia di Sucumbíos, al confine con la Riserva Cuyabeno. Il petrolio si riversò in un fiume che si immette nel sistema di Lagune che forma una delle parti più rilevanti della Riserva di produzione faunistica Cuyabeno, un’area considerata tra le più importanti al mondo per le caratteristiche naturali e di biodiversità.
Nel 1989, nella stessa area si era verificato un incidente simile anche se di gravità inferiore.
Il 24 di agosto personale di Oxfam Italia accompagnato dai dirigente della comunità di Puerto Bolívar, giornalisti locali e personale del Ministero dell’Ambiente effettuò una ispezione nella zona della Reserva maggiormente compromessa a causa dell’incidente, risalendo in canoa il fiume Cuyabeno Chico.
Nella laguna che si trova immediatamente a nord della Laguna Grande, denominata Caimancocha si notavano grumi di petrolio trasportati dall’acqua del fiume Cuyabeno Chico.
Risalendo il fiume nel tratto che unisce la laguna Caimancocha e Aucacocha i danni iniziavano a essere impressionanti e visibili. Lungo le sponde del fiume, intrappolate dal complesso sistema di radici e rami vi era una grandissima quantità di petrolio che formava uno spesso strato sulla superficie dell’acqua.  Queste lagune, per il fatto di essere isolate e difficilmente raggiungibili, sono il rifugio di specie animali uniche e in pericolo di estinzione. Caimani, mammiferi come il delfino rosato o il Manatí (una specie di lamantino), anaconde, centinaia di specie di pesci abbondavano in questa area protetta dalle attività umane.

Il rischio ambientale e i danni causati dall’incidente sono stati incalcolabili. Il comportamento di Petroecuador, che ha cercato di nascondere all’opinione pubblica quello che stava succedendo, é inspiegabile e ingiustificabile.

Aggiornamenti e informazioni sul sito: www.reservacuyabeno.org