No alla fame per i biocarburanti

No alla fame per i biocarburanti

Al CSA la posta in gioco era indubbiamente alta. Il Comitato per la Sicurezza Alimentare, la piattaforma intergovernativa e multistakeholder più importante a livello globale sui temi della  sicurezza alimentare e della nutrizione ha chiuso la sua 40° sessione alla FAO, con un appello fortissimo ai Governi di agire con politiche concrete in favore degli 842 milioni che soffrono la fame.


Al CSA, per la prima volta, tutti i Governi sono stati chiamati a confrontarsi, con prove evidenti ed esaustive, sugli impatti che le attuali politiche sui biocarburanti hanno sulla sicurezza alimentare.
Oxfam, insieme a tutti i gruppi della società civile, aveva chiesto di “eliminare i mandati sui biocarburanti, i sussidi e gli incentivi a supporto di una politica che ha impatti negativi sulla sicurezza alimentare e che genera land-grabbing oltre a un’insostenibile volatilità dei prezzi”. Tuttavia, l’UE e gli Stati Uniti, allineandosi con gli interessi della loro industria di settore e con il consenso di altri paesi produttori di biocarburanti, hanno preferito non prendere in alcun conto tali richieste, ignorando l’urgente necessità di garantire che le loro politiche sui biocarburanti siano coerenti con l’obbligo di rispettare il diritto al cibo, ritenendo secondari gli interessi di chi soffre la fame.

Unione Europea e Stati Uniti, posti dinanzi alla responsabilità di dover radicalmente riformare le politiche sui biocarburanti, hanno rifiutato di prendere delle decisioni per contrastarne gli effetti negativi in tema di accaparramento delle terre, aumento dei prezzi alimentari e fame – come affermato da Luca Chinotti, policy advisor di Oxfam – E questo nonostante le prove schiaccianti dell’impatto negativo dei biocarburanti sulla sicurezza alimentare. Parlare con questi paesi di nocività  delle loro politiche è come parlare delle conseguenze del fumo sulla salute con l’industria del tabacco.”

“Purtroppo questi paesi hanno perso la grande occasione di andare oltre gli interessi economici di corto respiro, e di mettere il cibo e le persone al primo posto, costringendo i paesi più poveri ad accettare decisioni annacquate. E’ un peccato che non si siano compiuti passi concreti, le politiche dell’Unione Europea e degli Stati Uniti continueranno, consapevolmente, ad alimentare fame e povertà

“L’Unione Europea ha riconosciuto che i biocarburanti pongono un problema in termini di uso della terra, prezzi alimentari e accesso alle già limitate risorse naturali, ma non ha voluto intraprendere alcuna azione concreta. L’UE in realtà si è addirittura rifiutata di fare menzione della parola ‘mandati’. In verità i paesi dell’UE dovrebbero smetterla con gli atteggiamenti schizofrenici, e una volta tornati a Bruxelles dovrebbero concordare l’abolizione dei mandati”
“E’ particolarmente scandaloso che il Canada, sostenuto dagli USA, abbia provato a eludere il rispetto dei diritti umani, in particolare il diritto al cibo, come se non fossero applicabili a proposito di politiche sui biocarburanti”

“Il CSA ha compiuto notevoli passi avanti nel riconoscere la centralità dei piccoli produttori nell’investimento agricolo. Tutti i paesi sono invitati a sviluppare la loro visione sulle modalità utili a garantire che le politiche agricole siano a favore dei piccoli produttori. Questa potrebbe davvero essere la chiave per sradicare la fame “