Conferenza su emergenza Yemen: dall’Italia 5 milioni di euro in aiuti, dalla Germania 200

2 Marzo 2021

Yemen. Punto di raccolta dell'acqua costruito da Oxfam

Dalla conferenza dei Paesi donatori, che si è svolta ieri in forma virtuale, appena il 43% dei fondi necessari alla risposta umanitaria da cui dipende la sopravvivenza di 20 milioni di yemeniti, tra cui 400 mila bambini sotto i 5 anni colpiti dalla carestia.

Un nuovo tragico passo indietro sulla risposta umanitaria in Yemen dove – dopo quasi 6 anni di conflitto brutale che ha causato tra i 200 e i 250 mila morti, tra cui almeno 20 mila civili – si sta consumando la più grave crisi umanitaria al mondo, mentre continuano i combattimenti, soprattutto a Marib, vicino alla capitale Sana’a, che potrebbero causare una nuova ondata di profughi.

Dopo la conferenza dei Paesi donatori, che si è svolta ieri in forma virtuale, l’appello delle Nazioni Unite per la risposta umanitaria resta finanziato per meno della metà di quanto necessario a portare aiuti, cibo e medicine a 20 milioni di yemeniti, tra cui 400 mila bambini sotto i 5 anni che rischiano di morire nei prossimi per malnutrizione.

L’Italia, dal canto suo, risulta essere appena il 19esimo paese donatore, con soli 5 milioni di euro che saranno stanziati nel 2021, meno di tutti gli altri Paesi del G7.

Appello urgente al Governo italiano per un aumento degli aiuti, come richiesto dal Parlamento.

E’ la denuncia lanciata oggi da Oxfam, di fronte all’impegno assolutamente insufficiente assunto ieri per rispondere ad una crisi causata da una guerra, che dal marzo 2015 è stata alimentata dalla vendita di armamenti per miliardi di dollari proprio da parte delle grandi potenze mondiali alle parti in conflitto, Arabia Saudita e Emirati Arabi su tutti.

“Il Governo italiano conferma l’impegno dell’anno scorso, non tenendo conto della richiesta del Parlamento di fare di più. –  ha detto Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia –  Una cifra davvero bassa se comparata agli altri paesi del G7: oltre 200 milioni di euro dalla Germania, 159 dagli Stati Uniti, 102 dalla Gran Bretagna, 46 dal Canada, 40 dal Giappone, 11 dalla Francia. L’Italia si pone dopo tutti i paesi scandinavi, a pari merito con Belgio e Irlanda.  La vice ministra degli esteri Marina Sereni si è appena insediata, ma ci rivolgiamo direttamente a lei per chiederle di verificare la disponibilità di maggiori fondi, come richiesto dal Parlamento, lo scorso dicembre. Allo stesso tempo le chiediamo di guidare un cambiamento serio e strutturato per porre lo Yemen al centro della politica estera italiana”.

Ieri anche il Segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres, si è mostrato molto deluso del risultato ottenuto.

Gli 1,4 miliardi di euro impegnati ieri costituiscono solo il 43,75% dei 3,21 miliardi di euro richiesti per aiutare i due terzi della popolazione dello Yemen, che in questo momento sono allo stremo. – conclude Pezzati – Un intero popolo sta rimanendo senza cibo, medicine, acqua pulita e che con solo la metà delle strutture sanitarie in funzione sta  affrontando la combinazione micidiale dell’impatto del Covid 19 – ormai diffuso in tutto il Paese –  della più grave epidemia di colera di sempre e della guerra che ha già costretto 4 milioni di persone ad abbandonare le proprie case. Oggi più che mai servono maggiori aiuti e un cessate il fuoco immediato che porti alla pace in un paese devastato, che così rischia di non avere un futuro”.