Crisi siriana

28 Gennaio 2015

Crisi siriana: la risposta di Oxfam


Libano_La maggior parte dei profughi siriani ha trovato rifugio in baracche o tende _Credits: Giada Connestari

Jaleel Camp, Baalbeck. Darim Etmar con la figlia Mouna

La guerra interna alla Siria iniziata con i primi scontri il 15 marzo 2011 per poi sfociare in una vera e propria guerra civile ha causato ad oggi circa 3.7 milioni di rifugiati e oltre 220.000 vittime con una popolazione interessata direttamente dal conflitto e bisognosa di assistenza di circa 12 milioni di persone. Dal 2013, la speranza di vita dei siriani si è ridotta di 13 anni, e sono 1.8 milioni i bambini rifugiati.

La guerra in Siria è tra le maggiori crisi umanitarie degli ultimi decenni. Oxfam ha fatto e continua a fare pressione alla comunità internazionale e ai governi perché garantiscano i finanziamenti promessi e si impegnino per raggiungere la pace.

I profughi siriani si riversano nei paesi limitrofi, in cerca di rifugio, cibo e lavoro. La confederazione Oxfam dal 2012 ha aiutato 1.5 milioni di persone in Libano, Giordania e nella stessa Siria.
Oxfam Italia in particolare sta assistendo i profughi siriani in Libano dove hanno trovato rifugio oltre un milione di persone in fuga dalla guerra.

Cosa fa Oxfam Italia


Oxfam Italia sta rispondendo all’emergenza siriana dal 2012 attraverso propri operatori sul campo in Libano. Ad oggi il 25% della popolazione in Libano è composta da rifugiati siriani, per un totale di circa 1 milione di persone. Il 40% dei rifugiati siriani vive nella valle della Bekaa in rifugi sprovvisti di riscaldamento, acqua e luce. La guerra del 2006 aveva già colpito particolarmente l’area della Bekaa esasperando le numerose problematiche socio-economiche e ambientali già esistenti. La zona, infatti, è caratterizzata da difficili condizioni climatiche, ha una bassissima produttività agricola, e una larga fascia della popolazione vive sotto la soglia di povertà (30%) e circa il 50% della popolazione è disoccupata. Per i rifugiati siriani, stante anche le limitazioni imposte dal governo libanese, trovare lavoro è particolarmente difficile: hanno accesso soprattutto ad impieghi stagionali in agricoltura e nell’edilizia.

Oxfam Italia ha collaborato con le municipalità di Zgharta e Bcharre dove sono state implementate le seguenti attività:
  • Distribuzione voucher per acquisto di cibo e kit igienici
  • Contribuendo al pagamento dell’affitto
In totale sono 15.600 le famiglie raggiunte (77.000 individui)

Al momento inoltre stiamo lavorando per migliorare il sistema di gestione e smaltimento dei rifiuti a Ghazze, nella zona della West Bekaa dove sono oggi presenti 6000 libanesi e 24000 rifugiati siriani di cui 3200 non hanno accesso ad acqua e servizi di base. L’incremento della popolazione porta infatti gravi problemi di igiene, dal momento che il sistema locale di smaltimento dei rifiuti non è adeguato, creando anche tensioni tra la popolazione locale e i rifugiati. Nella stessa zona promuoviamo le opportunità di impiego per i Siriani e i Libanesi più vulnerabili tramite programmi di cash for work (denaro in cambio di lavoro).

Oxfam Italia inoltre, insieme al partner CJC (Children of al Jaleel Center) lavora in due centri, uno nel campo palestinese di Wavel, presso la città di Baalbeck, e uno a Taalabaya, nella zona di West Beqaa, per sostenere l’accesso per bambini e bambine, rifugiati e non, a spazi di crescita protetti in cui esercitare il diritto al gioco e allo studio. In particolare, si vuole sostenere l’organizzazione di attività educative informali e classi di recupero (arabo, matematica, inglese, informatica) per i bambini a rischio di uscire dal sistema scolastico o che non frequentano la scuola; garantire l’offerta di attività ricreative, culturali, sportive, attrezzando e ristrutturando i locali; assicurare servizi psicosociali per i bambini e le bambine maggiormente a rischio; favorire il contatto fra le comunità libanesi, palestinesi e siriane.


Cosa fa la confederazione Oxfam


L’azione di Oxfam ha permesso di aiutare fino ad oggi oltre 1.3 milioni di persone. Solo nell’ultimo anno tra i territori della Giordania (principalmente nel campo profughi di Zaatari) e del Libano sono state raggiunte circa 500.000 persone fornendo loro acqua pulita, buoni spesa, contributi per l’affitto e forniture di generi di conforto utili per il freddo come coperte e stufe o kit igienici in estate. Le aree del Libano in cui Oxfam interviene sono la valle della Bekaa, l’area Nord del libano, Beirut, i campi profughi palestinesi e il Sud, tra Saida e Tiro.

Sono state costruite docce e bagni nei campi profughi, negli insediamenti informali, nel deserto lungo le via di fuga ed infine riparati o costruiti nuovi servizi igienici nelle zone delle città dove i rifugiati hanno trovato alloggio.

L’azione di Oxfam si è inoltre spinta all’interno del territorio siriano, dove lavoriamo in 8 governatorati su 14, e dove un milione di persone hanno avuto accesso all’acqua grazie agli interventi svolti ed in corso di riparazione degli acquedotti e di pozzi e ripristino del sistema idrico.

Oxfam inoltre fa pressione perché si arrivi al cessate il fuoco, perché vi sia la possibilità di ingresso in sicurezza di operatori umanitari sul territorio siriano e il blocco delle forniture di armi verso le parti in conflitto.