125 milioni di persone nel mondo che aspettano aiuti umanitari, 60 milioni di persone in fuga da persecuzioni e conflitti, come quello siriano, che ha già causato oltre 470 mila vittime, e decine di milioni di persone colpite dagli effetti del cambiamento climatico.

In questo contesto oggi e domani a Istanbul si tiene il primo Vertice Umanitario Mondiale che, nonostante si svolga in uno delle più gravi situazioni umanitarie dalla Seconda Guerra Mondiale, rischia di passare sotto silenzio e non vedere tradotte le parole e le dichiarazioni di intenti, in azioni e impegni concreti da parte dei leader mondiali.

È l’allarme lanciato oggi da Oxfam con la pubblicazione del report L’impegno per il cambiamento, che lancia una sfida ambiziosa rivolta non solo ai Governi ma anche alle organizzazioni umanitarie in prima linea nella gestione delle più gravi emergenze in corso in tutto il mondo.

“Settantaquattro anni fa nasceva Oxfam con il suo primo intervento umanitario al fianco della popolazione greca messa in ginocchio dalla carestia provocata dalla guerra. Oggi le sfide assumono caratteristiche diverse, ma la nostra fame di cambiamento resta immutata.  dichiara Maurizia Iachino, presidente di Oxfam Italia –  C’è bisogno di una rivoluzione copernicana dell’intero sistema umanitario, che metta al centro prima di tutto le persone. Questo è uno degli impegni che Oxfam si assume invitando i leader mondiali a fare altrettanto, affinché questo Summit rappresenti davvero un punto di inizio di questa rivoluzione e non l’ennesima occasione mancata: le persone, le comunità, le autorità locali e la società civile locale sono sempre le prime ad essere colpite e a trovarsi in prima linea. Ecco perché i governi devono iniziare davvero a mettere al primo posto la difesa dei diritti umani, e non gli interessi economici, nè i profitti generati dal commercio di armi. E’ necessario un impegno congiunto rivolto al cambiamento e a garantire che il diritto internazionale umanitario venga applicato, lavorando assieme per invertire la crescente ondata di catastrofi legate ai cambiamenti climatici”.

Il vertice, che è il primo del suo genere, ha lo scopo di migliorare il modo in cui il mondo reagisce alle emergenze umanitarie. Ma questo incontro avrà solo un impatto limitato se i governi non riusciranno ad affrontare le cause profonde delle crisi e la sistematica violazione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario che hanno proprio lo scopo di proteggere i civili.

“È l’incapacità dei governi nell’affrontare le cause primarie dei conflitti e disastri che sta portando alla sofferenza di milioni di persone e minaccia di sottoporre l’intero “sistema umanitario” ad una prova senza precedenti –  aggiunge Riccardo Sansone, responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia –  I bisogni dei più vulnerabili devono essere impressi a grandi lettere nelle agende dei governi per risolvere davvero e congiuntamente i conflitti e porre fine alla cultura dell’impunità in cui i civili vengono uccisi senza conseguenze. Questo vertice umanitario non può essere ricordato per il silenzio con cui è stato accolto dai governi”.