Thailla, Brasile

8 Marzo 2017
La storia di Thailla che lotta contro la disuguaglianza

Nel 2015 ha manifestato contro il piano del governo di chiudere 94 scuole nella zona, inclusa la sua, che avrebbe costretto gli studenti a recarsi molto lontano da casa. Durante l’occupazione ha partecipato alle lezioni aperte e negoziato con le autorità. Dopo aver occupato 200 scuole, gli studenti sono riusciti a impedire il progetto.

Thailla studia ora per l’esame di ammissione alla Facoltà di Psicologia, e continua a lottare per il diritto all’istruzione di qualità per tutti.

L’istruzione è la base del cambiamento. Posso reclamare i diritti che mi sono stati negati perché so di cosa sto parlando. Ora stiamo lottando contro un emendamento costituzionale che vuole tagliare fondi destinati all’istruzione. Una cosa a cui non riesco a pensare, soprattutto perché viene dal governo. La scuola rappresenta il primo luogo dove imparare che siamo diversi, e rispettarci. E’ il primo passo verso la società.  Non pensavo questo prima di unirmi al movimento studentesco. Le mie aspettative erano finire il liceo, trovare un lavoro, una casa, essere libera. Poi ho capito che ho un ruolo importante nel mondo perché sono giovane e forte, e questo mi ha cambiata.

“Gli edifici scolastici sono fatiscenti. Nella mia scuola alcuni soffitti crollavano, e non c’erano abbastanza banchi. Nelle scuole private però è tutto diverso. Ma per il governo non solo non abbiamo diritto a buone scuole, ma siamo costretti ad andare nelle università private, perché in quelle pubbliche è quasi impossibile entrare. Io ci sto provando, perché non posso pensare che sia così. Voglio superare gli stereotipi, che quelli siano posti che non ci appartengono. E se posso farcela io, anche altri penseranno di potercela fare.

L’ingiustizia inizia quando si pagano più tasse e si ricevono meno servizi, o di minore qualità. Paghiamo molto, ma non abbiamo una buona copertura sanitaria, istruzione, cultura. Il governo vuole tagliare i servizi, ma non ci dà nulla in cambio. Dicono: questo per voi è abbastanza, e fine. Viviamo in un mondo diseguale. Il movimento studentesco mi ha insegnato che posso chiedere quello che mi spetta di diritto. Siamo riusciti a far rinnovare alcune scuole, ci hanno ascoltati come cittadini interessati a quello che è nostro. Stiamo lottando ancora contro i tagli alle spese su istruzione e salute: non li consideriamo spese, ma investimenti. E’ proprio perché siamo giovani che dobbiamo cambiare e fare la differenza. E prendere parte alle decisioni che riguardano il nostro futuro è estremamente importante per noi.”

Questa storia per provarti che la disuguaglianza può essere sconfitta. Servono molte, moltissime Thaila e serve che abbiano al loro fianco governi e istituzioni che mettano al centro l’interesse delle donne.

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