Emergenza Siria: rifugiati in un campo profughi

Oxfam: “Negli ultimi 10 mesi un nuovo profugo ogni 27 secondi, urgenti maggiori aiuti per i paesi ospitanti ormai al collasso”.


L’associazione umanitaria lancia un appello alla comunità internazionale per lo stanziamento di 8,4 miliardi di dollari per far fronte all’emergenza, investendo nella fornitura di servizi sanitari e scolastici per i rifugiati siriani


“Un destino peggiore della morte”. Ecco come alcuni dei 4 milioni di rifugiati siriani, accolti nei paesi vicini, descrivono il dramma che hanno vissuto nel veder crollare la propria casa sotto i colpi di mortaio e delle barrel bomb che stanno insanguinando la Siria da ormai oltre 4 anni. Un conflitto che solo negli ultimi 8 mesi ha costretto ogni 27 secondi un siriano a lasciarsi tutto alle spalle, abbandonando un’intera vita andata letteralmente in pezzi. Dalla fine dello scorso agosto sono stati registrati infatti oltre 3.100 nuovi profughi ogni giorno: uomini vecchi, donne e bambini che non hanno più niente. Persone in fuga da atrocità e violenza che, ad esempio, hanno portato la popolazione di Libano e Giordania e a crescere rispettivamente del 25 e del 10 per cento dal 2011.


In seguito all’annuncio odierno dell’UNHCR sul superamento della quota di 4 milioni di profughi siriani, Oxfam lancia un appello alla comunità internazionale perché si faccia fronte al più presto  ai bisogni crescenti di un “intero popolo” in fuga dal conflitto data soprattutto la pressione demografica che sta portando al collasso i paesi ospitanti.


E’ necessario che la comunità internazionale porti a 8,4 miliardi di dollari gli stanziamenti per soccorrere i profughi. – afferma il responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia, Riccardo Sansone –  E’ di fatto la misura minima d’intervento per garantire l’erogazione di servizi sanitari e scolastici nei paesi vicini alla Siria, che si stanno accollando gran parte dell’accoglienza degli oltre quattro milioni di rifugiati. Un impegno inferiore significherebbe abbandonare al suo destino il popolo siriano e le comunità, spesso molto povere, che accolgono i rifugiati “.


Di fronte un quadro umanitario in continuo peggioramento denunciato da Oxfam, insieme alle organizzazioni umanitarie che sostengono la campagna #WithSyria, in occasione del quarto anniversario dall’inizio del confitto, lo scorso marzo. Una crisi che appare sempre più fuori controllo e che, solo nell’ultimo anno, ha provocato decine di migliaia di vittime. Intanto, chi non è riuscito a fuggire dalla Siria, sta rischiando la vita ogni giorno: sono sempre di più le persone che attualmente vivono in zone e città sotto assedio all’interno del paese. Sullo sfondo, tantissimi abitanti stanno rimanendo senza cibo e acqua, a causa dei gravissimi danni causati dalla guerra ad un terzo delle infrastrutture idriche, con una conseguente riduzione della fornitura d’acqua del 50% rispetto al 2011. A questo drammatico quadro generale si aggiungono i casi di abuso, rapimenti e violenza su donne e minori, che sono diventati una vera e propria arma di guerra. A causa del conflitto in corso, solo nel 2014, si sono verificati all’interno della Siria 12.000 casi documentati di gravi violazioni dei diritti umani nei confronti dei bambini, con un quarto delle scuole, oltre 4 mila, che sono state distrutte dagli attacchi o destinate ad altri scopi.


Il numero dei profughi in fuga da quella che il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha definito la peggiore crisi umanitaria dei nostri tempi, è aumentato esponenzialmente davanti ai nostri occhi. – aggiunge Sansone – La maggior parte di loro è fuggita portando con se solo vestiti che aveva indosso, mentre milioni di persone sono ancora intrappolate in zone di guerra, dal momento che i paesi vicini hanno posto restrizioni ai propri confini a causa della drammatica escalation della crisi. Dal canto suo, la comunità internazionale ha risposto con aiuti inadeguati, limitando le disponibilità per l’accoglienza dei profughi più vulnerabili e non impegnandosi in maniera decisa a portare le parti in conflitto al tavolo dei negoziati. Se vogliamo evitare che altri milioni di siriani siano costretti ad abbandonare la propria casa, restituendo la speranza ad un’intera generazione di giovani siriani, tutto questo deve cambiare adesso”.


Il lavoro di Oxfam Italia per le vittime della crisi siriana
Dall’inizio della crisi siriana, Oxfam ha prestato soccorso fino ad oggi a oltre 1.3 milioni di persone. Solo nell’ultimo anno tra i territori della Giordania e del Libano, i paesi che stanno accogliendo il maggior numero di rifugiati siriani, sono state raggiunte circa 500.000 persone fornendo loro acqua pulita, buoni spesa, contributi per l’affitto e forniture di generi di conforto utili per il freddo come coperte e stufe o kit igienici in estate. Sono state inoltre costruite docce e bagni nei campi profughi, negli insediamenti informali, nel deserto lungo le via di fuga ed infine riparati o costruiti nuovi servizi igienici nelle zone delle città dove i rifugiati hanno trovato alloggio. L’azione di Oxfam si è inoltre spinta all’interno del territorio siriano, dove un milione di persone hanno avuto accesso all’acqua grazie agli interventi svolti ed in corso di riparazione degli acquedotti e di pozzi e ripristino del sistema idrico. Oxfam inoltre fa pressione perché si arrivi al cessate il fuoco, perché vi sia la possibilità di ingresso in sicurezza di operatori umanitari sul territorio siriano e il blocco delle forniture di armi verso le parti in conflitto.

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