22 Aprile 2026

Gaza: nella catastrofe umanitaria, la dignità delle comunità resiste

 

A sei mesi dall’accordo di cessate il fuoco, a Gaza continuano a cadere le bombe israeliane e le condizioni di vita in tutta la Striscia rimangono drammatiche.

La maggior parte delle famiglie è ancora sfollata e dipendente dagli aiuti umanitari: molte persone non possono permettersi di acquistare neanche i beni essenziali. Nonostante tutte le promesse della comunità internazionale, la realtà quotidiana a Gaza è fatta, ancora oggi, di fame, malattie, tende allagate, lunghe file per procurarsi l’acqua potabile.

Niveen, una partecipante al programma WASH, è seduta all'interno della sua tenda in un accampamento di fortuna a Gaza City. Credit: Hassona Aljerjawie/ Alef Multimedia Company/ Oxfam
Niveen, una partecipante al programma WASH, è seduta all’interno della sua tenda in un accampamento di fortuna a Gaza City. Credit: Hassona Aljerjawie/ Alef Multimedia Company/ Oxfam

Continuano gli attacchi alle infrastrutture idriche

Attacchi aerei, bombardamenti e sparatorie continuano a colpire le aree residenziali, causando vittime civili e danni alle infrastrutture vitali, compromettendo ulteriormente servizi essenziali come la produzione di acqua.

Il 25 marzo, un attacco aereo ha colpito e danneggiato la linea elettrica che alimenta l’impianto di desalinizzazione di Gaza Sud a Khan Younis: un impianto che produce circa 16.000 metri cubi di acqua potabile al giorno. Anche dopo il ripristino della linea il danno ha ridotto la produzione dell’impianto ad appena il 20% della sua capacità, lasciando circa 500.000 persone con ancora meno acqua potabile.

Già prima dell’escalation in corso in Medio Oriente, l’89% delle strutture del settore igienico-sanitario a Gaza era stato distrutto o danneggiato.

Niveen, una partecipante a un progetto WASH lava i piatti in un campo spontaneo a Gaza City Credit: Hassona Aljerjawie/ Alef Multimedia Company/ Oxfam
Niveen, una partecipante a un progetto WASH lava i piatti in un campo spontaneo a Gaza City Credit: Hassona Aljerjawie/ Alef Multimedia Company/ Oxfam

L’accesso alle forniture essenziali è sempre più compromesso

A causa dell’escalation di violenza in Medio Oriente, il valico di accesso al nord di Gaza è stato chiuso e le merci possono entrare nella striscia solo da sud: questo significa che l’ingresso di scorte essenziali è ulteriormente limitato.

Questo ha ripercussioni anche sulla produzione di acqua: la mancanza di olio per far funzionare i generatori sta infatti costringendo a ridurne l’utilizzo, con conseguenze dirette sulla produzione di acqua potabile, anche quella distribuita nei campi per sfollati.

Anche cucinare è sempre più difficile: la carenza di gas ha spinto circa metà della popolazione a bruciare rifiuti non sicuri, una soluzione pericolosa ma spesso l’unica possibile.

Emergenza igiene: malattie e infestazioni nei campi

La guerra non colpisce le persone solo con bombe e granate. La mancanza di acqua e servizi igienici adeguati ha portato a un rapido deterioramento delle condizioni sanitarie. Nei siti per sfollati si registrano tassi allarmanti di infestazioni da parassiti: pidocchi, scabbia, ratti e altri infestanti si diffondono rapidamente.

In queste condizioni, mantenere anche le più basilari pratiche igieniche diventa una sfida quotidiana.

Gli operatori sanitari partner di Oxfam conducono una sessione di promozione della salute in un campo spontaneo per rifugiati a Gaza City. Credit: Hassona Aljerjawie/ Alef Multimedia Company/ Oxfam
Gli operatori sanitari partner di Oxfam conducono una sessione di promozione della salute in un campo spontaneo per rifugiati a Gaza City. Credit: Hassona Aljerjawie/ Alef Multimedia Company/ Oxfam

Acqua e igiene: interventi essenziali per la vita a Gaza

Dall’inizio della guerra continuiamo a portare avanti interventi essenziali WASH nella Striscia di Gaza, per sostenere la popolazione stremata garantendo accesso all’acqua potabile, riabilitando infrastrutture idriche e sanitarie e migliorando le condizioni igieniche nei campi per sfollati. Attraverso la distribuzione di kit igienici, la gestione dei rifiuti e attività di sensibilizzazione, migliaia di persone hanno potuto ritrovare almeno in parte condizioni di vita più sicure.

Non aspettiamo gli aiuti… puliamo, ci prendiamo cura gli uni degli altri, sopravviviamo insieme”, racconta Niveen, che in un campo profughi sta provando a ricostruire un senso di dignità dopo essere fuggita dai bombardamenti.

Abitanti di un campo improvvisato per rifugiati a Gaza City partecipano a un'iniziativa per la pulizia insieme ad altre persone che vivono nello stesso accampamento. Credit: Hassona Aljerjawie/ Alef Multimedia Company/ Oxfam
Abitanti di un campo improvvisato per rifugiati a Gaza City partecipano a un’iniziativa per la pulizia insieme ad altre persone che vivono nello stesso accampamento. Credit: Hassona Aljerjawie/ Alef Multimedia Company/ Oxfam

Grazie agli interventi che portiamo avanti insieme al nostro partner locale Palestinian Environmental Friends Association (PEF), le famiglie non solo ricevono beni essenziali, ma si organizzano insieme: i bambini portano il sapone, le donne coordinano le pulizie, le famiglie collaborano per mantenere gli spazi vivibili.

Anche Um Tareq descrive una quotidianità fatta di mancanze profonde: «Mi mancava tantissimo il detersivo in polvere. Persino il sapone… non ne avevamo».

Oggi, insieme ad altre donne, si prende cura degli spazi comuni e reimpara le nozioni di base dell’igiene, cercando di ricostruire gesti semplici in un contesto in cui nulla è più scontato.

In mezzo alla crisi, questi interventi non offrono solo beni materiali, ma aiutano le persone a preservare salute, dignità e senso di comunità.

Abitanti di un campo improvvisato per rifugiati a Gaza City partecipano a un'iniziativa per la pulizia insieme ad altre persone che vivono nello stesso accampamento. Credit: Hassona Aljerjawie/ Alef Multimedia Company/ Oxfam
Abitanti di un campo improvvisato per rifugiati a Gaza City partecipano a un’iniziativa per la pulizia insieme ad altre persone che vivono nello stesso accampamento. Credit: Hassona Aljerjawie/ Alef Multimedia Company/ Oxfam

Dona acqua e aiuti a chi ha perso tutto

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