Kiera e Rebecca presso il Bor Camp, Sud Sudan. Abbie Trayler-Smith

Kiera in Sud Sudan

Il viaggio di Keira Knightley in Sud Sudan con Oxfam: “un trauma difficile da comprendere”. In occasione del terzo anniversario dall’indipendenza dello Stato più giovane del mondo, la testimonianza dell’attrice britannica sulla drammatica guerra civile che ha prodotto oltre 1 milione e mezzo di profughi


Oggi, mercoledì 9 luglio, in occasione del terzo anniversario dell’indipendenza del Sud Sudan, l’attrice britannica Keira Knightley, che si è recata nel paese africano assieme ad Oxfam, fotografa così la difficilissima situazione che sta colpendo tantissimi sudanesi, che lottano ogni giorno per la sopravvivenza di se stessi e dei propri cari:

Non avevo idea di cosa aspettarmi quando sono arrivata in Sud Sudan,- ha dichiarato l’attrice –  le storie che ho visto e ascoltato sono peggiori di quanto potessi mai immaginare Sono tantissimi gli innocenti colpiti da un trauma difficile da comprendere: donne, madri e mogli, che in pochi mesi hanno perso sia i loro mariti che i loro figli ed adesso stanno lottando ogni giorno per garantire ai cari sopravvissuti al conflitto semplicemente cibo e acqua, ovvero un presente ed un futuro da poter condividere assieme”.

L’emergenza umanitaria in corso
Un’esistenza breve e già macchiata da varie guerre e drammi per il Sud Sudan, il paese più giovane del mondo. Dopo dieci anni di scontri con Khartoum, il referendum del 9 luglio 2011 aveva portato infatti alla creazione di uno Stato indipendente, ridando la speranza alla popolazione di un futuro più tranquillo e sereno. Ma i fantasmi del passato sono difficili da dissipare e, nel dicembre 2013, le rivalità all’interno del governo tra le forze del presidente Salva Kiir di etnia dinka e quelle vicine all’ex vicepresidente Reik Machar di etnia nuer, sono degenerate in una vera e propria guerra civile che ha assunto in poco tempo le sembianze di uno scontro etnico.

In soli sette mesi di conflitto, circa 15mila persone hanno perso la vita, secondo le stime più recenti. Un bilancio reso ancora più pesante da un’inarrestabile epidemia di colera che, in mancanza delle più elementari strutture igienico-sanitarie, sta ancora provocando numerose vittime in varie zone urbane del paese. Oltre un milione e mezzo di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case per cercare un posto più sicuro per vivere, 94mila di questi hanno trovato rifugio in otto campi di accoglienza allestiti dall’ONU, mentre altri 378mila sono fuggiti nei vicini Uganda, Etiopia, Kenya e Sudan. La maggior parte delle persone colpite dal conflitto è scappata coi soli vestiti che aveva indosso, ha abbandonato dietro di sé proprietà, raccolti e bestiame, senza poter affidamento su alcun mezzo con cui poter comprare cibo, acqua o altri beni essenziali.

Ad oggi la crisi del Sud Sudan è la più grave di tutta l’Africa, con quasi quattro milioni di persone – un terzo della popolazione del paese – a rischio fame. – afferma Riccardo Sansone, responsabile per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia –  L’ONU ha avvertito che, se gli aiuti non aumenteranno, 50mila bambini potrebbero morire di malnutrizione”.

La testimonianza di Keira Knightley
Il mese scorso Keira Knightley ha visitato assieme a Oxfam il campo di Bor, nello stato di Jonglei, una delle aree più colpite dell’intero Sud Sudan. Qui, come in molti altri campi che accolgono i civili scampati dal conflitto, le persone vivono in condizioni davvero difficili. La mancanza di igiene ha già causato vittime a causa della diffusione di malattie, sempre in aumento con l’arrivo della stagione delle piogge.
Le persone che ho incontrato stanno vivendo una situazione drammatica, fatta di guerra, fame e malattie – continua Keira Knightley – Ho visto lo straordinario lavoro che Oxfam sta facendo qui giorno dopo giorno per garantire alla popolazione cibo e acqua potabile. Ma la situazione sta peggiorando e le risorse stanno finendo. Ho incontrato moltissime famiglie che stanno disperatamente cercando di sopravvivere ogni giorno: ma non possono farlo da sole, hanno bisogno del nostro aiuto”.

“Ringraziamo Keira Knightley per aver accettato di vedere con i propri occhi la crisi devastante che sta attraversando il Sud Sudan: una situazione terribile che la popolazione, a soli tre anni dall’indipendenza, è costretta ad osservare ogni giorno – afferma Mark Goldring, direttore generale di Oxfam GB – Il paese è sul punto di non ritorno: siamo sul bordo dell’abisso. Gli scontri devono finire immediatamente ma, con i colloqui di pace in stallo, c’è solo una tenue speranza che il conflitto si concluda in tempi rapidi. Oxfam sta lavorando instancabilmente per raggiungere migliaia di persone con cibo e acqua. Non possiamo distogliere lo sguardo in questo momento di emergenza”.

L’intervento di Oxfam
In Sud Sudan, Oxfam ha già portato assistenza a 261.000 persone fornendo acqua potabile, servizi igienico-sanitari, cibo, denaro ed altri beni di prima necessità. Oxfam  è in intervenuta in alcune delle zone più colpite a Juba, Bor, Malakal, Melut, Mingkaman e nel nord Jonglei. In Malakal, ha fornito ad ogni famiglia, lampade solari per ridurre il rischio di violenza sessuale di notte. Stiamo sta fornendo sementi e attrezzi nelle zone di Waat e Lankien per migliorare la sicurezza alimentare della popolazione.
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