Ambiyo e i suoi tre bambini; sono arrivati al centro per il trattamento della malnutrizione in gravi condizioni e ora possono lasciarlo con la loro mamma. Geno Teofilo/ Oxfam

Somalia, gli effetti delle cure della malnutrizione

“Grazie all’’intervento della popolazione somala e delle agenzie umanitarie 125.000 bambini sono usciti da una condizione di grave malnutrizione. E’ un’ottima notizia, ma è ancora presto per cantare vittoria”, dichiara Senait Gebregziabher, direttore dei programmi di Oxfam in Somalia. “Il paese è ancora alle prese con la peggiore crisi umanitaria degli ultimi decenni. L’instabilità nella regione impedisce l’arrivo di aiuti a decine di migliaia di persone e i risultati raggiunti finora potrebbero andare persi se il conflitto prosegue, se l’accesso diventa più complicato o se la comunità internazionale ridurrà gli aiuti. Il mondo non deve voltare le spalle alla Somalia solo perché le statistiche dicono che non c’è più la carestia. Abbiamo il fondato timore che la situazione sarà di nuovo gravissima se la popolazione somala non potrà prendersi cura dei raccolti e del bestiame, se non avrà libero accesso all’acqua potabile e al cibo”.

L’Unità di analisi sulla situazione della sicurezza alimentare dell’ONU (FSNAU – Food Security and Nutrition Analysis Unit) annuncia che le piogge cadute alla fine dell’anno scorso hanno consentito buoni raccolti nelle aree fluviali. Partner di Oxfam in Somalia dicono inoltre che gli aiuti stanno arrivando in alcune delle regioni più colpite dalla crisi alimentare.

La ripresa degli agricoltori e dei pastori somali è stata sostenuta dalle agenzie umanitarie attraverso investimenti in agricoltura e mezzi di sostentamento per la pastorizia. Gli aiuti hanno compreso la fornitura di semi, attrezzi, trattori, formazione e riparazione delle infrastrutture. Aiuti che faranno un’enorme differenza nella loro ripresa: secondo il FSNAU 2,34 milioni di persone sono ancora colpite crisi.

Stiamo assistendo a miglioramenti in Somalia grazie al buon raccolto e all’efficacia degli aiuti umanitari, ma il timore è che il conflitto comprometta questi passi in avanti. Il numero di persone colpite in Etiopia si è ridotto da 4 milioni a 3,2 milioni all’inizio di gennaio. Nuovi dati sulla situazione in Kenya sono attesi alla fine del mese. Tuttavia, i numeri forniscono solo una parte dello scenario. Mentre stiamo assistendo a chiari miglioramenti nella sicurezza alimentare della regione, la situazione rimane precaria, e persino secondo le previsioni più ottimistiche è importante tenere a mente che ci vorranno ancora molti mesi prima che le popolazioni siano in grado di riprendersi del tutto da questa crisi. Infine, sono necessarie soluzioni di lungo termine per scongiurare nuove crisi.

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