Oxfam al lavoro per fronteggiare l’emergenza idrica e sanitaria

1 Agosto 2014
Oxfam al lavoro per fronteggiare l’emergenza idrica e sanitaria

Oxfam al lavoro per fronteggiare l'emergenza idrica e sanitariaMentre cresce il numero degli sfollati intrappolati a Gaza (arrivati a 450 mila) e continua l’uccisione di minori (253 le vittime accertate tra i bambini), esplode il rischio di epidemie tra la popolazione a causa dell’assenza di servizi igienici e della mancanza o contaminazione da liquami dell’acqua. Un rischio che colpisce soprattutto i soggetti più deboli come i bambini.

Oxfam segnala come siano già 30 i casi di meningite tra i minori, mentre stanno aumentando anche i rischi di malattie della pelle e di gastroenterite tra la popolazione. Intanto si fanno sempre più gravi le condizioni delle strutture sanitarie: sono 23 quelle gravemente danneggiate ad oggi. A peggiorare il quadro dell’emergenza umanitaria, inoltre, si è verificata questa settimana la distruzione dell’unica centrale elettrica a Gaza, che ha precipitato la maggior parte della popolazione nell’oscurità, limitando l’approvvigionamento d’acqua dagli impianti di pompaggio. Tre dei quattro maggiori generatori di Gaza sono completamente distrutti o ampiamente danneggiati e hanno lasciato senza corrente elettrica più dell’80% della popolazione di Gaza. Inoltre, la maggior parte delle forniture municipali di acqua sono fuori servizio.

Stiamo lavorando in condizioni sempre più difficili. – spiega il responsabile delle emergenze umanitarie di Oxfam Italia, Riccardo SansoneCon l’escalation di attacchi in corso, siamo stati costretti ad interrompere per il momento  il sostegno che stavamo dando a quattro cliniche e ospedali. E la cosa peggiore è che la popolazione è in trappola e non c’è più un posto sicuro dove rifugiarsi. Il cessate il fuoco di 72 ore, avrebbe permesso di far  fronte alle tante emergenze che stanno colpendo la popolazione, se si pensa che all’ospedale di Al Shifa, che stiamo sostenendo, l’altro giorno è stato utilizzato lo stesso quantitativo di medicinali impiegato negli ultimi 15 giorni“.

Nel frattempo cresce anche  la stima dei danni,  secondo quanto riferito dal Ministero delle Infrastrutture palestinese ammonterebbe infatti a 4 miliardi di dollari, mentre sarebbero 5.238 gli edifici completamente distrutti. Intanto si sta facendo sempre più grave anche l’emergenza alimentare che colpisce la popolazione: il costo del cibo, soprattutto delle verdure, in alcuni mercati è raddoppiato e in alcuni casi  è triplicato:  il prezzo di un chilo di pomodori, ad esempio, è cresciuto del 179%.

L’atroce livello di distruzione è molto peggio di qualsiasi cosa vista nelle precedenti operazioni militari nell’area e la situazione sta peggiorando di ora per ora. – continua Sansone – Decine di migliaia di famiglie hanno abbandonato le proprie case, rimanendo intrappolate nella zona senza alcun posto sicuro dove andare. Stanno cercando rifugi in condizioni terribili e hanno molta paura a spostarsi. La risposta della comunità internazionale  a tanta sofferenza è stata finora vergognosamente debole. Ogni giorno che passa sta mettendo molte più vite civili a rischio“.

Oxfam condanna il lancio di razzi che continuano ad essere sparati da Gaza verso Israele, ma questo non giustifica l’uso sproporzionato della forza da parte di Israele, che ha ucciso tanti civili e distrutto gran parte di Gaza. Tutti i civili hanno il diritto di vivere in sicurezza: le operazioni militari non generano sicurezza per nessuno” conclude Sansone.

Oxfam chiede che la comunità internazionale faccia di più per garantire un cessate il fuoco urgente e permanente. Tuttavia, una pace duratura sarà possibile solo con la fine del blocco in corso a Gaza. Negli ultimi sette anni la gente di Gaza ha vissuto sotto un blocco israeliano che ha impedito e impedisce la libera circolazione delle merci e delle persone dentro e fuori di Gaza, devastando l’economia e limitando gravemente il sostentamento della gente.

Oxfam, al lavoro con 34 operatori a Gaza per far fronte alla crisi umanitaria, sta attualmente assistendo 97.000 persone. Dall’inizio del conflitto, Oxfam ha fornito acqua potabile a più di 74.000 sfollati che hanno trovato rifugio in scuole, ospedali e altri edifici. Ha inoltre distribuito buoni d’acquisto per beni di prima necessità a 15.891 persone, ha consegnato oltre 1.000 pacchetti alimentari e ha fornito assistenza sanitaria a circa 5.000 persone.