2750 morti nel Mediterraneo nel 2015

Immediata adozione di un piano per rispondere ai bisogni di 500.000 migranti, che rappresentano lo 0,1% della popolazione europea (ovvero un richiedente asilo ogni 1.000 cittadini europei).


In occasione del vertice straordinario sulla migrazione, in programma oggi a Bruxelles, Oxfam chiede ai ministri dell’Unione europea di impegnarsi per garantire rifugio e protezione a chi sta rischiando la propria vita per entrare in Europa.


“Chiediamo ai leader europei di non aspettare un minuto di più e adottare immediatamente un piano di azione per rispondere ai bisogni più essenziali delle persone che sono arrivate in Europa quest’anno. – ha detto Alessandro Bechini, direttore dei programmi in Italia di Oxfam – Sono 500.000 persone, vale a dire lo 0,1% della popolazione europea (500 milioni di persone). Non è una invasione né una “crisi europea”. L’Europa ha i mezzi per accogliere queste persone”.


In fuga da guerre, abusi, repressioni, fame e siccità, questi migranti intraprendono la rotta più mortale del mondo, il Mediterraneo, o sono costretti a viaggiare stipati in camion lungo la non meno pericolosa via dei Balcani, stipati nei Tir o a piedi per centinaia di chilometri senza ricevere, nel cuore dell’Europa, un’assistenza coordinata, basata sul rispetto e sulla tutela dei diritti umani e della dignità dei richiedenti asilo.


Oxfam chiede ai Ministri dell’Unione Europea:

  • l’adozione di un piano chiaro per garantire che quanti si trovano al confine dell’Unione europea – da dovunque arrivino – ricevano un’assistenza dignitosa e possano avanzare richiesta di asilo, diritto universalmente riconosciuto. Questa è una responsabilità europea collettiva e non può essere lasciata solo ai paesi europei al confine;
  • impegno ad aprire canali sicuri e legali per la richiesta di asilo sul territorio europeo e nell’adottare un sistema comune di redistribuzione (resettlement) e ricollocamento dei rifugiati e dei richiedenti asilo, basandolo su un’equa divisione di responsabilità tra Stati membri. In particolare, stabilire meccanismi di redistribuzione è urgente per fare in modo che le persone più vulnerabili in fuga da guerre, come quella siriana, non debbano nuovamente mettere a rischio la propria vita su rotte mortali, cadendo vittima di trafficanti di esseri umani o di organizzazioni criminali;
  • mantenimento e rafforzamento delle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, e un maggiore impegno sulla rotta balcanica. L’Italia e l’Unione europea hanno salvato centinaia di migliaia di vite dall’inizio dell’operazione Mare Nostrum e con le operazioni Triton e Poseidon, i cui fondi sono stati triplicati dall’Aprile 2015. 122.000 vite sono state salvate solo negli ultimi sei mesi;
  • impegno a lavorare su una strategia di lungo periodo per gestire la migrazione, ovvero affrontare le cause che oggi obbligano le persone a lasciare il proprio paese: conflitti, abusi, ma anche povertà e fame estrema.

Oxfam ribadisce ai Ministri Europei che accogliere significa agire per salvare vite, e che questa responsabilità può essere condivisa su basi eque tra tutti gli Stati membri. La politica deve ripartire dalla stessa solidarietà espressa in questi giorni dai cittadini di ogni angolo di Europa.