Il piano di annessione di Israele rende impossibile uno stato palestinese

1 Luglio 2020

Siamo preoccupati rispetto all’annuncio dell’annessione illegale da parte di Israele di territori della Cisgiordania

Le comunità palestinesi rischiano di diventare enclave isolate

Credit: Adeline Guerra/Oxfam

Condanniamo con forza ogni forma di annessione e chiediamo alla comunità internazionale di rifiutare le future tappe del piano.

La possibile estensione della sovranità israeliana su alcune aree della Cisgiordania implicherebbe una palese violazione del diritto internazionale e limitazioni nell’accesso a servizi essenziali per milioni di palestinesi.

Se l’annessione avverrà oggi, domani o nei prossimi giorni in modo graduale o a scaglioni non ha importanza, comunque significherà per i palestinesi vivere in un limbo indefinito.

Significherà dover subire leggi discriminatorie, raid, separazioni familiari, accesso limitato a servizi essenziali, moltiplicazione dei checkpoint, muri e fili spinati, ulteriore limitazione della libertà di movimento e infine una condizione di povertà.

È una vergogna che i leader mondiali abbiano fatto così poco per concedere ai palestinesi la speranza di una vita fatta di libertà, pace e dignità.

L’annessione delle terre fertili della Valle del Giordano in particolare renderebbe impossibile l’esistenza di uno stato palestinese autosufficiente. Le conseguenze di un atto illegale e dannoso saranno drammatiche se Israele non desisterà.

Troppo debole il ruolo dell’Italia

Il Premier Conte, a differenza di altri suoi colleghi europei, non ha preso una chiara e ferma posizione e non ha risposto neppure alla lettera-appello firmata da 70 parlamentari italiani, mentre il Parlamento non ha discusso e votato alcun atto di indirizzo.

In questo scenario le parole del Ministro Di Maio, pronunciate alla Camera qualche giorno fa, rappresentano davvero il minimo sindacale. Oggi insieme ad altre organizzazioni della società civile incontreremo il nuovo intergruppo parlamentare per la pace in Medio Oriente, l’auspicio è che serva concretamente ad una presa di posizione più forte da parte dell’Italia in sede europea ed internazionale.