Donne coltivano campi in Ecuador

Ecuador, al lavoro nei campi

Il nostro commento all’annuncio della FAO secondo cui i prezzi mondiali del cibo sono leggermente diminuiti nel mese di marzo.
“Molte comunità povere stanno già soffrendo per l’aumento dei prezzi alimentari, mentre le riserve di cereali nei paesi esportatori sono a livelli pericolosamente bassi. E’ quindi presto per tirare un sospiro di sollievo. Il cibo è ancora troppo caro per molte persone povere nel mondo e la minaccia della volatilità dei prezzi è sempre presente. Ciò significa che la situazione potrebbe peggiorare velocemente. I prezzi dei cereali sono già il 60% più cari rispetto a marzo 2010 e sono estremamente volatili”.

Urge un’azione immediata per evitare una crisi alimentare globale come quella del 2008. I governi devono incrementare la produzione alimentare nei paesi in via i sviluppo, fermare la corsa verso i biocarburanti, essere più trasparenti sulle riserve alimentari e garantire meccanismi e risorse adeguate per aiutare i paesi e le persone più povere ad affrontare prezzi alimentari elevati e estremamente volatili”.

Se i governi non intervengono in modo coraggioso per rendere equo, solido e sostenibile l’attuale sistema alimentare mondiale, non sarà possibile arrivare a una soluzione di lungo periodo ai problemi della fame e della volatilità dei prezzi del cibo. E’ fondamentale che i governi riuniti nel G20 e nel Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale aumentino gli investimenti a favore dei piccoli agricoltori e dell’agricoltura sostenibile nei paesi in via di sviluppo e incoraggino la creazione di riserve alimentari a livello locale, nazionale e regionale. I paesi industrializzati devono tagliare le emissioni di Co2 e mettere a disposizione risorse sufficienti affinché i paesi in via di sviluppo possano adattarsi ai cambiamenti climatici“.

Luca Chinotti, portavoce di Oxfam Italia