Pubblicazione report della Charity Commission

11 Giugno 2019

Oxfam Gran Bretagna accoglie le conclusioni del report pubblicato martedì 11 giugno dalla Charity Commission (organismo di controllo del terzo settore britannico) sui fatti di Haiti del 2011, ed è già al lavoro per mettere in pratica le raccomandazioni ricevute.

A seguito di quanto emerso lo scorso anno sui media, la Charity Commission ha avviato una propria investigazione indipendente sui fatti.  Un atto dovuto secondo quanto previsto dalla legge britannica.  Come Commissione istituzionale, per ogni investigazione aperta, ha il potere di esprimere un giudizio su quanto emerso e può decidere di applicare una sanzione. La Charity Commission si è espressa secondo scale di giudizio non particolarmente gravi.  L’investigazione parla infatti di “cattiva gestione” (mismanagement), e non di “cattiva condotta” (misconduct).  Inoltre, 53 delle 79 raccomandazioni fornite dalla Commissione sono già state implementate da Oxfam Gran Bretagna nell’ultimo anno e questo pensiamo sia il principale motivo per il quale la Commissione si sia espressa con un periodo di osservazione di un anno, verificandone al termine i progressi.  Per questo, Oxfam Gran Bretagna consegnerà entro il 30 giugno un piano di lavoro che tenga conto di tutte le raccomandazioni.

“Ciò che è accaduto ad Haiti nel 2011 è inaccettabile, e ancora una volta ce ne scusiamo.  – ha detto la Presidente di Oxfam Gran Bretagna, Caroline ThomsonEravamo lì per salvare vite dopo un terremoto devastante e alcuni operatori non hanno protetto quelle stesse persone che avrebbero dovuto aiutare”.

Oxfam Gran Bretagna riconosce che avrebbe dovuto agire più tempestivamente e in modo molto più efficace per verificare l’eventuale coinvolgimento di minori, comunque non accertato. Non avrebbe inoltre dovuto consentire all’allora direttore nel paese di dimettersi, cosa che oggi non potrebbe accadere grazie alle nuove misure introdotte.

Allo stesso tempo, sebbene la Commissione dichiari di non aver trovato prove di occultamento da parte dell’organizzazione, Oxfam Gran Bretagna ammette che avrebbe dovuto essere più chiara nel riportare casi che hanno rappresentato un abuso di potere, e un affronto ai valori di uguaglianza, rispetto e dignità che guidano la mission di Oxfam.

Dal febbraio 2018, Oxfam in tutto il mondo ha compiuto significativi passi in avanti per affrontare e prevenire qualsiasi forma di abuso nei paesi dove opera. Oxfam Gran Bretagna ha inoltre già adottato misure nella direzione indicata nelle raccomandazioni della Charity Commission.

Progressi riconosciuti dalla Charity Commission  stessa e confermati nel rapporto finale della Commissione indipendente nominata da Oxfam, con l’obiettivo di migliorare le proprie politiche di protezione delle comunità, delle organizzazioni partner e dei propri operatori da qualsiasi forma di comportamento inadeguato e abuso, anche nei contesti più poveri e vulnerabili del pianeta; migliorando le politiche e pratiche di salvaguardia in tutte le organizzazioni affiliate che compongono la confederazione di Oxfam nel mondo.

I progressi compiuti

Dal febbraio scorso, Oxfam Gran Bretagna ha triplicato i suoi investimenti nel safeguarding, operato cambiamenti nella strategia, nella governance e nella sorveglianza, incoraggiando le vittime di qualsiasi forma di comportamento inappropriato a farsi avanti e nominando nel ruolo di direttore del safeguarding, Isabelle Clifford, figura di notevole esperienza nella protezione dei minori.

A livello di confederazione Oxfam ha realizzato importanti progressi negli ultimi 18 mesi, secondo le indicazioni definite nel proprio Piano di azione globale in 10 punti. Annuncerà a breve ulteriori misure per dare impulso ad un cambiamento della cultura lavorativa e un miglioramento delle pratiche e politiche di salvaguardia.

Nessun caso di abuso a Oxfam Italia

Dallo scorso febbraio anche Oxfam Italia – pur non avendo mai riscontrato casi di abuso da parte del proprio staff –  è da subito intervenuta con l’obiettivo di rendere sempre più efficace la prevenzione di qualsiasi forma di comportamento inappropriato in tutti i contesti in cui interviene, dando così nuova linfa alla propria storia e al lavoro che ogni giorno i propri operatori realizzano nei contesti più fragili del mondo, dove la vita è spesso insostenibile a causa di guerre, catastrofi e mancanza di mezzi di sussistenza.

Uno lavoro che ha portato alla definizione di un Piano d’azione per l’Italia con l’introduzione di un nuovo codice di condotta per lo staff e i partner, nuove politiche di protezione per l’infanzia e di safeguarding, programmi mirati di formazione agli operatori e l’accesso ai canali di denuncia protetta messi a disposizione a livello globale.