Repubblica Dominicana. Risposta all’emergenza dell’uragano Irma

2 Febbraio 2018

L’uragano Irma

L’Uragano Irma, uno dei più devastanti mai registrati in assoluto, ha colpito i Caraibi la prima settimana di settembre del 2017, causando ingenti danni e devastazione nelle isole caraibiche SaintMartens, Anguilla y Barbudo, Portorico, Bahamas, Guadalupe e Martinica.

Ha poi colpito la Repubblica Dominicana il 7 settembre, causando anche qui ingentissimi danni.

In particolare, le province a Nord (María Trinidad Sanchez, Samanà e Montecristi) sono state le più duramente danneggiate, sia per la loro localizzazione, sia per essere tra le province più vulnerabili del paese, a causa della carenza in infrastrutture e nella capacità di prevenzione e risposta delle autorità nazionali.

L’allerta precoce e l’evacuazione decretata dal governo dominicano, hanno comunque contribuito a evitare gravi perdite umane.

I danni hanno riguardato in particolare le abitazioni, almeno 3.000 sono state danneggiate gravemente o rase al suolo (25mila persone sono state direttamente coinvolte), le infrastrutture idriche (1.200.000 persone sono rimaste a lungo senza fornitura di acqua potabile), educative e sanitarie, e le attività agricole, che sono alla base dell’economia delle province colpite.

Cosa ha fatto Oxfam per le vittime dell’uragano Irma

Oxfam ha garantito acqua e igiene per un mese a circa 3.000 famiglie, contribuendo così alla riduzione del rischio di diffusione di malattie infettive, in particolare colera (endemico nell’isola dal 2010), dengue e zika (due pericolose virosi trasmesse da zanzare, diffusione dunque facilitata dalla presenza di acqua stagnante e dalle carenze igieniche conseguenti a Irma).

 

L’altro asse di intervento si è concentrato sulle questioni abitative. Oxfam non interviene direttamente nella ricostruzione, ma si concentra sul garantire che la risposta del governo sia di qualità e che soprattutto si concentri nella ricostruzione delle abitazioni delle persone più povere e vulnerabili.

Anche l’uragano Irma infatti ha confermato che i disastri meteorologici non sono uguali per tutti, e colpiscono in maniera più drammatica le persone che vivono nelle aree e nei quartieri più poveri: case più deboli e vulnerabili, e costruite in zone maggiormente esposte a dissesto idrogeologico.

Oxfam è infatti impegnata in una campagna di pressione e incidenza politica in Repubblica Dominicana, assieme a associazioni locali come “Casa ya” (Casa subito) e Foro Ciudadano, per spingere il governo a investire maggiormente nell’edilizia popolare.

Anche per questa ragione, Oxfam e i partner stanno lavorando con le comunità maggiormente colpite, fornendo loro strumenti e occasione per esigere la ricostruzione immediata.  È in via di realizzazione da parte di Oxfam infatti una sorta di “audit sociale” sulla ricostruzione in corso, in modo da fare pressione verso il governo perché rispetti gli standard internazionali, faccia fronte agli impegni già assunti, e orienti le risorse finanziarie verso le aree e le persone più colpite e più bisognose.