Il rito del lavaggio delle mani per la prevenzione

Servono con urgenza 60 milioni di dollari per fornire alle scuole della Liberia servizi idrici e igienico-sanitari, che consentano a migliaia di bambini liberiani di tornare fra i banchi senza paura di contrarre l’Ebola. E’ questo l’appello lanciato oggi da Oxfam e dalla presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf, perché la comunità internazionale si attivi concretamente per migliorare le infrastrutture e i servizi nelle scuole, che per la prima volta in sei mesi, stanno riaprendo in tutto il paese.


Ed è questo il tema sul quale fondare il progressivo ritorno alla normalità in Liberia. Oxfam è stata invitata dalla Presidente della Liberia a co-presiedere un incontro tra i Governi e i donatori internazionali, finalizzato a migliorare le infrastrutture idriche e igienico-sanitarie nelle scuole del paese africano, anche con il contributo di altre organizzazioni umanitarie.


L’appello arriva proprio mentre i leader dei paesi colpiti dall’epidemia di Ebola e i vertici delle Nazioni Unite, dell’Unione Africana e dell’Unione Europea sono riuniti all’Egmont Palace di Bruxelles per la High-Level Ebola Conference. Al centro del summit, in programma oggi, l’individuazione di tutte le possibili soluzioni per debellare definitivamente l’epidemia e individuare i bisogni per la ripresa socio- economica della regione.


“Con migliaia di scuole che stanno riaprendo i battenti dopo l’emergenza Ebola, – dice la presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf – appare chiaro che la mancanza di acqua pulita e servizi igienici sia l’ostacolo principale da superare per salvaguardare la salute dei nostri bambini nel medio periodo. Investire nell’accesso all’acqua e all’igiene è fondamentale per prevenire  future esplosioni di Ebola o di altre malattie infettive. Sono molto contenta di poter lavorare con Oxfam e altri partner per mettere al sicuro le nostre scuole, fornendo luoghi di apprendimento salubri e puliti”.


In Liberia su un totale di 4.600 scuole, la metà non è provvista di acqua corrente e il 43%  non ha bagni funzionanti. La situazione non migliora per le strutture scolastiche dotate di servizi igienici, dove c’è in media un bagno ogni 100 allievi. Una situazione che si inserisce nel contesto di un paese, dove già  il tasso di scolarizzazione è molto basso: con quasi il 60% dei bambini che non vanno a scuola, la Liberia è, dopo l’Eritrea, il secondo paese per numero di ragazzi analfabeti. C’è però un modo per intervenire in tempi rapidi e invertire questa tendenza.


Secondo le analisi condotte dal governo liberiano, assieme ad Oxfam, Unicef e altri soggetti, fornire acqua e infrastrutture igieniche a 2.800 delle scuole costerebbe approssimativamente 60 milioni di dollari in due anni. La nostra organizzazione è attualmente al lavoro in 133 scuole delle contee di Nimba e Montserrado, per la riabilitazione di pozzi, fonti d’acqua e bagni.


“L’Ebola è ancora qui e dobbiamo impegnarci tutti per debellarla definitivamente – spiega Mark Goldring, direttore generale di Oxfam Gran Bretagna, da poco rientrato dalla Liberia – Adesso dobbiamo costruire insieme un futuro per il dopo-Ebola”.


Diviene quindi vitale lavorare per sconfiggere la paura del contagio tra la gente. Nei sondaggi tra la popolazione realizzati da Oxfam agli inizi di febbraio in tre municipalità duramente colpite dall’Ebola in Liberia, nella contea di Montserrado, uno dei principali problemi delle famiglie è infatti proprio il reinserimento scolastico dei ragazzi: per il rischio di contrarre malattie nelle scuole, a partire dall’Ebola; per i bassissimi livelli del reddito e le conseguenti difficoltà nel pagamento delle tasse scolastiche.


“I genitori sono molto preoccupati nel far tornare i figli a scuola.- aggiunge Silvia Testi, responsabile dell’Ufficio Africa di Oxfam Italia – Riportare acqua e strutture igieniche in tutte le scuole non solo contribuirà allo sviluppo della Liberia in ambito educativo, ma avrà anche un impatto fondamentale per restituire al  paese normalità dopo l’emergenza. Lavorare per la ripresa dei paesi colpiti deve diventare perciò un’occasione non solo per ricostruire, ma anche per migliorare i servizi essenziali, riducendo i fattori di disuguaglianza e accelerando lo sviluppo a lungo termine del paese, intervenendo prima di tutto perché esplosioni di focolai infettivi non si verifichino di nuovo”.


Anche se la Liberia ha riaperto la scorsa settimana i confini e revocato il coprifuoco, rimane vulnerabile al contagio dalle vicine Guinea e Sierra Leone. Perciò anche se la ripresa del paese è in corso, è fondamentale mantenere alta l’attenzione in particolare sulla risposta e la prevenzione dell’Ebola.


Il lavoro di Oxfam per combattere l’epidemia di Ebola in Liberia: Foto e Video

“Ebola is Still Here”: è una raccolta di testimonianze di persone che hanno vissuto l’inferno dell’Ebola in Liberia e Sierra Leone.  Esperienze utili a capire come debellare definitivamente l’epidemia e permettere alla popolazione dei paesi più colpiti di ricostruire la propria vita.