UNA NUOVA PAGINA DI LOTTA ALLA POVERTA’ NEL CUORE DELLA SICILIA

14 Luglio 2021

Presentata stamani a Catania la partenza delle attività del progetto “Sottosopra: Abitare Collaborativo”. Rinasce lo storico Palazzo De Gaetani: associazioni, istituzioni e sindacati insieme per combattere l’emergenza abitativa nel quartiere San Berillo.

Presentata stamani una nuova pagina di lotta alla povertà e all’esclusione nel cuore dello storico quartiere San Berillo di Catania, che oggi con la crisi sociale e lavorativa dovuta alla pandemia assume un valore ancora più grande.

La cornice è quella di Palazzo De Gaetani – immobile storico ma soprattutto testimone sopravvissuto allo sventramento del quartiere di San Berillo a Catania – tornato a nuova vita, grazie ad un cantiere durato 13 mesi. L’ottocentesca dimora che un tempo fu signorile, e in seguito lasciato al degrado e all’abbandono al pari di tanti altri immobili del quartiere, è stata infatti trasformata in uno stabile bello e accogliente e ospita già 4 persone in emergenza abitativa, selezionate da un team di esperti, che hanno iniziato un percorso, che comprende non solo la sistemazione in un appartamento dignitoso, ma anche la chance di fare tirocini formativi e acquisire una autonomia abitativa. Presto gli ospiti, come da progetto, diventeranno 9.

Una storia di cambiamento già in atto realizzata grazie al progetto contro la povertà abitativa “Sottosopra: Abitare Collaborativo”, il cui pieno avvio delle attività è stato raccontato stamani nel dettaglio dai nuovi ospiti della struttura e dalle associazioni, istituzioni e aziende partner.

L’intervento è realizzato da Oxfam Italia, in partenariato con Trame di Quartiere, Diaconia Valdese, Sunia Catania, Impact Hub e Comune di Catania, grazie al sostegno di Fondazione con il Sud e di Ikea Italia che ha donato arredi e allestimenti nell’ambito dell’iniziativa “Un posto da chiamare casa”.

Un percorso verso l’autonomia degli ospiti

Ciascuno dei 9 ospiti della struttura avrà la possibilità di essere accompagnato progressivamente verso una nuova autonomia. Per ogni percorso ultimato ne seguiranno infatti altri diretti al medesimo obiettivo, in collaborazione con i servizi sociali che segnaleranno agli operatori le persone senza casa e senza mezzi che potranno essere inserite nel progetto. Un circolo virtuoso che potrebbe anche continuare a lungo, se le parti coinvolte riusciranno a tenere sempre alta l’attenzione sul quartiere e sulla sfida cruciale rappresentata oggi dall’housing sociale.

I “nuovi abitanti” che mano a mano verranno individuati e coinvolti nel progetto ridisegnando le proprie abilità, potranno quindi alla fine del percorso lungo 12 mesi (più eventuali altri sei), ritenersi in grado di affittare una nuova casa con mezzi propri seppure aiutati nella ricerca e nel mantenimento di un alloggio adeguato.

La testimonianza degli ospiti e l’impegno di Oxfam

Stamattina è stato possibile visitare anche i nuovi alloggi e la messa a nuovo degli spazi comuni e di relazione tra gli ospiti.  Nel corso dell’incontro, a fare da portavoce dei primi ospiti di “Sottosopra”, è stato il ventenne Leonard Hope, originario della Nigeria

“Il primo impatto è stato strano, non sapevo cosa aspettarmi dall’alloggio, dal quartiere. Dopo i primi tre giorni ho capito che avrei potuto trovarmi bene – racconta – Da tre settimane sto partecipando inoltre a un tirocinio in una Villa per ricevimenti Aiuto il cuoco dentro ma anche fuori la cucina. Sto cercando di imparare il più possibile. Come sono i miei compagni di lavoro? Di certo simpatici. Sto ancora osservando questo territorio, cerco di capire come funziona”.

“Spesso diciamo che ci sono troppe persone senza casa, ma ci sono anche tante case senza persone. “SottoSopra” parte da queste evidenza proprio per proporre un approccio secondo il quale sono gli ospiti a creare il proprio contesto abitativo. – ha aggiunto Salvatore Maio, responsabile delle attività di Oxfam in SiciliaSi tratta di una scommessa senza precedenti a Catania, che rappresenta un nuovo filone del lavoro di contrasto alla povertà, alle disuguaglianze e all’esclusione che Oxfam realizza ogni giorno in tante “periferie” delle nostre città. Intervenire per ridurre la povertà abitativa, crediamo rappresenti oggi una priorità nel contesto dell’emergenza lavorativa e sociale che con la pandemia sta colpendo sempre più famiglie. Per questo un grande ringraziamento va alle istituzioni e partner privati che come Ikea hanno creduto in questo progetto, così come ai partner locali che garantiranno la continuità delle attività sul territorio”.