Violenza sessuale, il dramma nel dramma dei conflitti

10 Giugno 2014
Cambogia. Oxfam ha donato alle donne un telefono, per riportare anche i casi di violenza. Simon Rawles

Cambogia, un telefono per denunciare gli abusi

Inizia oggi a Londra, e durerà fino al 13 giugno, il Global Summit per porre termine alla violenza sessuale nei conflitti. Il Summit sarà co-organizzato dal Ministro degli esteri britannico William Hague e da Angelina Jolie, e vuole tradurre in pratica l’impegno politico espresso dai 148 paesi che hanno appoggiato la Dichiarazione d’Intenti per porre fine alla violenza sessuale nei conflitti lanciata durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2013. Gli obiettivi principali del Summit sono:

  • migliorare la documentazione e l’investigazione delle violenze sessuali nei conflitti;
  • incrementare il supporto, l’assistenza e gli strumenti di riparazione per le vittime di violenze sessuali, inclusi i bambini;
  • assicurare che le risposte che tengano conto delle esigenze di genere, e che la promozione dell’uguaglianza di genere siano pienamente integrate in tutte le attività di sicurezza e ricerca della pace, e migliorare il coordinamento strategico internazionale.
Oxfam parteciperà al Summit organizzando tre eventi:
  • Il ruolo cruciale delle donne nella costruzione della pace in Siria;
  • Il trattato sul commercio delle armi: esplorando il testo innovativo sulla violenza basata sul genere;
  • L’importanza delle donne poliziotte nell’affrontare la violenza basata sul genere: un focus sull’Afghanistan.

Oxfam sosterrà anche alcuni partner locali perché possano partecipare al Summit quali delegati – inclusi partner dallo Yemen, dal Sudafrica, dal Sudan, Repubblica Democratica del Congo, e Territori Occupati Palestinesi.

La direttrice di Oxfam, Winnie Byanyima, è inoltre intervenuta ieri a un evento organizzato dalla International Center for Research on Women – ‘Possiamo risolverla: vincere la guerra contro la violenza sessuale in contesti delicati” , presso la Royal Society.

La violenza sessuale viene usata come arma in un conflitto, per degradare e umiliare il nemico. E’ un atto che fa parte di un quadro globale, dove una donna su tre è oggetto di violenze. La violenza basata sul genere è sia una causa che una conseguenza della disuguaglianza di genere. Secondo l’organizzazione mondiale di sanità una donna su tre ha sofferto di un qualche tipo di abuso fisico o sessuale nell’arco della propria vita, sia in tempo di guerra che in tempo di “pace”. Donne e bambine sono più soggette a simili violenze, che comunque colpiscono anche uomini e ragazzi.

Dal nostro lavoro in paesi colpiti da conflitti sappiamo che affrontare la violenza sessuale richiede un approccio sinergico e globale. Questo significa assicurare misure efficaci di prevenzione, protezione e risposta, per assicurare che le vittime  ricevano il supporto di cui hanno bisogno e in primis per far sì che simili violenze cessino. Abbiamo bisogno di sistemi giudiziari che siano accessibili alle vittime, e di un coinvolgimento forte delle donne all’interno dei sistemi politici così che le donne siano rappresentate.