Un barcone di migranti

Forte preoccupazione sul tema dei rimpatri dei migranti “illegali”, del tutto insufficiente la ricollocazione di soli 40.000 migranti in due anni da Italia e Grecia.


Destano forti perplessità le conclusioni emerse dal Consiglio Europeo dei capi di Stato che a Bruxelles sembra più aver rinviato che affrontato i punti nodali intorno all’emergenza immigrazione verso l’Italia e l’Europa. A denunciarlo è Oxfam, a partire da due punti cruciali all’ordine del giorno del dibattito europeo: il rimpatrio dei migranti ritenuti illegali e la ridistribuzione di 40 mila migranti accolti in Italia e Grecia.


“Dal summit è emersa ancora una volta un visione generale “securitaria” nella gestione dell’emergenza immigrazione, più che rivolta ad un concreto miglioramento del sistema di accoglienza a livello europeo. – afferma il direttore dei programmi in Italia di Oxfam,  Alessandro Bechini – Seppur rappresenti un primo timido passo in avanti, appare del tutto insufficiente la redistribuzione in due anni, di soli 40.000 migranti da Italia e Grecia  con una procedura per consenso tra gli Stati, e il reinsediamento di 20.000 rifugiati ospitati in Paesi terzi. Più che una breccia sul muro del Regolamento di Dublino, si tratta di una fessura attraverso cui si intravede un’Europa piccola piccola”.


Secondo Oxfam infatti la sostanziale mancanza di vie di accesso legali all’Europa per i migranti, non può che avere come risultato quello di attivare canali illegali che mettono in pericolo la vita dei migranti. Colpisce al contrario come le conclusioni del vertice non facciano nessun cenno alla possibilità di incentivare forme di migrazione legale.


“L’Europa e il mondo dovranno sempre più confrontarsi, in futuro, con flussi migratori misti,- continua Bechini –  in cui le cause delle migrazioni saranno molteplici e sempre più complesse. Pensare di affrontare questa complessità con la logica semplicistica che considera un migrante a cui non venga riconosciuto lo status di rifugiato, come illegale, appare infatti totalmente miope. E’ impensabile che una maggiore severità nei rimpatri possa scoraggiare nuove partenze”.


Per prevenire le cause delle migrazioni, secondo Oxfam, è al contrario necessario un rafforzamento dei progetti di cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei migranti: una sorta di “piano Marshall” per lo sviluppo economico e sociale dell’Africa che potrà essere possibile soltanto con il contributo della comunità internazionale e dell’Unione Europea. In quest’ottica, rimane di fondamentale importanza la lotta ai motivi che spingono decine di migliaia di persone a intraprendere pericolosissimi viaggi della speranza per raggiungere su imbarcazioni improvvisate le coste italiane. Combattere l’ineguaglianza, frenare il cambiamento climatico, trovare una soluzione di lunga durata ai conflitti in corso e garantire a tutti pari diritti e opportunità di sviluppo: sono questi, secondo Oxfam, gli obiettivi che l’Unione Europea dovrebbe cercare di raggiungere se vuole davvero porre fine al fenomeno migratorio. Per contro, Oxfam rileva come al momento in Europa prevalga una visione anche in questo caso securitaria del suo intervento nei paesi africani.


“La lotta ai trafficanti di esseri umani e il supporto alle diverse autorità nazionali sono solamente dei rimedi temporanei, – conclude Bechini – che in nessun modo potranno offrire una soluzione di lungo periodo al fenomeno migratorio. Le decisioni emerse dal Consiglio europeo sono un passo indietro rispetto alle proposte della Commissione. Pur con alcuni modesti elementi positivi, resta la chiara percezione che, in tema di immigrazione, i primi nemici dell’UE sono gli stessi Governi europei”.