Liberia. Qui hanno trovato rifugio più di 77mila ivoriani. Credits: Oxfam GB

West Point, uno slum al centro di Monrovia

Abidjan, 14 marzo- Continua la crisi umanitaria in Costa d’Avorio e cresce il dramma dei quasi 77mila rifugiati ivoriani in Liberia. Per aiutare queste persone, che si aggiungono agli oltre 370mila sfollati a  Abidjan e nella regione occidentale del paese, Oxfam ha inviato con voli charter partiti dal Regno Unito più di 40 tonnellate di aiuti, tra cisterne e pompe per l’acqua, latrine e altro materiale sanitario essenziale. Dal principale aeroporto internazionale liberiano, gli aiuti verranno poi trasportati via terra nella contea di Nimba e di Grand Gedeh, nella Liberia orientale, dove si stanno allestendo dei campi d’accoglienza in attesa dei 250mila rifugiati in arrivo.
Le persone che arrivano in Liberia, non hanno pressoché niente e sono costrette a vivere in rifugi improvvisati dove mancano acqua e cibo”, spiega Chals Wontewe, direttore di Oxfam in Liberia. “Da mesi ormai le comunità liberiane più povere stanno aiutando i rifugiati ma, visto il crescente flusso di questi giorni, le loro già scarse risorse sono arrivate al limite”.
Da quattro mesi la Costa d’Avorio è dilaniata dall’instabilità politica e dalle violenze seguite alle contestate elezioni di novembre 2010. Di fronte all’escalation degli scontri degli ultimi mesi Oxfam, che lavora in Liberia da oltre dieci anni, sta intensificando il suo intervento nelle zone più colpite della Costa d’Avorio, dove sono già presenti gli operatori umanitari. Si prevede inoltre di distribuire semi e attrezzature agricole alle famiglie liberiane che hanno esaurito le scorte alimentari per assistere i rifugiati. Nel frattempo, Oxfam continua a monitorare la situazione anche nei paesi confinanti, dove nelle scorse settimane sono fuggiti centinaia di ivoriani.