Le pillole della povertà

18 Settembre 2018

Oxfam denuncia la sottrazione di risorse erariali e comportamento aggressivo sui prezzi dei medicinali da parte di 4 colossi del settore farmaceutico: Pfizer, Merck & Co, Johnson & Johnson e Abbott Laboratories.

Le più importanti case farmaceutiche al mondo mettono a repentaglio la salute dei cittadini:

  • privando i governi di preziose risorse erariali che potrebbero essere investite nel potenziamento dei sistemi sanitari pubblici
  • compromettendo la possibilità di accesso ai farmaci essenziali per milioni di persone.

Il rapporto Prescription for Poverty

Prezzi dei farmaci insostenibili per i Paesi a basso e medio redditoAbbiamo esaminato gli impatti diretti e indiretti sulle disuguaglianze economiche e di salute riconducibili alle attività di Pfizer, Merck & Co, Johnson & Johnson e Abbott Laboratories.

Note per prodotti come Neutrogena, Polase, e Brufen, ma anche per molti farmaci salvavita, sono tra le più importanti imprese del settore farmaceutico con un volume di ricavi pari a 1.800 miliardi di dollari nel decennio 2006-2015, un ammontare di poco inferiore al PIL italiano del 2016.

Maggiori utili registrati nei paradisi fiscali

Dall’analisi dei bilanci consolidati depositati dalle società capogruppo negli Stati Uniti e i bilanci pubblici di 359 sussidiarie dei 4 gruppi in 19 Paesi nel periodo 2013-2015, abbiamo riscontrato tracce di un potenziale trasferimento di profitti da Paesi a fiscalità medio-alta verso giurisdizioni dal fisco agevolato.

Tanto nelle economie avanzate esaminate (Australia, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Spagna) quanto nei mercati emergenti e paesi in via sviluppo  (Cile, Colombia, Ecuador, India, Pakistan, Perù e Tailandia) i margini medi degli utili di Pfizer, Merck & Co, Johnson & Johnson e Abbott al lordo delle imposte sono risultati estremamente bassi, rispettivamente del 7% e del 5% nel triennio 2013-2015. In altre parole, un utile lordo di appena 7 e 5 centesimi per ogni dollaro fatturato.

Eppure, su scala globale, i quattro colossi hanno dichiarato alla SEC, la Consob statunitense, profitti annui che raggiungevano in alcuni casi il 30% dei ricavi.

I profitti mancanti non sono evaporati, ma se n’è trovata traccia in quattro paradisi fiscali societari (Belgio, Irlanda, Paesi Bassi e Singapore). Oxfam ha riscontrato in tali Paesi margini medi di profitto prima delle imposte pari al 31%.

Stimiamo che il potenziale trasferimento degli utili verso giurisdizioni a fiscalità agevolata possa aver comportato perdite fiscali complessive per le economie avanzate pari a 3,7 miliardi di dollari all’anno nel triennio 2013-2015.

Per l’Italia, in cui il margine di utili pre-imposte è risultato in media del 6%, la sotto-contribuzione fiscale da parte dei 4 colossi potrebbe aver causato un ammanco annuo da 270 milioni di dollari.

Un ammanco sufficiente a vaccinare 10 milioni di ragazze in 7 Paesi in via di sviluppo

Nei contesti più vulnerabili dei 7 Paesi in via di sviluppo esaminati, la stima delle perdite erariali si è attestata a 112 milioni di dollari all’anno. Si tratta di un ammontare sufficiente a vaccinare 10 milioni di ragazze contro il virus che causa il tumore alla cervice uterina, una delle neoplasie più letali, responsabile della morte, nel mondo, di una donna ogni due minuti. Quasi il 90% dei decessi riguarda donne residenti nei Paesi in via di sviluppo.

 “I governi devono agire con decisione nel contrasto agli abusi fiscali societari e alla conseguente privazione sistematica delle casse degli Stati di risorse indispensabili per potenziare gli investimenti nei servizi pubblici come la sanità. È altresì fondamentale porre una battuta d’arresto all’agguerrita corsa globale al ribasso in materia di fiscalità d’impresa, a partire da un contrasto ai paradisi fiscali che ne sono l’estrema rappresentazione. – ha dichiarato Elisa Bacciotti, direttrice delle Campagne di Oxfam Italia Al nostro governo chiediamo di sostenere misure di maggiore trasparenza societaria in UE, come un’efficace rendicontazione pubblica paese per paese, per conoscere l’operatività e il livello di contribuzione fiscale dei colossi multinazionali in ogni Paese in cui operano.

Prezzi dei farmaci insostenibili per i Paesi a basso e medio reddito

Il rapporto evidenzia anche come le case farmaceutiche arrechino danno alla salute delle persone più povere applicando sovrapprezzi sui farmaci che li rendono inaccessibili.

Un esempio è dato dal ciclo standard da dodici settimane di Paclitaxel, farmaco antitumorale prodotto da Pfizer per 1,16 dollari e rivenduto negli Stati Uniti a 276 dollari e nel Regno Unito a 912 sterline.

Il costo dei farmaci ha conosciuto un’impennata negli ultimi anni. Nel 2017, negli USA sette dei nove farmaci più venduti da Pfizer, Merck & Co e Johnson & Johnson hanno conosciuto incrementi di prezzo superiori al 10%.

Il costo di Lyrica, un farmaco contro il dolore neuropatico nei pazienti diabetici ha visto lo scorso anno un rialzo del 29% da parte di Pfizer, contribuendo a vendite per oltre 4,5 miliardi di dollari. Il costo del trattamento mensile con Ibrance, un farmaco prodotto da Pfizer per il trattamento del cancro al seno metastatico, si è attestato nel mercato statunitense di poco sotto i 10.000 dollari. Un prezzo insostenibile negli Stati Uniti, dove il costo delle spese mediche rappresenta la prima causa di bancarotta personale.

Per i Paesi a basso e medio reddito tali prezzi pongono sotto forte pressione i bilanci della sanità pubblica, costringendo lo Stato a scaricare la spesa direttamente sui malati e le loro famiglie. È, ad esempio, il caso della bedaquilina, un farmaco per il trattamento della tubercolosi multi-resistente complessa. Il costo di una terapia semestrale in Sudafrica, stabilito da una sussidiaria di Johnson & Johnson, è di 820 dollari. Un prezzo che ne esclude la disponibilità per la maggior parte di chi ne avrebbe bisogno e che fa indignare visto che il costo stimato di un equivalente generico, se disponibile, si aggirerebbe intorno a 48 dollari.

200 milioni di dollari all’anno in lobbying

Non si trascura infine il condizionamento dell’intero spettro politico statunitense da parte del settore farmaceutico, la cui spesa – 200 milioni di dollari all’anno e un esercito di 1.500 lobbisti nel 2017- a tutela dei propri interessi in materia fiscale e sanitaria e per il rafforzamento delle proprie posizioni commerciali non conosce rivali tra le imprese di altri settori. Tra quelle farmaceutiche protagoniste del rapporto, Pfizer è in seconda posizione per la spesa per lobbying, seguita da Johnson & Johnson, in sesta posizione, Merck & Co, in settima, e Abbott in tredicesima.

Sono necessarie azioni sia a livello nazionale che globale.

L’Italia che in passato ha saputo porre al centro dei negoziati sul prezzo dei farmaci i bisogni dei propri malati (come per il caso dell’epatite C), deve porsi alla guida di uno slancio globale verso strategie innovative per rendere i farmaci disponibili e accessibili a tutti anche nei paesi poveri.

Milioni di dollari di tasse non pagate

 

YEMEN
Dal marzo 2015, violenze e raid aerei hanno spinto 3.1 milioni di persone ad abbandonare le proprie case; 21 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, e 14.1 milioni non possono permettersi abbastanza cibo. Dai primi di agosto, dopo un periodo di trattative e parziale cessate il fuoco, le violenze sono ricominciate; i prezzi del cibo sono alle stelle e sono milioni i bambini che rischiano letteralmente di morire di fame. Oxfam ha aiutato a oggi più di 900.000 persone portando acqua, buoni pasto, aiuti in denaro e kit igienico sanitari.
SUDAN
I rifugiati sud sudanesi sono stati ricollocati e accolti in nuovi campi o si sono stabiliti nelle zone in prossimità dei campi. La mancanza di acqua e più in generale le scarse pratiche igieniche sono la principale causa del propagarsi di malattie. Oxfam copre i bisogni principali in termini di acqua e igiene (WaSH) di 65,332 persone all'interno dei campi e nelle zone circostanti, includendo tra i beneficiari, oltre ai rifugiati sud sudanesi, anche la popolazione locale che li accoglie.
SUD SUDAN
Quasi 4 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa del conflitto; l’Uganda ospita 1 milione di rifugiati, e un altro milione sono fuggiti in Etiopia, Sudan, Repubblica Democratica del Congo. La maggior parte sono donne e bambini. Oxfam lavora per garantire acqua, cibo e servizi igienico sanitari ai più vulnerabili, inclusi coloro che si sono rifugiati nelle isole più remote in mezzo alle paludi. Nel 2017 ha aiutato oltre 500.000 persone.
SIRIA
Lo scorso anno Oxfam ha aiutato circa due milioni di persone nel paese e in quelli ospitanti, come Libano e Giordania, garantendo acqua potabile, servizi igienici e cibo, oltre ad aiuti per avere un reddito e agevolando l’accesso alle opportunità di lavoro e ai servizi sanitari, sociali e legali, e sostenendo i rifugiati con progetti di accoglienza o attraverso i corridoi umanitari. In Siria Oxfam ha garantito acqua pulita a più di 1.5 milioni di persone in 10 governatorati, e sta lavorando nella promozione della salute e dell’igiene, nello smaltimento dei rifiuti solidi e nel sostegno alle attività generatrici di reddito.
ITALIA
In Italia un numero stimato di 10.000 migranti, inclusi richiedenti asilo e rifugiati, vive al di fuori del sistema di accoglienza, in condizioni precarie, marginalizzati, senza alcuna assistenza istituzionale e con limitato accesso a cure mediche, in accampamenti informali spesso privi di acqua e servizi igienico sanitari. L’intervento umanitario di Oxfam in Italia è basato sul un approccio di protezione a sostegno dei diritti dei migranti, garantendo anche assistenza concreta in risposta a bisogni immediati. Oxfam lavora con le organizzazioni partner esperte in assistenza legale e con le associazioni sul territorio; il team mobile di Oxfam si indirizza verso i migranti più vulnerabili in Sicilia e in Liguria, a Ventimiglia, garantendo informazioni legali, orientamento in termini di servizi specializzati cercando di rispondere alle esigenze di ciascuno.
YEMEN
Dall’inizio del conflitto, nel marzo 2015, sono morti oltre 5.550 civili, e 3 milioni di persone sono state costrette a abbandonare il paese sull’orlo della carestia. Più della metà della popolazione non ha cibo sufficiente. Raid aerei, combattimenti, razzi e cecchini hanno distrutto case, scuole, ospedali, fabbriche, fattorie. Anche prima dell’ultima escalation del conflitto, più di 10 milioni di yemeniti soffrivano la fame ogni giorno. Lo Yemen era il paese più povero del Medio Oriente, e povertà e disuguaglianza erano in continua crescita. Oggi la situazione è drammaticamente peggiorata, anche perché lo Yemen è inoltre attraversato dalla più grande epidemia di colera che sia stata mai registrata. Da aprile l’epidemia si è diffusa in ogni angolo del paese, già martoriato dalla guerra, uccidendo più di 2.200 persone. Dal luglio 2015 Oxfam ha aiutato più di 2.8 milioni di persone in 9 governatorati garantendo acqua e servizi igienico sanitari, assistenza economica, e buoni per il cibo.
IRAQ
4.2 milioni di persone sono fuggite dalle zone di conflitto e hanno un disperato bisogno di assistenza umanitaria. Oxfam lavora per ripristinare i servizi di base quali acqua e servizi igienico sanitari e promuovere attività generatrici di reddito per gli sfollati che tornano a casa. Dall’inizio del lavoro nel paese, Oxfam ha raggiunto quali 2 milioni di persone, di cui quasi 100.000 solo a Mosul.
BANGLADESH
Solo da agosto 2017, i rifugiati arrivati in Bangladesh sono stati 671.000, e centinaia continuano ad arrivare ogni settimana. Più della metà sono bambini sotto i 18 anni, e più della metà donne e bambine, ospitati in campi per sfollati le cui condizioni sono drammaticamente peggiorate con l’arrivo della stagione dei monsoni. Oxfam lavora per garantire acqua e servizi igienico sanitari, e installando impianti fognari a beneficio di 50.000 persone. Nella zona di Teknaf garantisce 300.000 litri d’acqua potabile al giorno. Fino ad ora ha raggiunto almeno 240.000 persone.
GAZA
Dal 2006, la popolazione di Gaza sta vivendo un deterioramento della propria economia, dei servizi di base ed una continua distruzione di infrastrutture a causa delle 3 guerre e del blocco imposto su Gaza tuttora in corso. Si stima che il 65% della popolazione di Gaza non abbia un accesso sostenibile all’acqua potabile e dipenda da fornitori privati spesso irregolari e senza licenza, che non rispettano gli standard igienici minimi, esponendo così la popolazione a gravi rischi per la propria salute. A causa del blocco e delle restrizioni imposte da Israele, le comunità – e soprattutto i giovani - vedono poi drammaticamente ridotte le possibilità di lavorare o avere dei redditi sostenibili. Oxfam Italia ha posto particolare attenzione sull’accesso all’acqua potabile e le condizioni igieniche e ambientali della popolazione beneficiaria, costruendo un impianto di desalinizzazione delle acque salmastre, unito a serbatoi per lo stoccaggio e punti di riempimento, che servirà 10.000 persone.
ECUADOR
Il 18 aprile 2016 un terremoto di 7.8 gradi della scala Richter ha colpito l’Ecuador causando 670 morti, , più di 6.274 feriti, oltre 10.500 edifici distrutti colpendo quasi 750.000 persone. Oxfam ha iniziato fin da subito, in collaborazione con le istituzioni governative e le associazioni locali, le attività relative alla somministrazione di acqua potabile e l'installazione di strutture igieniche (docce e latrine) a beneficio delle persone ospitate nel rifugio vicino al vecchio aeroporto di Portoviejo, lavorando per riabilitare le condotte idriche in 5 municipalità e 8 comunità della provincia più colpita. Fino a oggi, abbiamo aiutato 75.000 persone in 30 comunità.
ETIOPIA
Dopo 18 mesi di siccità causata da El Niño la regione del Corno d’Africa sta attraversando un altro periodo di assenza di precipitazioni, che ha colpito comunità di agricoltori e pastori aggravandone le condizioni già drammatiche. I raccolti sono seccati e il bestiame ha cominciato a morire, mentre la mancanza d’acqua causa l’insorgere di malattie come il colera e la diarrea: a marzo si sono già registrati 21.000 casi in Etiopia, dove 8.5 milioni di persone soffrono la fame, specialmente nella regione Somali del Sud. La mancanza di acqua e cibo hanno aggravato la condizione dei rifugiati e degli sfollati: con più di 780.000 rifugiati, l’Etiopia è uno dei paesi africani che ne ospita di più. Oxfam garantisce aiuto nelle zone più remote della regione Somali del Sud, la regione più colpita e la meno interessata dagli aiuti internazionali. Fino a oggi oltre 653.000 persone hanno ricevuto acqua e aiuti in denaro, e 212.000 capi di bestiame sono stati vaccinati.
Cibo per la mente
Gli alunni analizzano le disparità del sistema alimentare globale per imparare, pensare e agire come cittadini globali attivi.
Educazione interculturale attraverso gli studi religiosi
Educazione interculturale per favorire il rispetto delle identità culturali, sociali e religiose.
Make the Link. Tecnologia e Scienza Contro la Povertà
Sviluppa le competenze scientifico-tecnologiche degli alunni inserendoli nel contesto dell’attualità globale per comprendere i problemi che affrontano i paesi in via di sviluppo.
Casebook
Fornisce strumenti concreti per il lavoro quotidiano degli orientatori professionali, formatori di orientatori professionali, studenti universitari e profili che lavorano nell’integrazione lavorativa dei migranti.
Mobnet
Un progetto di mobilità finanziato dalla Commissione Europea che vuole incoraggiare uno scambio transfrontaliero di conoscenze, esperienze e capitale umano fra giovani e aspiranti imprenditori della sponda nord e sud del Mediterraneo.
Be your own boss
Educazione e imprenditorialità, per uno sviluppo incrociato e trasversale del lavoro e un percorso di apprendimento creativo e dinamico, capace di lasciare i futuri imprenditori liberi di lanciare il loro progetto aziendale con successo.
Mednet
Un progetto finanziato dalla Regione Toscana per rafforzare la consapevolezza e il lavoro di associazioni giovanili della sponda nord e sud del Mediterraneo che vogliono giocare un ruolo attivo nella comprensione dei processi di cambiamento culturale, economico, politico e sociale.
Douglas
La prestigiosa catena di profumerie anche quest’anno ospiterà i volontari Oxfam per fare i pacchetti di Natale, per sostenere le nostre attività nelle principali emergenze umanitarie.
Huawei
L’azienda quest’anno ha sostenuto per il secondo anno consecutivo, in diverse scuole italiane il progetto “Make the Link, Technology Supporting Emergencies” per evidenziare il ruolo della tecnologia nelle emergenze. L’azienda ha coinvolto anche i propri dipendenti e devoluto il ricavato del Huawei Christmas Concert 2016 a favore di Oxfam Italia.
Molino Rossetto
La storica azienda di Padova, impegnata con noi dal 2015 in Ecuador, ha risposto al terremoto che ha colpito il Paese nel giugno del 2016 con attività di raccolta fondi e sensibilizzazione, e con l’impegno personale di Chiara Rossetto, CEO dell’azienda di famiglia e testimonial Oxfam.
Lavazza
A fianco di Oxfam Italia da molti anni, conferma il proprio sostegno alle attività dell’organizzazione e in particolare la propria sensibilità per gli aiuti in situazioni di emergenza.
Yoga Essential
A fianco di Oxfam Italia da alcuni anni, anche con una linea di abiti dedicata, ha risposto ancora una volta con entusiasmo alla richiesta di appoggiare la raccolta fondi per reagire alle emergenze. Fondamentale l’entusiasmo della sua fondatrice, Elena Vitale, nel creare occasioni ad hoc per coinvolgere un pubblico sempre più vasto di sostenitori.
Aveda
In Italia Aveda prosegue la sua collaborazione con Oxfam con la quale dà vita a numerose attività volte ad accrescere l’attenzione e la visibilità della campagna per il Mese della Terra e a incrementare la raccolta fondi per intervenire nelle più gravi emergenze del mondo portando acqua potabile.
Fondazione Zegna
Insieme nei Territori Occupati Palestinesi per migliorare la condizione di vita della comunità beduina dando voce ai loro diritti e per rilanciare il ruolo delle donne e dei giovani.
Fondazione Lavazza
Ci aiuta a sostenere le attività dell’organizzazione con una particolare sensibilità per gli aiuti in situazioni di emergenza.
Aziende al nostro fianco
Alessandro Enriquez, Alessi, Artoni Trasporti, Aveda, Banner Boutique, Barilla, Chopard, Coin, Coop, Cordenons, Costa Crociere, Damiani, Edenred, Expo 2015, Fao & Ifad, Ferrero, Fidenza Village, Fondazione Cariplo, Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza, Fondazione Intesa Sanpaolo, Fondazione Telecom, Fondazione Zegna, Goodyear, Gucci, Huawei, Il Gufo, Intesa San Paolo, Io Donna, Iswa, Kedrion, Lario Hotels, Lavazza, Lebole Gioielli, Living, Metroweb, Mondelez, Molino Rossetto, Montblanc, Next Economia, Nielsen, Okite, Private Griffe, Qc Terme, Qvc, Roger Vivier, The Circle Italia, Torrefazione Marchi, Trevalli Cooperlat, UBS, Uila, Wearessential.
filarete srl
Digital Agency Firenze

www.filarete.eu
Lettera aperta di Oxfam ai leader dei gruppi politici che si presentano alle elezioni italiane del 4 Marzo 2018
Gentile…

Ci rivolgiamo a Lei a nome di Oxfam Italia, affiliata a Oxfam International, una delle più grandi organizzazioni non governative del mondo, che da decenni è impegnata nella lotta contro la povertà.

Ogni anno in occasione del Forum Economico Mondiale che si tiene a Davos Oxfam propone all’attenzione dei leader politici, del mondo dell’impresa e dell’opinione pubblica un rapporto (chiamato quest’anno Ricompensare il lavoro, non la ricchezza, qui allegato) in cui viene posta l’attenzione sulla crescente disuguaglianza estrema di ricchezza e reddito. Un fenomeno che tocca tutti i paesi economicamente avanzati, emergenti, in via di sviluppo, ostacolando la coesione sociale e lo sviluppo economico sostenibile.

Oggi 7 cittadini su 10 vivono in un Paese, Italia compresa, in cui la disuguaglianza è aumentata negli ultimi 30 anni. L’1% più ricco della popolazione mondiale detiene più ricchezza del restante 99%. In Italia, il 40% della ricchezza nazionale netta nel 2017 è stata appannaggio del 5% più ricco di nostri connazionali.  E il divario nella distribuzione dei redditi non è da meno: secondo gli ultimi dati Istat disponibili il 20% più povero dei cittadini italiani dispone solo del 6,3% del reddito nazionale contro il 40% posseduto dal 20% più ricco. In un sondaggio realizzato da Demopolis per Oxfam Italia la maggioranza dei cittadini italiani intervistati (61%) ha dichiarato di aver percepito un trend crescente della disuguaglianza in Italia tra il 2011 e il 2016. L’80% del campione intervistato ritiene prioritario ed urgente il contrasto alle disuguaglianze.

Per operare in questo ambito, molte misure possono essere intraprese. Il rapporto Ricompensare il lavoro, non la ricchezza ne evidenzia alcune:

In merito alla fiscalità, secondo Oxfam una maggiore progressività dei sistemi fiscali e misure di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale garantiscono una più equa distribuzione delle risorse in Italia, mentre in ambito internazionale è necessario cooperare con altri Paesi per contrastare la deleteria corsa globale al ribasso in materia di tassazione d’impresa e per la messa al bando dei paradisi fiscali.

In ambito di politiche del lavoro, secondo Oxfam un lavoro ben retribuito e tutele solide per i lavoratori sono indispensabili perchè tutti i cittadini possano beneficiare dei vantaggi derivanti dalla crescita economica che lentamente sta riprendendo anche nel nostro paese, inoltre sono auspicabili misure e incentivi a sostegno di modelli imprenditoriali virtuosi che praticano una maggiore equità retributiva e garantiscono livelli salariali dignitosi; l’introduzione di un tetto agli stipendi dei manager, in modo da contenere il divario retributivo nel rapporto 20:1; l’eliminazione del divario retributivo di genere.

In tema di spesa pubblica, secondo Oxfam per ridurre le disuguaglianze sono fondamentali servizi pubblici di qualità in ambito sanitario ed educativo, adeguatamente sostenuti dal bilancio pubblico, a cui tutti i cittadini possano avere accesso senza discriminazioni di alcun tipo e senza disparità dovute al contesto territoriale in cui vivono, insieme a misure di protezione sociale per le fasce più povere della popolazione.

In qualità di cittadini, elettori e rappresentanti di una società civile attenta ai grandi problemi del nostro tempo e del nostro paese, Le chiediamo quali politiche Lei ed il suo gruppo politico intendono perseguire una volta al Governo per ridurre i livelli di disuguaglianza, in particolare sui temi sopra evidenziati: fiscalità, lavoro e spesa pubblica.

Nel ringraziare per l’attenzione, confermiamo che tutte le risposte pervenute saranno pubblicate sul sito di Oxfam Italia così da poter informare i nostri soci, donatori e sostenitori della posizione del Suo partito sui temi da noi sollevati.

Restando a disposizione, attendiamo fiduciosi una risposta. Grazie e buon lavoro,

Roberto Barbieri, Direttore Generale, Oxfam Italia
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