La Neretva ha superato i tre metri e mezzo; sospesa l'attività della centrale idroelettrica di Capljina. Credits: Oxfam Italia

L'Alta Neretva

La peggiore alluvione del secolo. La Bosnia Erzegovina e tutti i Balcani Occidentali sono sconvolti dallo straripamento di fiumi e corsi d’acqua che, dopo settimane di piogge, stanno producendo danni incalcolabili.
I senza tetto sono decine di migliaia. In Bosnia i fiumi Drina e Neretva sono esondati. Zone di particolare criticità sono segnalate a Gorazde, Foca e Bratunac, dove centinaia di persone sono state fatte evacuare dalle proprie abitazioni, mentre a Visegrad e Zvornik e nel nord-est, nell’area di Bijeljina, la Drina ha allagato oltre 1000 case. La situazione di grande allarme non si limita alla sola Bosnia Erzegovina. In Montenegro, che oggi ha chiesto aiuto alla Nato per l’invio di mezzi anfibi e materiale di prima necessità per le popolazioni evacuate, undici delle 21 province sono interessate dall’acqua alta provocata dall’innalzamento del livello di tutti i fiumi.
A fare più paura è tuttavia il livello del Lago di Scutari, al confine con l’Albania, salito ormai a dieci metri sopra il livello del mare. Anche nel Nord Albania infatti la situazione è drammatica. Nel Distretto di Scutari ci sono oltre 5000 evacuati e le strade di collegamento tra Tirana e il Nord del paese sono praticamente interrotte. Anche nella capitale albanese la situazione è molto pesante con allagamenti e persone rimaste senza casa. Una volta che le acque saranno rientrate nell’alveo dei fiumi resterà da gestire la parte della ricostruzione e ristrutturazione delle case danneggiate (si parla di diverse migliaia in tutta l’area) oltre alla necessità di far ripartire l’economia in territori già profondamente segnati.
Molte delle aree colpite da queste alluvioni sono luoghi nei quali Oxfam lavora attraverso i vari progetti da diversi anni. Nei prossimi giorni vi daremo ulteriori sviluppi della situazione che sta evolvendo sul terreno, ma una cosa è già certa: ci sarà molto lavoro da fare per tornare alla normalità. Sperando che non ricominci a piovere…

Alessandro Bechini, Oxfam Italia