Emergenza Siria: a rischio la protezione dei civili

11 Ottobre 2019
Emergenza Siria: a rischio la protezione dei civili

I civili nel nord-est della Siria sono a rischio e gli aiuti umanitari potrebbero essere interrotti a seguito al lancio di questa nuova operazione militare nell’area

I rapporti dei soccorritori umanitari presenti sul campo ci raccontano che i civili stanno già fuggendo e che alcuni servizi vitali sono stati interrotti, tra cui strutture mediche e forniture idriche.

Si stima che 450.000 persone vivano entro i 5 km dal confine tra Siria e Turchia e sono da considerare a forte rischio se tutte le parti non esercitano la massima moderazione e danno priorità alla protezione dei civili. La popolazione comprende, tra gli altri, 90.000 sfollati interni, che sono già stati costretti a fuggire dalle loro case già almeno una volta nella guerra implacabile della Siria.

Secondo l’ufficio Umanitario delle Nazioni Unite (OCHA), ci sono almeno 1,65 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria nella Siria nord-orientale. La risposta umanitaria salvavita è seriamente minacciata se l’instabilità di questi giorni porterà le agenzie a sospendere o a spostare la propria programmazione e il proprio personale, come già sta accadendo, considerando che con la grave crisi in corso in Idlib e le enormi esigenze in tutto il paese, la risposta agli aiuti in Siria è già arrivata al punto di rottura.

Le 15 agenzie umanitarie – firmatarie di questa nota – esortano le parti in conflitto a rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario e ad assicurarsi che si astengano dall’utilizzare armi esplosive nelle aree popolate. Devono garantire che vengano prese tutte le misure per proteggere i civili e facilitare un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli. Le persone che vivono nell’area colpita da questa azione militare hanno il diritto alla libertà di movimento e non devono essere forzatamente spostate dalle loro case.

Allo stesso modo, non devono esserci rimpatri forzati di rifugiati che vivono in Turchia verso la Siria. Chiunque tornasse potrebbe essere esposto a gravi minacce per la loro sicurezza; tra l’altro secondo il governo turco, circa l’83% dei tre milioni di siriani in Turchia non proviene dal nord-est.

La comunità internazionale ha un ruolo importante da svolgere nel contribuire a risolvere questa crisi. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite deve sottolineare la necessità di moderazione e ribadire l’importanza di proteggere i civili e facilitare operazioni umanitarie senza ostacoli.

La situazione della sicurezza nell’area è già fragile, con decine di migliaia di combattenti e le loro famiglie detenute in campi e centri di detenzione.
Tutti i bambini devono essere protetti e forniti assistenza umanitaria e i paesi di origine dovrebbero adottare misure immediate per rimpatriare i 9.000 bambini stimati da almeno 40 nazionalità diverse che si trovano nella Siria nord-orientale.

È necessario quindi un intervento urgente per garantire che la situazione umanitaria nel nord-est della Siria non peggiori ulteriormente, con conseguenze potenzialmente disastrose per famiglie e bambini che si ritrovano nuovamente coinvolti in incubo di violenza mortale.

Action Against Hunger
Christian Aid
CARE International
DanChurchAid
Diakonie Katastrophenhilfe
Humanity & Inclusion
International Rescue Committee
Medecins du Monde
Mercy Corps
Norwegian Refugee Council
Oxfam
People in Need
Terre Des Hommes Italy
Un Ponte Per
World Vision