Un esperto analizza l'acqua di una cisterna appena costruita. Credits: OxfamGB

Analisi dell'acqua in una cisterna appena costruita

A un anno dal terremoto di Haiti, Oxfam presenta un bilancio delle proprie attività nel paese nel Rapporto delle attività 2010 che descrive in dettaglio interventi realizzati, allocazione dei fondi e beneficiari raggiunti. Grazie alla reazione di migliaia di persone in tutto il mondo e all’aiuto di governi e istituzioni la confederazione internazionale Oxfam ha raccolto circa 98 milioni di dollari, di cui 536.000 euro raccolti da Oxfam Italia. Di questi, 200mila euro sono già stati spesi, principalmente per attività di sostegno all’agricoltura (50% dei fondi), ma anche per fornire assistenza sanitaria (35%) e garantire acqua, misure igieniche e sanitarie alla popolazione (15%).
Ad Haiti Oxfam conta su oltre 900 operatori, il 90% dei quali haitiani, e collabora con oltre 100 organizzazioni nella gestione di programmi per fornire acqua, servizi igienici, scorte alimentari, mezzi di sostentamento, protezione, attività di tipo psicosociale e sostegno all’agricoltura. In totale, alla fine di dicembre 2010 1 milione e 200.000 persone sono state raggiunte dall’intervento di Oxfam.

Inoltre, in un documento di analisi socio economica e politica Oxfam chiede al governo haitiano e ai donatori di superare la paralisi e cominciare la ricostruzione. Un paese ancora fermo, vittima dell’indecisione del governo haitiano, di donatori che perseguono finalità proprie e del fallimento della Commissione ad interim per la ricostruzione. Sono questi alcuni dei fattori che frenano la rinascita di Haiti secondo il rapporto “From relief to recovery”, diffuso da Oxfam.