Tra le fiamme di Lesbo si consuma il fallimento dell’Europa

9 Settembre 2020

A migliaia senza riparo dopo l’incendio che ha distrutto il campo profughi di Moria a Lesbo: appello per un’inchiesta sulle responsabilità dell’Unione Europea

Oltre 6 mila migranti rimasti senza un riparo, è questo il primo bilancio dell’incendio che ha completamente distrutto nelle ultime ore il campo di “Moria” a Lesbo, incluse le tende allestite fuori dal campo ufficiale dove in migliaia sopravvivevano fino a ieri in condizioni disumane, privati quasi completamente di qualsiasi servizio essenziale.

La tragedia che si sta consumando a Lesbo è il simbolo del fallimento delle politiche adottate dall’Unione europea e dagli stati membri nella gestione della crisi migratoria negli ultimi anni. Senza ignorare le responsabilità del Governo greco, è necessaria un’immediata indagine da parte del Parlamento europeo che accerti le responsabilità delle istituzioni europee e dei suoi stati membri che hanno portato alla pessima gestione dei campi sponsorizzati dall’UE nelle isole greche. In particolare nel campo di Moria dove, fino a ieri, dopo l’esplosione della pandemia da coronavirus, vivevano ammassati più di 12 mila uomini, donne e bambini in uno spazio concepito per meno di 3 mila persone. Un’indagine che deve riguardare la gestione di tutti gli hotspot creati sulle isole greche, con l’obiettivo di prevenire il ripetersi di tragedie come questa e di garantire finalmente la tutela dei diritti umani dei migranti.

Di fronte a questa situazione, la Commissione europea ha annunciato questa mattina che l’Ue finanzierà il trasferimento immediato e la sistemazione sulla terraferma dei 400 minori non accompagnati che ancora rimangono sull’isola.

“Tutto questo si poteva prevenire, la speranza è che adesso si inneschi un’immediata inversione di rotta – ha dichiarato Spyros-Vlad Oikonomou del Greek Council for Refugees – L’annunciato trasferimento di tutti i minori non accompagnati di Moria nella Grecia continentale è un primo passo importante, adesso però è quanto mai urgente un immediato trasferimento di tutti i migranti intrappolati nelle isole greche negli altri Paesi europei”.

Un passo che, sottolineano le due organizzazioni, potrà essere realizzato solo con una completa assunzione e condivisione di responsabilità da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione, Italia inclusa.