I migranti al gelo di fronte al muro dell’Europa

10 febbraio 2017
Migranti al gelo in Serbia

In Serbia, stiamo distribuendo abiti e coperte a migliaia di migranti lasciati al freddo in condizioni disumane.

Mentre in Europa seguiamo le vicende dei rifugiati che attendono di conoscere il proprio destino per recarsi negli Stati Uniti, a seguito dell’ordine esecutivo del Presidente Trump, che vieta l’ingresso ai cittadini provenienti da sette paesi – ordine momentaneamente sospeso grazie all’intervento della Corte federale d’appello – in questa stessa Europa migliaia di persone subiscono la stessa sorte.

Cosa succede in Serbia?

Almeno duemila migranti e rifugiati rischiano la vita perché esposti al gelo e alle intemperie. Non ci sono abbastanza posti per chi, dopo viaggi lunghissimi e pericolosi, è arrivato fuggendo fame e violenza. Molti non li cercano neppure, perché hanno paura delle deportazioni da parte delle autorità serbe.

Anche qui, come in Sicilia, siamo al loro fianco, distribuendo abiti caldi e coperte, perché possano sopravvivere. Solo a Belgrado almeno 1.500 migranti, inclusi centinaia di bambini, vivono in condizioni disumane in baracche abbandonate vicino alla stazione centrale. Molte famiglie si sono accampate al confine con l’Ungheria, sperando di poter proseguire il viaggio verso nord.

“Non abbiamo nulla per scaldare l’acqua. Non abbiamo scarpe. Nevica sempre” racconta Farzin, 25 anni, iraniano.

Le temperature sono arrivate a venti gradi sotto zero: nelle baracche si dorme per terra, su un pezzo di cartone. Molti non hanno scarpe, coperte, vestiti pesanti. C’è una sola fonte per 1.200 persone. L’aria è appestata dal fumo, perché i migranti bruciano qualsiasi cosa per scaldarsi. Pidocchi e scabbia sono diffusissimi.

Per mesi il governo serbo ha proibito qualsiasi aiuto, con la giustificazione che avrebbe facilitato l’arrivo di più persone. Solo quando l’attenzione dei media si è fatta sentire in modo prepotente le autorità hanno permesso un intervento temporaneo.

Nelle ultime due settimane, insieme con il partner locale Miksalista, abbiamo distribuito abiti invernali, scarpe, coperte, materassi e sacchi a pelo ai migranti di Belgrado, un terzo dei quali ragazzi sotto i 18 anni. 

Facciamo inoltre pressione sul governo di Belgrado perché garantisca un’accoglienza dignitosa, e la possibilità di richiedere asilo, così come previsto dalla normative internazionale.

Firma la petizione Stand as one e aiutaci a garantire il rispetto dei diritti di chi fugge da violenza e fame.