40 mila migranti in Grecia sono vittime di sofferenze inimmaginabili

18 Marzo 2020

Lesbo, campo di Moria, disumanità nel cuore dell’EuropaLa peggior catastrofe umanitaria in Europa

A quattro anni dall’accordo tra Unione Europea e Turchia, oltre 40 mila richiedenti asilo sono intrappolati in condizioni disumane nei cinque campi profughi allestiti dalla Ue nelle isole greche. Un numero sei volte superiore alle effettive capacità di accoglienza delle strutture.

Parliamo di uomini, donne e bambini, in fuga da guerra e persecuzioni, in paesi come la Siria, l’Afghanistan o l’Iraq.

La situazione nel campo di Moria, Lesbo

Circa 20 mila persone sono ammassate in una struttura adibita per accoglierne un numero sette volte inferiore. Quasi la metà sono bambini, di cui il 60% di loro ha meno di 12 anni e il 15% è arrivato qui da solo.

Tra di loro c’era anche la piccola bimba afgana di sei anni, orfana di padre, morta lunedì scorso nell’incendio che ha colpito il campo finanziato dall’UE e che, date le condizioni in cui si trova, avrebbe potuto fare molte altre vittime.

Una situazione che ha conseguenze psicologiche drammatiche per bambini costretti a vivere, spesso senza assistenza sanitaria. in una permanente condizione di paura, angoscia e insicurezza, anche per periodi lunghissimi. Esposti a nuovi traumi, dopo esser sopravvissuti a conflitti atroci e viaggi pericolosissimi.

Il 13 marzo, il governo greco ha inoltre annunciato, a causa della diffusione del coronavirus COVID-19, la sospensione di tutte le procedure di asilo fino a venerdì 10 aprile.

Appello alla Grecia e all’Unione Europea

Insieme al GCR (Greek Council for Refugees) abbiamo diffuso un nuovo rapporto “Update onthe EU ‘hotspot’Moria, by the Greek Council for Refugees and Oxfam”, in cui denunciamo le condizioni disumane e le detenzioni indiscriminate di cui sono vittime uomini, donne e bambini, nei cinque campi allestiti dalla Ue nelle isole greche, per effetto delle politiche illegali esercitate dal Governo greco e dell’indifferenza della Unione Europea e degli altri stati membri.

Chiediamo che vengano forniti immediati aiuti umanitari alle persone intrappolate nelle isole e vengano cancellati i piani per la costruzione di nuovi campi di detenzione.

Chiediamo ai governi europei che agiscano subito insieme, condividendo la responsabilità nei confronti delle persone che arrivano in Europa e aiutandoli a ricostruirsi una vita.