Fame e sangue a Gaza

16 maggio 2018

Nella Striscia di Gaza la situazione umanitaria è disperata

L’isolamento di Gaza

Dieci anni di blocco da parte di Israele hanno causato il collasso delle infrastrutture e dei servizi di base per 2 milioni di abitanti intrappolati nella Striscia di Gaza, in maggioranza rifugiati, ormai allo stremo.

Il valico Kerem Shalom, uno dei pochissimi punti di accesso per i beni e gli aiuti in entrata e uscita da Gaza, dopo essere rimasto danneggiato negli scontri di due giorni fa, al momento è aperto solo per il passaggio di pochissimi beni essenziali, insufficienti ai bisogni della popolazione.

Quasi la metà degli abitanti di Gaza non ha cibo a sufficienza, il tasso di disoccupazione è arrivato oltre il 40% e circa 23.550 persone sono ancora senza casa dalla guerra del 2014.

Oxfam al momento sta aiutando 258.000 persone fornendo cibo, acqua e servizi igienici vitali, ma la situazione umanitaria è disperata aggravata dalle violenze degli ultimi giorni.

Appello urgente alla comunità internazionale

Condanniamo fermamente l’uccisione di oltre 60 dimostranti. La comunità internazionale deve agire immediatamente per porre fine alle violenze e assicurare un contenimento dell’escalation della crisi da ambo le parti.  È necessario avviare immediatamente un’indagine indipendente sulle uccisioni avvenute in questi giorni, per accertare le violazioni del diritto internazionale e consegnare alla giustizia i colpevoli.