Siria. Hussein riabbraccia la madre dopo due mesi di separazione. Sam Tarling/ Oxfam

Siria, madre e figlio si ritrovano

Di fronte all’aggravarsi della crisi siriana, che rischia di destabilizzare l’intera regione mediorientale, 250 organizzazioni della società civile araba con cui Oxfam collabora, hanno scritto una lettera a Barack Obama e Vladimir Putin, invocando negoziati di pace e una road map che porti la Siria fuori dalla guerra civile.


Le persone colpite da questo conflitto saranno, entro la fine dell’anno, 13/14 milioni, un quarto dei quali profughi in Libano, Giordania e in altri paesi confinanti – si legge nella lettera – chiediamo con urgenza alla comunità internazionale, e particolarmente ai presidenti di USA e Russia, di adottare tutte le misure necessarie per trovare una soluzione politica e fermare lo spargimento di sangue in Siria”.

Un tavolo negoziale che abbia al centro  la richiesta di un immediato cessate il fuoco in tutta la Siria, da parte di Governo e opposizione, è quanto le 250 organizzazioni chiedono a Obama, Putin e a tutta la comunità internazionale, condizione necessaria per garantire una soluzione politica al conflitto.
Chiediamo inoltre che sia assicurato un Ginevra 2, una conferenza che realisticamente ridisegni il futuro per la Siria e un processo di pace trasparente e inclusivo di tutte le voci della comunità siriana”, si legge ancora nella lettera.

Dichiarazione di Maurizia Iachino, Presidente di Oxfam Italia:
“Sosteniamo con convinzione le richieste provenienti dalle organizzazioni della società civile araba, perché crediamo sia necessario trovare una soluzione politica a questa crisi. Condanniamo con forza l’uso di armi chimiche, l’uccisione indiscriminata di civili, le violazioni dei diritti umani. L’intervento armato non offrirà soluzioni, ma aggraverà una situazione che è già drammatica, come testimoniano i nostri operatori e partner impegnati da mesi nei campi profughi. La sofferenza umanitaria in Siria è enorme: più di 100.000 morti a oggi e quasi 2 milioni di rifugiati. Apprezziamo l’impegno del nostro Governo diretto a evitare un attacco armato unilaterale, e incoraggiamo ogni suo sforzo anche in Europa.  Agli altri leader del mondo, che si riuniranno al G20 la prossima settimana, chiederemo di rilanciare con urgenza il processo di pace”.

Le organizzazioni che hanno firmato la lettera:
Arab Network for NGO Development (ANND)  – Regional based in Lebanon – 25 member organisation, of which 9 are Syrian NGOs.
Arab Programme For Human Rights Activists (APHRA) – Regional based in Cairo – 50 member organisations.
Arab Coalition for Darfur (ACD) – Regional based in Cairo -100 member organisation, across 19 Arab countries.
Tadamoun Council – Egyptian CSO, based in Cairo.
Libyan Organisation for Human Rights- Libyan, based in Tripoli.
Shams Centre- OPT, based in Ramallah
Confederation of Civil Society organisations – Sudan
Arab Renaissance for Democracy and Development (ARRD) – Jordan, based in Amman.
Civil rights Observation Centre – Sudan.
Arms Control Campaign – MENA Region – based in Lebanon
Middle East non Violence and Democracy Network (MENAPPAC)  50 members – based in Lebanon- across 17 countries (including Turkey and Iran)
The non-violence network – based in S. Lebanon- (110 member organizations) across 19 Arab countries.
Permanent Peace Movement (PPM)- Lebanon.
Etana Relief organisation- Syrian- based in Lebanon.
The Cairo Institute for Human Rights Studies (CIHRS), based in Cairo.


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