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Un paese che scivola in basso, incapace di affrontare la crisi economica e di guardare al futuro.Visione di corto respiro, servizi sociali indeboliti impediscono al nostro paese di affrontare i veri nodi della crisi. Il rapporto 2010 del Social Watch, rete della società civile attiva in oltre 60 paesi, lanciato a Roma il 17 febbraio 2011 descrive la “caduta libera dell’Italia” attraverso indici e statistiche ufficiali. Ne emerge un quadro poco rassicurante.


A partire dalla condizione della donna, uno degli indicatori principali dello stato di salute di una società. Nel 2009, per la prima volta dal 1996, il tasso di occupazione femminile ha fatto registrare segno negativo, scendendo al 46,4% e mostrando un ulteriore peggioramento nel 2010. Una decisa inversione di tendenza dopo che l’occupazione delle donne era salita dal 1996 al 2009 di quasi 10 punti percentuali.  “Questa situazione non è solo conseguenza della crisi finanziaria, ma anche di politiche che colpiscono l’universalità dei diritti e la coesione sociale, promosse in una logica di corto respiro”, commenta Jason Nardi, portavoce di Social Watch Italia. “Se questo rapporto, partendo dalla situazione mondiale, guarda al ‘dopo la caduta’ con la prospettiva di una ripresa, in Italia la situazione è ancora proiettata verso il basso: si continua a cadere”.

Altri indicatori sociali testimoniano lo stato di crisi del paese: per approfondire leggi il comunicato di lancio del Social Watch per intero o scarica la scheda di presentazione del nuovo rapporto Social Watch 2010 e il materiale della cartella stampa.