Storie dal campo da Gaza

18 Marzo 2013
Storie dal campo da Gaza

Storie dal campo

Emad Hamada,  53 anni, commerciante di foraggio, viene da Gaza City

La società di Emad Hamada è una delle imprese nella Striscia di Gaza che soffre ogni giorno degli ostacoli imposti dagli israeliani, come al chiusura del valico di Kerem Shalom.

Ogni volte che questo è chiuso, l’impresa Hamada è soggetta a significative perdite di profitto che arrivano a d ammontare per migliaia di dollari con conseguente tagli sugli stipendi e orari di lavoro dei suoi dipendenti. Durante l’operazione Piombo fuso tra dicembre 2008 e gennaio 2009, l’impresa Hamada ha subito gravi Danni a causa dei bombardamenti; il pollame è morto di fame.


Ismail Tarabeen, 45 anni, contadino, viene da Johor Al-Deek

Ismail Tarabeen_Credits: Nabil Al Qattaa

Ismail Tarabeen_Credits: Nabil Al Qattaa

Ismail Tarabeen e sua figlia di 11 anni vivono vicino alla linea di confine tra la striscia di Gaza e Israele.

Ismail e la sua famiglia vivono in una casa di lamiera, senza l’essenziale come letti e mobilio dal momento che I loro averi son stati distrutti durante Piombo fuso. Ancora nel 2013, la famiglia dorme sul pavimento.  I bombardamenti hanno ferito 3 dei suoi bambini e il piccolo Ahlam di 8 anni ha perso l’udito.

Ismail provvede al sostentamento della famiglia grazie al pollame e il piccolo gregge; Ismail possiede in 8 acri di terra a Johor Al Deek ma a causa delle vicinanza al confine con Israele non può accedere alla terra. Il tratto di terra adiacente al confine viene chiamato ‘buffer zone’ una zona off limit che copre il 35% dell’area arabile di tutta la striscia. Dopo i bombardamenti del 2008 e del 2012, Ismail ha perso il suo raccolto e ora non ha più la capacità economica di investire.


Nafez Al-Aqra’, 43 anni, pescatore, viene da Deir Al-Balah

Pescatore - Credits: Ludovica Socci/Oxfam Italia

Pescatore – Credits: Ludovica Socci/Oxfam Italia

Gl israeliani hanno imposto restrizioni all’accesso anche delle acque territoriali, impedendo ai pescatori di esercitare oltre le 6 miglia nautiche impattando pesantemente sul settore della pesca. Dopo gli attacchi di Novembre 2012, l’accesso è stato esteso a 6 miglia nautiche, prima era solo di 3 sebbene questa misura adottata non sia che temporanea.

Nel 2010 il pescatore Nafez Al-Aqra’ fu ferito dalla marina israeliana mentre era nelle acque vicino al sud della strscia. Dopo 3 ore di pesca, all’alba la marina ha iniziato a fare fuoco sulla sua barca forzandolo ad attraccare alle rive di Ashdod arrestandolo e confiscando la sua barca togliendogli l’unica fonte di reddito per il sostentamento della sua famiglia.

Al-Aqra’ non ha piu continuato ad esercitare la pesca dopo l’esprienza traumatica del 2010 e soprattutto senza la capacita economica di reinvestire per riparare la sua barca. La sua famiglia di 12 figli sostenuta dal lavoro della moglie che guadagna 600 NIS al mese {125 euro}.