Storie dalla Siria. Ibraheem, il ricordo di una casa che non c’è più

15 Marzo 2020
Ibraheem, 48, Arbin, Siria sudoccidentale – Photo Credit: Dania Kareh

Ibraheem, 48, Arbin, Siria sudoccidentale – Photo Credit: Dania Kareh

Per giorni, il suono dei proiettili contro i muri era tutto quello che potevamo sentire. È stato allora che ci siamo resi conto che restare nella nostra casa nella Ghouta orientale non era più un’opzione. Insieme alla mia famiglia, sei persone, abbiamo deciso di fuggire nel 2017 lasciandoci tutto alle spalle. Siamo tornati un anno dopo per scoprire che quella che una volta era la nostra casa era solo un mucchio di macerie. Abbiamo preso un appartamento abbandonato e semi-danneggiato lì vicino, ad Arbin. Sono solo cinque minuti a piedi, ma sembra anni luce dalla vita che vivevamo una volta. Abbiamo a malapena tappeti che coprono i pavimenti o qualsiasi tipo di arredamento. Sono un dipendente del settore pubblico e le 60.000 sterline siriane che pago al mese (circa 60 dollari) sono a malapena sufficienti per coprire le spese di base della mia famiglia.

Mi spezza il cuore sapere che ho perso anni di duro lavoro e denaro per rendere la mia casa ormai perduta una casa. Una casa che non abbiamo più. Mi chiedo sempre, sarò in grado di riavere la vita che abbiamo avuto prima della guerra?

Immagino che alcuni sogni non si realizzino così facilmente.

* Ibraheem, 48, Arbin, Siria sudoccidentale

Oxfam aiuta le persone come Ibraheem ad Arbin riabilitando le reti idriche e garantendo alle famiglie cibo.