Child protection policy

SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA POLICY

Scopo della Policy è di promuovere e garantire il diritto dei minori alla protezione da ogni forma di maltrattamento, trascuratezza, sfruttamento e violenza. Oxfam Italia e Oxfam Italia Intercultura non accettano nessun tipo di abuso o sfruttamento nei confronti di minori.

La policy è da considerarsi vincolante per:

  • i membri del Consiglio di Amministrazione, il personale lavorativo e i volontari di Oxfam Italia e della Cooperativa Oxfam Italia Intercultura (da ora in poi chiamate organizzazione);
  • i giornalisti, testimonial, professionisti o qualsiasi altra persona che entri in diretto contatto con i progetti dell’organizzazione;
  • le scuole, gli enti locali, le associazioni o i gruppi che lavorino in partenariato con l’organizzazione in attività o progetti che implichino contatti diretti con bambini, bambine e adolescenti.

Il rispetto della policy deve essere garantito nella vita professionale e in quella privata.

L’organizzazione si impegna nella protezione dei bambini, delle bambine e degli adolescenti adottando le seguenti misure:

  • Consapevolezza: l’organizzazione garantisce che il personale, i volontari e i membri del Consiglio di Amministrazione siano consapevoli dei fenomeni del maltrattamento, trascuratezza e sfruttamento dei bambini e degli adolescenti e dei potenziali rischi ad essi connessi.
  • Prevenzione: l’organizzazione mira a garantire la riduzione del rischio attraverso la diffusione di buone pratiche, la creazione di un ambiente sicuro e a misura di bambino e l’incoraggiamento della partecipazione dei bambini e degli adolescenti.
  • Segnalazione: l’organizzazione garantisce che le persone coinvolte nei progetti e nelle attività dell’organizzazione abbiano chiaro le misure da adottare e segnalino prontamente potenziali situazioni di pericolo per i bambini e degli adolescenti.

RESPONSABILITA’ E MODALITA’DI AGGIORNAMENTO

La responsabilità per la definizione e l’implementazione di un sistema di prevenzione e gestione di episodi di abuso è affidata al Safeguarding Management Team, che ha il compito di definire misure preventive e coordinare la risposta agli episodi di abuso o presunto abuso, avvalendosi di personale incaricato quale il Safeguarding Coordinator e i Focal Points.

Il sistema è condiviso e validato anche dal Consiglio di Amministrazione di Oxfam Italia.

Le policy e le procedure interne in materia di safeguarding vengono definite dal Safeguarding Coordinator in collaborazione con la funzione interna Qualità.

La revisione delle stesse avviene a seguito di richieste/suggerimenti interni, inviando una mail a accreditamenti@oxfam.it, o in caso di revisione di normative nazionali, regionali o policy della confederazione Oxfam.

NORMATIVA A CUI SI FA RIFERIMENTO

La presente policy si basa sui principi emanati negli articoli della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza relativi alla protezione dei bambini e dei ragazzi sono: art. 9 (separazione dai genitori), art. 10 (ricongiungimento familiare), art. 11 (trasferimenti e non ritorni illeciti), art. 16 (protezione della vita privata), art. 19 (protezione da maltrattamenti, abbandono, trascuratezza e sfruttamento), art. 20 (protezione del bambino fuori dal suo ambiente familiare), art. 21 (adozione), art. 22 (bambini rifugiati), art. 23 (bambini disabili), art. 24 (diritto alla salute e all’assistenza), art. 25 (riesame e monitoraggio delle forme di assistenza), art. 32 (sfruttamento economico minorile), art. 34 (sfruttamento sessuale minorile), art. 35 (vendita, traffico e rapimento), art. 37 (protezione dalla tortura, da trattamenti crudeli, inumani e degradanti e dalle forme di privazione illegale della libertà), art. 38 (conflitto armato), art. 39 (reinserimento sociale), art. 40 (giurisdizione minorile e minorenni in conflitto con la legge).

Gli articoli non direttamente connessi alla protezione ma che costituiscono complementi essenziali per garantire la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sono: art. 2 (divieto di discriminazione), art. 3 (migliore interesse del bambino), art. 4 (attuazione dei diritti e cooperazione), art. 5 (sviluppo delle capacità del bambino e supporto al genitore, alla famiglia allargata e alla comunità), art. 6 (diritto alla vita), art. 7 (diritto a un nome e a una nazionalità), art. 8 (tutela dell’identità), art. 18 (responsabilità genitoriale), art. 26 (sicurezza e previdenza sociale), art. 27 (standard adeguato di vita e di protezione sociale), art. 28 e art. 29 (educazione), art. 31 (gioco, riposo e tempo libero).

GLOSSARIO

Di seguito le principali definizioni:

  • Bambino o adolescente: con questo termine ci si riferisce a tutti i minori, fino al compimento dei 18 anni.
  • Maltrattamento infantile

Un qualsiasi atto deliberatamente posto in essere da un genitore o da un soggetto con una posizione di potere, responsabilità e fiducia nei confronti del bambino o del ragazzo e che possa procurare un danno potenziale o reale alla sua sicurezza, al suo benessere, alla sua dignità e al suo sviluppo. Esso ricomprende tutte le forme di pregiudizio fisico e psicologico, accomunate da un abuso di potere e dal tradimento della fiducia del bambino da parte dell’adulto.

  • Maltrattamento fisico

Con maltrattamento fisico si intende qualsiasi condotta che arrechi danno fisico reale o potenziale ad un bambino o ad un adolescente e che viene realizzata da un adulto o da un coetaneo.

A differenza delle altre forme di maltrattamento, nel maltrattamento fisico si è in presenza dei seguenti elementi:

  • – l’imprevedibilità della condotta: il bambino o l’adolescente non sa cosa può scatenare la collera e l’aggressione e si muove costantemente nell’incertezza.
  • – gli attacchi di collera: il comportamento aggressivo è determinato dalla collera e dal desiderio di esercitare un forte controllo sul bambino o sull’adolescente tanto che maggiore è la collera, più intenso sarà il maltrattamento.
  • – la paura come strumento di controllo del comportamento del bambino o dell’adolescente: non è raro che il maltrattante creda che il bambino o l’adolescente debba avere paura per imparare a comportarsi correttamente e per questo crei un clima di intimidazione per correggere il comportamento e ottenere rispetto ed obbedienza. Tuttavia, in questo modo il bambino non impara a comportarsi adeguatamente e a crescere ma solo ad evitare le percosse.
  • Abuso sessuale

Con abuso sessuale si intende il coinvolgimento, come oggetto di gratificazione, di un bambino o di un adolescente in attività sessuali, con o senza contatto fisico, da parte di un adulto o di un coetaneo.

Alcuni esempi di abuso sessuale: toccare i genitali, masturbazione, sesso orale, penetrazione vaginale o anale, esposizione alla pornografia etc.

  • Maltrattamento psicologico

Con maltrattamento psicologico intendiamo un comportamento ripetuto nel tempo che pregiudica lo sviluppo affettivo, cognitivo e relazionale del bambino o dell’adolescente e la sua percezione di sé. Può assumere diverse forme e accompagna spesso gli altri tipi di maltrattamento. Non comportando normalmente un pregiudizio fisico, risulta difficile da dimostrare e richiede talvolta l’intervento delle autorità.

Alcuni esempi di maltrattamento psicologico:

  • – sminuire, umiliare e criticare costantemente un bambino o un adolescente;
  • – ridicolizzarlo per sminuirne la personalità, l’aspetto fisico o le capacità;
  • – farlo sentire inadeguato e non amato;
  • – farlo vivere in un clima di intimidazione e angoscia e renderlo vittima di bullismo;
  • – esporre il bambino o l’adolescente alla violenza e all’abuso di altri soggetti, come per esempio genitori, fratelli o addirittura animali domestici.
  • Trascuratezza e negligenza

Con trascuratezza o negligenza intendiamo l’inadeguata attenzione rispetto ai bisogni materiali ed emotivi del bambino o dell’adolescente, da parte dei genitori o di chi ha il compito di prendersene cura, pur disponendo dei mezzi. La fattispecie ricomprende l’incapacità di proteggere il bambino o l’adolescente da potenziali pericoli e di garantire e tutelare i suoi bisogni primari quali le cure mediche, l’istruzione e una crescita emotiva adeguata, spesso fino al punto di esporlo a un pregiudizio fisico ed emotivo.

  • Sfruttamento

L’utilizzo del bambino, della bambina o dell’adolescente per il vantaggio, la gratificazione o il profitto di soggetti terzi. Tali attività espongono il bambino ad un trattamento ingiusto, crudele e pericoloso e comportano pregiudizio per il suo sviluppo emotivo, sociale, morale e per la sua salute psico-fisica. Possiamo individuare due principali categorie di sfruttamento dell’infanzia e dell’adolescenza:

Sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti: con sfruttamento sessuale intendiamo una qualunque attività in cui un soggetto si approfitta della sua posizione di potere nei confronti di un bambino o di un adolescente, della fiducia e della condizione di vulnerabilità di questo per scopi sessuali e per il ricavo di profitti economici, sociali o politici. Il bambino viene quindi sfruttato sia come oggetto sessuale, sia come oggetto commerciale.

Alcuni esempi di sfruttamento sessuale: prostituzione minorile, traffico di minorenni per abuso e sfruttamento sessuale, pedopornografia, schiavitù sessuale.

Sfruttamento economico di bambini e adolescenti: con sfruttamento economico intendiamo l’impiego di un bambino o di un adolescente in attività lavorative particolarmente rischiose e tali da compromettere il suo benessere psico-fisico e da pregiudicare il suo diritto all’istruzione, alla salute e alla famiglia. Lo sfruttamento economico implica il ricavo di profitti per la produzione, la distribuzione e il consumo di beni e servizi producendo un impatto sull’economica di una determinata unità, sia questa lo Stato, la comunità o la famiglia.

Alcuni esempi di sfruttamento economico: sfruttamento del lavoro minorile, reclutamento di bambini, bambine e ragazzi in conflitti armati, schiavitù minorile, utilizzo di bambini o ragazzi per azioni criminali, incluse la vendita e la distribuzione di sostanze narcotiche, coinvolgimento di minorenni in lavori rischiosi e pericolosi.

  • Danno

Con danno intendiamo le conseguenze dello sfruttamento, violenza, maltrattamento e trascuratezza nei confronti dei bambini e degli adolescenti e lesive del loro sviluppo psico-fisico, affettivo e comportamentale, della loro salute, delle relazioni sociali e familiari, del loro diritto all’educazione e delle loro aspirazioni.

PROCEDURE PER LA TUTELA DI BAMBINI E ADOLESCENTI

Tutto il personale ed i volontari dell’organizzazione – al momento della firma di un contratto di lavoro di qualsiasi tipo o della definizione del proprio incarico volontario –  devono ricevere, dichiarare di comprendere pienamente e di rispettare la presente Policy e i relativi Codice di condotta per la protezione dei minori, sottoscrivendone i contenuti (All.01)

Il mancato rispetto di questo Codice può comportare procedure disciplinari, restrizioni di doveri o cessazione del rapporto di lavoro o altri contratti o rapporti contrattuali con l’organizzazione.

Tutte le associazioni e i gruppi che lavorano con l’organizzazione e che operino a diretto contatto con ai minori, devono avere incluso nei loro contratti o accordi l’obbligo di rispettare la policy in ogni sua forma e sapere come procedere in caso sia necessario segnalare di un presunto abuso su minori.

PRESCRIZIONI PER IL PERSONALE CHE OPERA A CONTATTO CON I MINORI

Il personale che opera a contatto con i bambini dovrà ricevere specifica formazione sulle tematiche relative al maltrattamento e all’abuso, sui possibili rischi e le modalità di prevenzione, nonché sui comportamenti da attuare e i confini entro i quali mantenersi quando si opera a contatto con bambini e adolescenti.

Inoltre, prima della firma del contratto dovrà consegnare all’amministrazione dell’organizzazione copia del proprio certificato del casellario giudiziale. In caso di collaborazioni continuative la consegna del certificato dovrà essere rinnovata ogni 6 mesi.

COME PREVENIRE I RISCHI

  1. Selezionare personale, collaboratori e volontari che riflettano l’impegno dell’Organizzazione nella protezione dei minori. Nel reclutamento di nuovo personale deve essere valutata la motivazione a lavorare su tematiche inerenti all’infanzia e all’adolescenza e valori quali l’onestà, la non discriminazione, l’affidabilità e la lealtà. Dovranno essere inoltre richieste le referenze e la documentazione del Casellario Giudiziale.

In aggiunta dovranno essere effettuate delle verifiche – anche con l’ausilio di personale qualificato – circa l’affidabilità del soggetto, le sue inclinazioni e la sua capacità di svolgere tali tipi di attività che inevitabilmente incidono sulla sfera personale del minore. L’idoneità a ricoprire tali funzioni verrà ricercata anche e soprattutto attraverso la valutazione della personalità e delle attitudini del candidato. In caso di comportamenti sospetti, durante un eventuale periodo di prova o qualsiasi occasione di contatto tra il candidato e il minore, non sarà proseguito alcun tipo di rapporto. In caso di partecipazione ad attività di volontariato di un soggetto minorenne verrà acquisito il consenso da parte del genitore o di chi ne fa le veci. I volontari minorenni opereranno sotto la supervisione di un soggetto adulto e, qualora richiesto dal tipo di attività in cui il minore è coinvolto, da personale qualificato (es.; sociologi, pedagogisti, psichiatri, psicologi; etc.) esperto in ambito psico-sociale ed educativo.

 

  1. Nel scegliere un partner con cui lavorare l’organizzazione richiede la condivisione di missione, valori e strategie comuni.

 

  1. La comunicazione effettuata dall’organizzazione deve essere rispettosa della dignità dei bambini e degli adolescenti. Le loro storie e immagini devono essere selezionate nel rispetto del superiore interesse del bambino e pubblicate solo dopo aver ricevuto il consenso da parte del genitore o tutore legale. Le immagini devono ritrarre i bambini e gli adolescenti con vestiti adeguati e in atteggiamenti consoni, nel rispetto della loro dignità. I titoli dei progetti devono mettere in luce gli obiettivi e i risultati piuttosto che le problematicità e le vulnerabilità del contesto.

Tali regole comunicative devono essere condivise anche con i partner e con i gruppi con cui l’organizzazione collabora.

 

  1. Formazione sui diritti dei bambini, delle bambine e degli adolescenti: l’organizzazione si impegna ad assicurare supporto, supervisione e una formazione periodica, appropriata rispetto alle conoscenze del personale e al contesto locale e condivisa con modalità partecipative, così da incoraggiare i membri del personale a manifestare eventuali problemi e criticità.

La formazione per ogni nuovo membro del personale dovrà essere articolata in alcuni componenti essenziali:

– Gli elementi fondamentali per i minori;

– Le definizioni delle possibili forme di maltrattamento e di sfruttamento e i segnali mediante i quali riconoscerle;

– Le procedure di segnalazione in caso di sospetta violazione della Policy.

 

  1. Il personale è tenuto a rispettare la presente policy e il Codice di Condotta dell’organizzazione. Si impegna inoltre a garantire che il personale adotti elevati standard di comportamento nei confronti dei bambini e degli adolescenti tanto nella vita professionale, quanto nella vita privata. Allo stesso modo anche testimonial, giornalisti o altro personale che venga a contatto con i progetti dell’organizzazione deve osservare le stesse norme di comportamento.

 

  1. La Policy dovrà essere condivisa con i minori destinatari degli interventi dell’organizzazione con modalità che risultino loro comprensibili al fine di garantire il loro diritto all’ascolto, l’esposizione dei loro timori e delle loro preoccupazioni. I minori devono essere informati sul fenomeno del maltrattamento e su ciò che possono fare qualora si rendano conto di comportamenti non accettabili. I minori devono essere consapevoli inoltre dei loro diritti e delle strategie di protezione in modo da poter assumere un ruolo attivo nella tutela di sé stessi e dei loro coetanei.

AMBITI DI APPLICAZIONE

Nell’utilizzo e gestione dei Siti internet, App o Social Network, l’organizzazione dovrà porre in atto tutte le misure necessarie affinché i minori siano tutelati.

Il personale che realizzi film o fotografie da utilizzarsi nelle attività di comunicazione dell’organizzazione deve:

 

  • Prima di registrare, fotografare o filmare una persona, chiedere il suo consenso. Nel caso questa persona sia un minore, oltre al suo consenso deve essere richiesto il consenso dei suoi genitori o del suo tutore. Il personale deve informare e spiegare come sarà utilizzato e gestito il materiale raccolto. Ameno che non vi siano difficoltà oggettive, è importante che la storia sia raccontata dal bambino o dalla persona stessa e non da terze persone;
  • Prima di registrare, fotografare o filmare una persona, è necessario conformarsi non solo con le tradizioni locali ma anche con le leggi che eventualmente disciplinino le restrizioni di riproduzione dell’immagine personale. Evitare messaggi potenzialmente stereotipati, discriminanti e sensazionalistici;
  • Assicurarsi che i film e le fotografie presentino le persone in maniera dignitosa e rispettosa. In caso di minori, non deve esserci alcun riferimento sessuale né uno sfruttamento della sua immagine di dolore o di sofferenza né alcunché che possa essere offensivo della sua persona e della sua innocenza;
  • I riferimenti personali, se ci sono, devono limitarsi strettamente al nome, l’età e il paese. Ulteriori riferimenti vanno concordati dal soggetto e da esso autorizzati. Questo si applica anche per i documenti mandati via posta elettronica.

La gestione dei dati dei minori dovrà essere fatta nel rispetto del D. Lgs 679/16 ed esclusivamente con il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci.

In quanto rappresentanti di Oxfam Italia e Oxfam Italia Intercultura sia operanti in ambiti scolastici e formativi o personale coinvolto nei centri di accoglienza che hanno a che fare con minori anche non accompagnati, è tenuto a rispettare le seguenti indicazioni:

  • Occuparsi dei bambini con rispetto indipendentemente dalla loro lingua, sesso, religione, nazionalità, origine sociale, disabilità, ecc;
  • Non utilizzare, nei confronti di bambini, linguaggio e comportamento che siano inappropriati, molesti, abusivi, sessualmente provocatori, destinati a umiliare o culturalmente inappropriati;
  • Non impegnare i bambini in nessuna forma di attività o atti sessuali, compreso il pagamento di servizi o atti sessuali;
  • Dove possibile, assicurare la presenza di un altro adulto quando si lavoro solo con un bambino;
  • Non dormire vicino a un bambino o ad un bambino non sorvegliato a meno che non sia assolutamente necessario, nel qual caso ottenere il permesso del proprio supervisore e garantire che un altro adulto sia presente, qualora possibile;
  • Non visitare da solo la casa di un bambino o invitare i bambini non accompagnati nella propria casa o alloggio, a meno che non si reputi che non corrano il rischio di lesioni o altri pericoli;
  • Seguire le normative locali, statali e nazionali in materia di lavoro con i bambini, incluse quelle relative al lavoro minorile;
  • Non punire fisicamente i bambini;
  • Segnalare qualsiasi sospetto, accusa o testimonianza di abuso di minori o di altre violazioni dell’organizzazione e segnalare qualsiasi sospetto di abuso segnalato in altri luoghi di lavoro (es scuole, centri minori, ecc);
  • Al di fuori delle attività designate non cercare di contattare o trascorrere del tempo con un minore con cui si viene a contatto con il ruolo di rappresentante dell’organizzazione;
  • Non trattenere, baciare, coccolare, accarezzare o toccare i bambini in modo inappropriato;
  • Non fare cose di carattere personale che un bambino può fare per sé stesso, ad esempio. Toileting, bagno, vestirsi, ecc.;
  • Evitare un contatto fisico inappropriato con un bambino, ad esempio impegnarsi in giochi fisici;
  • Agire professionalmente nei confronti dei bambini con cui si interagisce in qualità di rappresentante dell’organizzazione, mostrando nello stesso tempo di averne cura e compassione;
  • Non abusare della propria posizione, o dare un trattamento preferenziale, regali o pagamenti di qualsiasi tipo;
  • Non rimanere inattivo quando si notano comportamenti volti a giochi sessualizzati;
  • Non rimanere inattivi quando si notano comportamenti inappropriati, violenti o prevaricanti;
  • Evitare di lasciare soli i bambini senza la supervisione di un adulto;
  • Nel momento in cui si presenta la necessità di accompagnare o accudire un minore, essere in possesso di una delega o altra documentazione che attesti il mandato per lo svolgimento dell’incarico.

COME AGIRE IN CASO DI SOSPETTO ABUSO

Segnalazione e procedura di indagine

Per garantire il diritto minori alla protezione, è fondamentale prevedere una procedura semplice e trasparente per segnalare eventuali sospetti di abuso.  A tal fine, ambito in cui l’organizzazione opera con i minori va individuata una figura a cui si attribuisce formalmente la responsabilità di gestire le eventuali segnalazioni di abuso nei confronti di bambini e adolescenti. La procedura di segnalazione deve essere chiara, facilmente accessibile e deve garantire il rispetto del superiore interesse del bambino. Deve essere inoltre garantita la riservatezza: non verrà reso pubblico il nome delle persone che hanno fatto la segnalazione, l’oggetto della segnalazione e l’identità della persona accusata, salvo che il caso arrivi innanzi al giudice e si richieda di sentire i testimoni.

Chi può fare una segnalazione?  Il minore, un genitore, un familiare, un membro del personale, un volontario, un membro del Consiglio di Amministrazione, i partner.

Cosa può essere segnalato?  Qualsiasi sospetto di comportamenti lesivi o preoccupazione per la sicurezza della protezione del minore. Deve essere segnalata inoltre qualsiasi violazione della presente policy.

Di seguito alcune situazioni tipo che devono sicuramente essere segnalate (la lista non è esaustiva):

– Un bambino rivela un abuso o porta degli elementi che fanno sospettare che lui/lei o altri minori stano vivendo una situazione di abuso o sfruttamento.

– Un membro dell’organizzazione o un suo volontario o personale Partner è a conoscenza o sospetta che un minore sia stato abusato/sfruttato o sia a rischio di essere abusato/sfruttato.

– Un familiare o un membro della comunità riferisce al personale dell’organizzazione o ad un suo volontario o a personale Partner che è stato fatto del male a un minore o che c’è il rischio che questo accada.

– Un membro del personale dell’organizzazione o un suo volontario o del personale Partner non rispetta il Codice di Condotta.

– Un membro del personale dell’organizzazione o un suo volontario o del personale Partner abusa un minore con cui è venuto/a in contatto tramite il lavoro che svolge per l’organizzazione.

– Un membro del personale dell’organizzazione, un suo volontario o del personale Partner abusa di un minore fuori dal contesto lavorativo: un membro della propria famiglia, un minore con cui è in contatto, o diviene cliente di minori che si prostituiscono.

– Un minore con cui l’organizzazione o un suo Partner è in contatto abusa di un minore.

Come fare una segnalazione?  A chi segnalare?

Segnalazioni riguardanti casi di abusi, violenze sessuali o comportamenti inadeguati da parte dello staff di Oxfam Italia o di altre Oxfam o Partner dovranno essere segnalati scrivendo a segnalazioni@oxfam.it  oppure al numero 055 350550. Le segnalazioni saranno gestite in anonimato. La presa in carico sarà garantita dal Safeguarding Coordinator.

Nel caso non sia possibile utilizzare la posta elettronica si potrà contattare telefonicamente il Safeguarding Coordinator o usufruire del servizio di call center messo a disposizione da OGB in numerose lingue:

 

(+44) (0)1 865 47 2120 (English)

(+44) (0) 1 865 47 2121 (Arabic)

(+44) (0) 1 865 47 2122 (French)

(+44) (0) 1 865 47 2123 (Spanish)

(+44) (0) 1 865 47 2124 (Portuguese)

Eventuali segnalazioni da parte di minori potranno essere effettuate anche per le vie informali tramite gli adulti di riferimento che dovranno prendere in carico la segnalazione.