Vanessa lavora nell'ufficio di Oxfam a Port au Prince. Credits: Jane Beesley/Oxfam

Vanessa Guillaume

Vanessa ci racconta come il suo lavoro abbia significato una vera e propria rinascita dopo l’incubo del terremoto.

Lavorare con Oxfam mi ha aiutato molto, in molti modi. Per esempio, dopo essere rimasta traumatizzata dal terremoto, avevo bisogno di fare qualcosa di produttivo per tenere la mia mente occupata. Per più di 5 anni, mia madre ha avuto una piccolo impresa a casa, dove lavoravamo insieme. Ma dopo questa tragedia, abbiamo perso sia la casa che il lavoro. Per fortuna, non troppo dopo mia madre ha trovato un altro lavoro a Oxfam. Purtroppo per me però, io stavo a casa senza fare nulla. Volevo andare a scuola, ma molte scuole erano danneggiate o distrutte. Speravo di trovare un lavoro, alla fine. Quando mia madre ha iniziato a lavorare sono andata con lei qualche volta. Ma l’amministrazione era preoccupata che stessi lì senza essere pagata, non mi volevano sfruttare. Non sapevano che avevo bisogno di qualcosa da fare per tenermi fuori da casa. Nessuno voleva stare a casa, specialmente se era di mattoni, dopo quello che era successo – specialmente non da soli, e non quando c’erano ancora scosse di assestamento.
Sorprendentemente però, il manager ha chiesto il mio cv per vedere cosa poteva fare. Ho pensato che volesse essere solo gentile, ma speravo disperatamente che mi chiamasse. E dopo circa una settimana o due, mi ha chiamato per un colloquio. Non posso descrivere quanto fossi felice!


Il terremoto ha lasciato molte persone senza lavoro, ma ci ha dato un altro approccio per ricostruire, non solo il nostro paese, ma anche noi stessi. Ha dato a tutti noi l’opportunità per fare un’enorme differenza nel nostro ambiente. Io volevo essere parte di quella differenza. E Oxfam mi ha dato questa possibilità.

Ricordo le esatte parole che il manager mi ha detto: “Il lavoro che farai non è grande, ma è molto importante, ed è potenzialmente rischioso”. Questo riassume abbastanza bene quello che faccio. Lavoro insieme con la squadra per i rifugi a Port-au-Prince. Forniamo teli di plastica e tende alle persone che hanno perso le proprie case. Come ha detto il mio manager, non è grande perché il progetto e ciò che forniamo sono solo temporanei, ma è importante perché le persone ne hanno veramente bisogno.
D’altra parte, è un poco rischioso perché lavoriamo sul campo, e la gente può essere a volte estremamente frustrata. Ma ciò accade raramente, se pianifichiamo prima le cose e controlliamo la sicurezza.



Sono davvero orgogliosa e onorata di far parte della famiglia Oxfam
. La gente è molto amichevole, e lavoriamo tutti insieme come una squadra per portare avanti i nostri compiti. Oxfam ha aiutato molto dopo la catastrophe, e spero che la mia esperienza continui a crescere con loro così come il mio amore per quello che faccio – aiutare la gente.

Vanessa Guillaume, Assistente alla distribuzione nei magazzini di Oxfam a Port Au Prince