Nepal. Oxfam insegna a Yema e a altre 25 donne a costruire serbatoi d'acqua per irrigare le colture. Credits: OxfamGB

Yema e le sue compagne in posa con gli strumenti di lavoro

Yema Gharti è una della tante persone del Sud del mondo che vivono sulla propria pelle gli effetti negativi del cambiamento climatico. Insieme a oltre cento abitanti del villaggio di Dola in Nepal, Yema ha partecipato a un progetto di Oxfam per la costruzione di un impianto d’irrigazione. Una nuova vita è iniziata per l’intera comunità grazie all’acqua che, scorrendo lungo i nuovi canali, arriva a tutti i piccoli appezzamenti di terra che i contadini di Dola lavorano instancabilmente ogni giorno, per produrre il cibo necessario per sopravvivere.


Prima dell’arrivo dell’acqua, la vita di Yema era molto dura e ogni giorno era per lei una nuova sfida.  I guai sono iniziati quando il marito l’ha abbandonata: un giorno non è più tornato dai campi dove andava a lavorare e dove ora vive con la sua nuova famiglia. Da quel momento, per Yema trovare cibo a sufficienza per sé e per il figlio è diventato un dramma quotidiano. “All’inizio è stato difficile sopravvivere da sola”, racconta. “Nella nostra società le donne sole sono guardate con sospetto. La maggior parte delle donne qui riesce a sopravvivere grazie alle rimesse che i mariti emigrati portano quando tornano a casa”.

Con grande spirito di sacrificio e tanta forza di volontà, Yema è riuscita a superare le difficoltà iniziali e a garantire una vita dignitosa alla sua famiglia. Il figlio Ishwar, dopo aver studiato gratuitamente per un paio d’anni grazie a una borsa di studio, si è trasferito a Tangari per proseguire gli studi. Per pagare i suoi studi, Yema è stata costretta a vendere capre e maiali e ha iniziato a produrre alcool. “Sono molto orgogliosa di mio figlio Ishwar”, dice soddisfatta, “so che farà qualcosa di buono nella sua vita. Vorrei che Ishwar avesse un buon lavoro che gli garantisca un futuro sicuro”.


Col tempo, la vita di Yema è cambiata anche sotto altri punti di vista. Grazie alla sua curiosità e alla sua grande sete di sapere, è riuscita a fare una serie di piccole conquiste che l’hanno fatta sentire fiera e orgogliosa. Quando Yema racconta del suo primo successo che con tenacia e determinazione è riuscita a ottenere, la sua voce è piena d’emozione: “Quando riesci a scrivere il tuo nome e a scrivere la firma sui dei documenti, ti senti veramente qualcuno”.


Yema ha anche frequentato con entusiasmo le lezioni organizzate da Oxfam per discutere dei problemi che la comunità era costretta ad affrontare, primo fra tutti i cambiamenti climatici. Yema sapeva che il clima stava cambiando e che aveva effetti negativi sulla produzione agricola della comunità: “Ho visto il tempo cambiare. L’anno scorso non ha piovuto e noi non abbiamo potuto mettere da parte il grano. Quando non c’è grano di riserva, l’unica maniera che abbiamo per sopravvivere nell’attesa del prossimo raccolto è vendere il bestiame. Visto che tutti hanno lo stesso problema e nessuno riesce a sfamare la propria famiglia, non possiamo nemmeno aiutarci a vicenda”. Non essendoci acqua, la terra diventava sempre più secca e non riusciva a produrre il cibo necessario. Ogni giorno, nonostante il lavoro nei campi, la comunità non ce la faceva a produrre cibo a sufficienza per sfamare le famiglie per via delle scarse piogge.

“Se solo avessimo dei buoni raccolti non avremmo più bisogno di comprare cibo”. Yema aveva compreso l’importanza dell’acqua per la sicurezza alimentare: “Quando potremo contare su un sistema di irrigazione, avrò abbastanza cibo per sfamare la mia famiglia per l’intero anno e potrò persino mettere da parte un po’ di semi per ripiantarli l’anno prossimo. Sarà veramente una grande cosa”.

Dopo tanto lavoro il sogno è diventato realtà. Grazie al programma cash-for-work, Oxfam ha sostenuto la comunità locale, composta soprattutto da donne, nella costruzione di sistemi di micro irrigazione capaci di convogliare l’acqua proveniente da un fiume o una cascata in un grande serbatoio all’interno del villaggio. Oxfam ha fornito attrezzi e materiali e ha organizzato corsi di formazione sulle tecniche di costruzione e manutenzione dei sistemi irrigativi. Le 25 famiglie beneficiarie possono ora gestire e riparare in modo autonomo gli impianti. E, soprattutto, non dipendono come un tempo dai capricci del clima.