14 Settembre 2026

Oxfam al Festival di Internazionale: cosa significa ricostruire Gaza?

 

Chi ha davvero le chiavi di Gaza? Oggi, il dibattito internazionale sulla ricostruzione si concentra su fondi, piani e modelli di ricostruzione. Ma parlare della ricostruzione di Gaza significa interrogarsi non soltanto su come rimettere in piedi edifici e infrastrutture, ma su come far rinascere comunità, relazioni e speranze. Significa chiedersi chi avrà il potere di decidere il futuro di Gaza e quali condizioni siano necessarie affinché le persone che vi abitano possano tornare a vivere con dignità, sicurezza e diritti.

Di questo parleremo al Festival di Internazionale nel panel “Le chiavi di casa”, sabato 3 ottobre, alle ore 14.00, al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara.

Un incontro dedicato alle sfide della ricostruzione di Gaza e al diritto del popolo palestinese di immaginare, guidare ed essere autore del proprio futuro.

Sul palco dialogheranno:

  • Alessandra Annoni, giurista
  • Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia
  • Yara Sharif, architetta palestinese

Introduce e modera Francesca Gnetti, giornalista di Internazionale.

L’incontro si svolgerà in italiano e inglese con traduzione consecutiva.

Oltre le macerie: cosa significa ricostruire Gaza

A quasi due anni dall’inizio dell’ultima offensiva militare israeliana, Gaza è diventata il simbolo di una devastazione umana e materiale senza precedenti nella storia recente.

Decine di migliaia di persone hanno perso la vita, interi quartieri sono stati cancellati e infrastrutture essenziali come ospedali, scuole, reti idriche e sistemi fognari sono state distrutte o gravemente compromesse.

Secondo le stime più recenti, le macerie che ricoprono la Striscia ammontano a oltre 66 milioni di tonnellate e il costo necessario per la ricostruzione supera i 71 miliardi di dollari. Ma il bilancio della guerra non può essere misurato soltanto attraverso numeri e danni materiali.

La distruzione di Gaza ha colpito anche il tessuto sociale, le relazioni comunitarie, le opportunità economiche, i luoghi della memoria e dell’identità collettiva. Per questo motivo la ricostruzione non può ridursi a un esercizio tecnico di edilizia o pianificazione urbana, ma deve partire dal riconoscimento del diritto inalienabile del popolo palestinese di decidere del proprio presente e futuro in ogni fase della ricostruzione.

Rawya, sfollata a Gaza, esce dalla sua tenda insieme ai figli in un accampamento di fortuna. Credit: Mosab Al-Borno/ Alef Multimedia/ Oxfam
Rawya, sfollata a Gaza, esce dalla sua tenda insieme ai figli in un accampamento di fortuna. Credit: Mosab Al-Borno/ Alef Multimedia/ Oxfam

Le chiavi di casa

Il panel ruoterà intorno a una questione cruciale: a quali condizioni la ricostruzione di Gaza potrà essere giusta, sostenibile e duratura?

Attraverso le prospettive del diritto internazionale, dell’architettura e dell’azione umanitaria, “Le chiavi di casa” offrirà uno spazio di confronto su una delle questioni più urgenti del nostro tempo: come passare dalla devastazione alla ricostruzione garantendo che siano le persone palestinesi a detenere davvero le chiavi del proprio futuro.

Un percorso guidato dai palestinesi

Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, porterà nel dibattito le analisi e le raccomandazioni contenute nel nuovo rapporto di Oxfam sulla ripresa e la ricostruzione di Gaza.

Al centro della riflessione, un principio fondamentale: qualsiasi processo di ricostruzione credibile deve essere guidato dai palestinesi stessi e fondato sul rispetto dei diritti umani, dell’autodeterminazione e della responsabilità internazionale.

La ricostruzione dovrà restituire alle comunità colpite la titolarità delle decisioni che riguardano il proprio futuro, dalla pianificazione degli interventi alla gestione delle risorse, fino ai meccanismi di controllo e rendicontazione.

Ribadiremo che la ricostruzione di Gaza non può essere separata dal più ampio quadro della questione palestinese. La ripresa della Striscia deve contribuire a rafforzare un percorso di unità politica, istituzionale e territoriale che includa Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme Est, riconoscendo il diritto del popolo palestinese a determinare liberamente il proprio futuro.

Scarica il rapporto “Building the Gaza Strip Anew”

Condividi l’articolo:
oxfam facebook oxfam Twitter oxfam Linkedin

Articoli correlati