Il contributo di Fondazione Intesa Sanpaolo ONLUS a sostegno delle famiglie colpite dalle inondazioni nei Balcani nel maggio 2014.

Nel maggio 2014, Serbia, Bosnia Erzegovina e Croazia sono state colpite da un pesante alluvione che, nel giro di 72 ore, ha riversato la stessa quantità di pioggia che normalmente cade nell’arco di 4 mesi, arrivando a picchi di 250 litri d’acqua per metro quadro. Nelle aree montane vi sono stati più di 2.000 smottamenti che in alcuni casi hanno distrutto interi villaggi e interrotto le vie di accesso.

Si stima che le alluvioni abbiano colpito 200.000-250.000 persone in Bosnia Erzegovina, 38.000 in Croazia, e 1.600.000 in Serbia. Circa 85.000 persone sono state evacuate, e tra questi interi villaggi e vi sono state 53 vittime. Oxfam ha immediatamente lanciato un appello presso tutta la confederazione e organizzato una risposta tempestiva sul campo.

Nel periodo tra maggio e novembre 2014, grazie ai fondi raccolti, Oxfam ha potuto aiutare 14.344 famiglie e circa 60.000 persone nei comuni di Žepče, Zavidovići, Maglaj, Doboj, Odzak, Modriča, Vukosavlje, Samac, Domaljevac, Orasje, Bratunac e Bijeljina nel centro, nord e nordest della Bosnia Erzegovina e Obrenavac in Serbia.

L’intervento si è concentrato sulle fasce più vulnerabili della popolazione, tenendo conto del danno subito e di dati socio-economici.

Attraverso diversi interventi, nelle zone di Bijeljina, Maglaj, Zavidovici, Žepče, Doboj (e Vukosavlje), Šamac, Domaljevac, Modrica, Odzak and Orasje (in Bosnia Erzegovina) e Obrenovac in Serbia (SRB) grazie ai fondi raccolti da Oxfam:

  • 365 agricoltori hanno ricevuto sementi, fertilizzanti e pesticidi in Bosnia Erzegovina e Serbia, beneficiando direttamente circa 1600 persone
  • piu` di 57.000 persone hanno beneficiato di attività nel settore WASH (distribuzione di kit igienici, sanitari e ambientali, analisi dei pozzi, ricostruzione di un acquedotto locale, fornitura di clorinatori, serbatoi di acqua e filtri).

In particolare, grazie al contributo di Fondazione Intesa Sanpaolo, più di 300 famiglie vulnerabili delle zone di Posavina (Bosnia Erzegovina), Obrenovac (Serbia) e della regione di Vukovar – Sirmia (Croazia), hanno ricevuto kit agricoli che hanno loro permesso di riattivare la produzione, contenenti sementi (frumento, mais, orzo e verdure), piantine,  fertilizzanti, pesticidi e fungicidi e materiali necessari alla semina.

E’ stato inoltre garantito accesso all’acqua potabile, contaminata dai liquami e dalle carcasse degli animali morti, disinfettando quella dei pozzi, o provvedendo attraverso depuratori e filtri.

La famiglia Rom Pavlovic è una delle beneficiarie del programma. Vive nel villaggio di Zvečka, vicino Obrenovac, coltivando un terreno di circa 5 ettari e allevando piccoli animali: polli, pecore e maiali. Le alluvioni hanno completamente sommerso i campi; nelle prime ore, sono riusciti a salvare buona parte degli animali, anche se alcuni sono morti, spazzati via dalla corrente. Per un anno la famiglia ha lavorato per risistemare i terreni, le case e le stalle, e ha ricominciato ad allevare maiali e pecore, preparando i campi per la semina a granoturco. “Cominceremo a seminare subito” ha detto il capofamiglia “dopo aver ricevuto i semi che ci avete dato. Vi sono estremamente grato per l’aiuto, sono felice che vi siano persone disposte a sostenere noi agricoltori. E’ molto difficile ricominciare da capo dopo un tale disastro. Tutto quello che vedete era sotto quattro metri d’acqua. La casa di mio figlio era quasi completamente sommersa. Abbiamo fatto appena in tempo a salvare gli animali, ma non tutti, alcuni purtroppo sono affogati. Ci stiamo comunque riprendendo, lavoriamo molto e questo aiuto è davvero provvidenziale, perché saremo in grado di stare meglio”. Indicandoci il nipotino Nemanja, ci dice orgoglioso che anche lui sta facendo la sua parte, badando agli agnellini e ai maiali.