Da oltre cinque giorni ad Aleppo, oltre un milione e mezzo di persone è senz’acqua.  Mentre intorno alle infrastrutture idriche principali la battaglia infuria e l’offensiva russo-siriana è entrata ormai nella terza settimana, è stata tagliata la corrente elettrica alle stazioni di pompaggio che permettono il rifornimento di acqua alla popolazione. Per questo motivo adesso uno dei rischi principali è che i civili contraggano malattie trasmesse attraverso l’acqua contaminata.

Al momento la popolazione in entrambe le parti della città – sia ad Aleppo est sotto il controllo dell’opposizione che ad Aleppo ovest sotto il controllo del governo – si rifornisce di acqua dai pozzi o grazie a quella consegnata dai camion, su cui spesso la popolazione non può fare affidamento e che a volte proviene da fonti contaminate. Nel frattempo due delle principali stazioni di pompaggio sono chiuse da diversi giorni: quella di Suleiman al-Halabi, che rifornisce la maggior parte della città  (dove abbiamo installato un generatore per fornire energia elettrica alla stazione per ovviare ai cali di tensione della rete elettrica) è inservibile a causa degli scontri in corso dentro e fuori alla zona; mentre  quella  di Bab al-Nairab è stata danneggiata negli attacchi aerei condotti dall’aereonautica militare russa o siriana.

Tagliare l’acqua alla popolazione è un crimine di guerra. – afferma il responsabile delle emergenze umanitarie, Riccardo Sansone – Le parti in conflitto devono immediatamente sospendere gli attacchi sulle strutture civili come scuole, ospedali, abitazioni e infrastrutture idriche. In questo momento è prioritario consentire la riparazione alla rete idrica, sospendendo la battaglia nelle aree chiave della città, per permettere l’accesso all’acqua pulita per centinaia di migliaia di civili ad Aleppo”.

“La rete idrica, in alcune aree, è danneggiata al punto che sono visibili i crateri delle bombe diventati pozzanghere di acqua e fango” – racconta Basma, 35enne residente ad Aleppo Est.

“Andare a prendere l’acqua dai pozzi ogni giorno è una scommessa – aggiunge Nassim, 65enne anche lui residente ad Aleppo Est –  Non sei mai sicuro se l’acqua sia pulita o contaminata”.

“Fare la fila per avere l’acqua è una fatica che richiede tempo, e comprare l’acqua sta diventando sempre più costoso – conclude Walid 35 enne, di Aleppo ovest –  Se vuoi avere l’acqua per primo dai camionisti devi pagare di più. L’inverno è in arrivo e non abbiamo elettricità, né carburante a disposizione. La situazione sta diventando insostenibile”.

L’esercito siriano e i loro alleati, sostenuti dai bombardamenti aerei russi e siriani, hanno lanciato un’operazione militare il 22 settembre per riprendere il controllo di Aleppo est, dove 250 mila persone sono intrappolate senza accesso agli aiuti e devono fronteggiare costanti attacchi aerei. I rapporti giornalieri parlano di feriti, vittime e danni alle infrastrutture essenziali per la sopravvivenza della popolazione.

“Gli orrori in corso ad Aleppo sono in costante aumento. – continua Sansone – Il fatto che il bombardamento della città sia condotto e supportato un membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in disprezzo delle risoluzioni approvate, è uno scandalo che rappresenta un travisamento degli obiettivi di quello stesso organismo internazionale creato per promuovere pace, stabilità e il rispetto dei diritti umani. – conclude Sansone – Gli altri membri permanenti e non del Consiglio di Sicurezza dovrebbero appoggiare una risoluzione chiedendo l’immediata sospensione degli attacchi aerei su Aleppo, per permettere la distribuzione degli aiuti ad una popolazione allo stremo”.

Oltre ad aver istallato un generatore da 2000 KVA a Suleiman al-Halabi, noi abbiamo rifornito tre pozzi ad Aleppo ovest in grado di produrre circa 500 mila litri al giorno di acqua e installato otto sistemi per la purificazione sul fiume Qweik in grado di fornire altri 500 mila litri d’acqua. Tuttavia quattro di essi al momento devono essere riparati dopo i danni subiti a causa del conflitto. Abbiamo inoltre a disposizione 3500 kit igienici pronti per essere distribuiti nell’area di Aleppo est, ma al momento è impossibile accedere alla parte orientale della città sotto il controllo delle forze di opposizione.