Paradise papers, nuove rivelazioni

5 Novembre 2017

NUOVE RIVELAZIONI SU EVASIONE E ELUSIONE FISCALE

Paradise Papers, la nuova inchiesta pubblicata oggi dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi rivela, dopo i Panama Papers, ulteriori dettagli su come aziende e individui sottraggano ai governi miliardi di dollari in entrate fiscali.

EVASIONE E ELUSIONE FISCALE, QUANTO CI COSTANO

L’evasione ed elusione fiscale delle corporation sottraggono ai paesi più poveri 100 miliardi di dollari l’anno, sufficienti per mandare a scuola 124 milioni di ragazzi e salvare la vita di 6 milioni i bambini.

In Europa e negli Stati Uniti rispettivamente sono 76 miliardi di dollari all’anno e fino a 135 miliardi di dollari all’anno le stime dell’ammanco erariale riconducibile a pratiche di abuso fiscale (evasione ed elusione fiscale) da parte delle imprese multinazionali.

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La rapina di cui nessuno parla

COSA HANNO FATTO I GOVERNI?

“I Paradise Papers mettono in luce quanto inefficaci siano stati finora i tentativi dei nostri leader di mettere fine agli abusi fiscali. Alle severe parole di condanna hanno fatto seguito ad oggi solo riforme timide, indebolite dall’enorme pressione esercitata da multinazionali e paperoni sulla politica.

COSA CHIEDIAMO?

  • Per arginare l’infinita serie di scandali fiscali, chiediamo ai governi di anteporre gli interessi della maggioranza dei cittadini a quelli delle corporation e dei super ricchi.
  • Chiediamo quindi ai governi di collaborare per porre fine ai paradisi fiscali, creando una blacklist a livello globale, corredata da forti misure difensive e sanzionatorie.
  • Le informazioni sugli assetti e l’operatività paese-per-paese dei grandi colossi multinazionali dovrebbero essere rese pubbliche, per poter valutare se le corporation versano a tutti gli effetti la loro giusta quota di imposte in ciascuna giurisdizione in cui conducono le loro attività.
  • Le informazioni sulla titolarità effettiva di società, fondazioni e trust, dovrebbero essere rese pubbliche per prevenire la possibilità che individui facoltosi possano trasferire e gestire in forma anonima proventi di attività fraudolente.
  • Riteniamo fondamentale avviare un nuovo ciclo di riforme sulla fiscalità internazionale d’impresa che ridisegni il sistema nell’interesse della collettività e non solo di pochi.
  • Chiediamo infine ai governi di avviare indagini pubbliche, con l’obiettivo di identificare misure di rafforzamento delle normative nazionali che possano prevenire pratiche diffuse di abuso fiscale.