Il nostro verdetto su G20 e Rio+20

28 Giugno 2012
Rio + 20, Summit dei Popoli - Cupola dos Povos

Summit dei popoli

Riportiamo le riflessioni di Barbara Stocking, Direttrice esecutiva di Oxfam, dopo i vertici di Rio +20 e il G 20.


Il Summit Rio + 20 – ed il G20 – avrebbero potuto determinare un punto di svolta per indirizzare il mondo sulla strada verso lo sviluppo sostenibile, la stabilità economica, e costruire un futuro in cui nessuno soffra la fame. Invece i leader mondiali non hanno colto questa opportunità e come risultato i due vertici sono stati deludenti.

Come al solito, saranno le persone più povere al mondo a fare le spese di questa scandalosa mancanza di azione, che aggrava il costo umano della crisi economica globale. È stata una settimana di opportunità mancate per affrontare l’ingiustizia del mondo di oggi. Nonostante ci sia abbastanza cibo per tutti, quasi un miliardo di persone soffre ogni giorno la fame, e una crisi alimentare che avanza in Africa occidentale sta spingendo più di 18 milioni di persone al limite estremo.

Nel frattempo, in un mondo in cui il 20% più povero della popolazione possiede meno del 2% del reddito mondiale, il consumo globale sta crescendo oltre ogni controllo, le risorse naturali si stanno esaurendo e i più poveri sono privati di terra, acqua, cibo ed energia di cui hanno bisogno per sopravvivere.

Sia al G20 che a Rio+20 ho assistito a una disperata mancanza di ambizione da parte dei nostri leader di mettere in pratica urgentemente soluzioni ai bisogni delle persone più povere.

Paradossalmente, il vertice di Rio era finito prima ancora di cominciare. Nell’accordo definitivo non c’è nessun nuovo impegno significativo. Eppure, era possibile effettuare azioni concrete, se pensiamo che, per far fronte al bisogno calorico delle persone affamate, in questo momento servirebbe meno del 3% delle forniture globali di cibo. Invece, persino le modeste proposte per aiutare i piccoli produttori agricoli sono state eliminate nel documento finale.

Solo l’iniziativa “Zero Hunger Challenge” lanciata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon a livello globale rappresenta l’unico raggio di luce e speranza.

Qualcosa di simile è successo al G20. Il summit è dominato dal tentativo di scongiurare il collasso della zona Euro – un obiettivo che condividiamo, perché se l’Euro crollasse, il suo tracollo costerebbe ai paesi più poveri 30 miliardi di dollari. Tuttavia le conclusioni del G20 avrebbero potuto menzionare gli investimenti nell’agricoltura di piccola scala, la lotta all’appropriazione delle terre e il miglioramento dei diritti sulla terra – soprattutto per le donne, che costituiscono la maggior parte della forza lavoro agricola in alcune parti del mondo. Non c’è inoltre nessun riferimento ai biocarburanti, che hanno contribuito ad accelerare la corsa alle terre e ad aumentare la volatilità dei prezzi del cibo e l’insicurezza alimentare. Tuttavia, il G20 ha anche raggiunto un accordo per tappare la perdita di centinaia di miliardi di dollari che sia dai paesi ricchi che da quelli poveri va ad alimentare i paradisi fiscali, e David Cameron, nel frattempo, si è impegnato a dare priorità alla questione della sicurezza alimentare al G8 del prossimo anno.

Non siamo venuti a Rio o a Los Cabos con grandi aspettative. Ma la scorsa settimana segna un nuovo punto di caduta nel fallimento dei governi di assumere la leadership necessaria per giungere a decisioni ambiziose. Il Vertice dei popoli a Rio è stato il momento più stimolante della scorsa settimana: ho visto il coraggio delle organizzazioni con cui Oxfam sta lavorando in Brasile e in America Latina, e le vittorie che hanno ottenuto nel difendere diritti e azioni da parte dei propri governi. Oxfam continuerà a stare al loro fianco e al fianco di altri per trasformare la rabbia in un’irresistibile richiesta di cambiamento.